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drink different

Enoteca Partenopea di Napoli

ENotecapartenopeaWoW deve confessare che ha una speciale predilezione per questa Enoteca, che ritiene peraltro la migliore di Napoli , e per quanto di sua conoscenza, della Campania. Ha cominciato a frequentarla alla fine degli anni ’70 (ormai 35 anni fa), al ritorno da uno dei suoi primi viaggi enologici in Toscana. Lì ha fatto le sue prime scoperte dei grandi vini degli altri territori del nostro paese, e,nel corso degli anni, ha sviluppato e mantenuto una profonda amicizia col suo vecchio titolare e patron, Antonio (Tonino) Russo, al quale è ora subentrato sul ponte di comando il figlio Rosario, bravo e appassionato “figlio d’arte”.

Ho ancora vivo il ricordo, anche se ormai si tratta di molti anni fa, di quando , essendo riuscito a i ritagliarmi un pomeriggio o una mattinata liberi, mi recavo all’Enoteca Partenopea , per fare lunghe chiacchierate enoiche con Tonino (talvolta distogliendolo dal suo lavoro), e assaggiare le ultime novità .Rosario era ancora ragazzino, ed era incaricato di portarci gli assaggini di accompagnamento e i dolci della pasticceria accanto da gustare con un Sauternes o un Passito di Pantelleria A quel tempo chiamavo Tonino con gli amici “il mio psicoanalista”, perché in nessun altro posto riuscivo a rilassarmi come da lui.

Era tempo che avevo progettato un servizio sull’Enoteca Partenopea (www.enotecapartenopea.it), ma non avevo avuto modo di farlo prima, perché erano ormai passati alcuni mesi (troppi) dall’ultima visita, e-pur conoscendola a fondo, fin negli scantinati, volevo dare informazioni aggiornate, soprattutto della sua ultima espansione creativa , forse unica in una enoteca italiana, il Guitar Club .

Essa si trova a Fuorigrotta dall’anno della sua fondazione, il 1972 come enoteca, ma l’azienda , prima di proprietà del suocero di Tonino, Raffaele Mangia, operava già da oltre venti anni prima (dal 1951) come negozio di gastronomia, e già a partire dagli anni ’60, la vendita di vini pregiati ne era diventato un settore sempre più importante.

Non ha vetrine appariscenti come altre boutiques del vino, anzi la loro sobrietà potrebbe indurre il visitatore superficiale a sottostimare le sue reali dimensioni, che invece si sviluppano su due livelli.per una superficie insospettabilmente ampia (oltre 600 metri quadrati)

All’ambiente posto al piano terra, assai più ristretto, dove sono esposte soprattutto le proposte per il “vino quotidiano” (buoni vini, con un eccellente rapporto qualità/prezzo, adatti al consumo familiare) e dove si trova la cassa , fa seguito un vastissimo piano interrato, articolato in una saletta anteriore, nella zona più vicina alla scala, dedicata agli Champagne, ai liquori e alle bevande speciali, un’ampia sala di esposizione (al centro un tavolo di servizio di grandi dimensioni, per il confezionamento dei pacchi), letteralmente circondata ai quattro lati, da alte scaffalature, nelle quali sono in mostra i vini delle diverse regioni , distribuiti secondo un rigoroso criterio geografico, una ulteriore saletta per i prodotti di gastronomia e utilizzata per le degustazioni, e infine e un ampio ufficio , anch’esso scaffalato, dove sono le bottiglie, italiane e straniere, più preziose.

Qui vi è anche una sezione , protetta da un elegante cancello in ferro battuto, per le bottiglie “fuori quota”, come i premiers crus di Bordeaux e i mitici vini del DRC, il Domaine de la Romanée-Conti. A proseguire, in continuità per decine di metri, i depositi, lunghe gallerie, letteralmente ricolme di casse e cartoni di vini di ogni tipo e provenienza.

L’Enoteca Partenopea , aderente alla rete Vinarius, come molte altre enoteche, oltre ai vini e ai liquori, vende altri prodotti della migliore gastronomia (cioccolati, dolci confezionati, nonché salumi e formaggi selezionati personalmente dall’azienda, nelle varie regioni italiane), nonché articoli e accessori per il servizio e la conservazione del vino , tra cui la collezione di bicchieri e brocche di Riedel, cantine climatizzate, ecc. Qui è possibile trovare il caciocavallo silano di Piano della Spina e il cacio di Moròlo, lo speck di Terlano e preziosi altri salumi artigianali, e poi conserve di pesce , caviale, il tonno di Favignana, le lenticchie di Castelluccio e continua continua...

Ovviamente però la sua attività commerciale principale è focalizzata sul vino. Prima di entrare nel dettaglio di questa notevole selezione, che conta ormai circa 5.500 etichette, voglio richiamare l’attenzione sulla chiarezza e sull’ordine dell’ esposizione dei vini , collocati sempre in modo appropriato, con la regione segnalata da una etichetta ben leggibile. Un particolare che sfugge talvolta al visitatore distratto: le bottiglie sono conservate sempre coricate , all’ombra, dietro gli esemplari posti nella fila esterna , che sono invece in piedi per poter essere facilmente identificati. Qui non troverete perciò bottiglie col tappo diventato troppo secco o ricoperto di strati di polvere per la lunga permanenza in piedi, né danneggiate per essere state esposte per troppo tempo a luci eccessivamente violente e calde.

Non c’è una sola etichetta banale, anche tra i vini più semplici,a cui giustamente Tonino e Rosario prestano molta attenzione. Ovviamente è presente una amplissima selezione campana, che comprende i migliori vini delle cinque province , a partire dai grandi irpini, i vini dei Campi Flegrei, della Costiera e delle isole, i vini del Cilento e quelli del casertano, del Sannio e del Taburno beneventani. Poi, i migliori di tutte le altre regioni italiane, nessuna esclusa, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna. Naturalmente ci sono tutti i grandi toscani con una selezione di Chianti raramente altrettanto ampia al di fuori della Toscana , Brunello e Nobile in testa, e i Supertuscan; i migliori rossi piemontesi da Nebbiolo e altre uve rosse classiche (tra di essi i più grandi cru di Barbaresco e di Barolo, senza trascurare i Gattinara, i Carema e i Lessona), i vini della Valtellina e dell’Oltrepò, gli Amaroni e i Valpolicella , i bianchi più raffinati dell’Alto Adige, del Veneto e del Friuli, e ancora i migliori umbri, marchigiani e abruzzesi , i vini del Sud e isolani , con una valida selezione di lucani, pugliesi, calabresi , siciliani e sardi. Non mancano ovviamente all’appello le altre regioni non ancora citate: dalla Liguria all’Emilia-Romagna e al Lazio. Qualche nome? Cito a caso: Conterno, Gaja, Bartolo Mascarello, Bruno e Aldo Giacosa, Scavino, Elio Grasso , Montezemolo, Ceretto, tra i Barolisti, Cisa degli Asinari, Bruno Rocca, La Spinetta, Produttori del Barbaresco, e poi Masi, Tedeschi, Bertani,   Antinori, Biondi-Santi, Fontodi, Lungarotti, Valentini, Mastroberardino, Tiefenbrunner, Schiopetto, Gravner e… potrei continuare all'infinito. Amplissima la selezione degli Champagne (con Krug, Selosse, Jacquesson, Salon, Henriot…) e degli spumanti (Franciacorta, Trento classico , piemontesi e Oltrepò in testa).

Pur_SangLa Francia è presente soprattutto con Bordeaux : tutti i premiers crus, da Lafite a Cheval Blanc, e poi Cos d’Estournel, Ducru-Beaucaillou, Ausone, Figeac, Lynch -Bages, Haut-Bailly  e Brane-Cantenac, La Fleur Pétrus e Clinet, Smith-Haut Lafitte e Carbonnieux, tutti i migliori Sauternes e un raro Montbazillac. E poi Borgogna con le selezioni complete e quanto mai affidabili di Bouchard e Drouhin, la Loira con i suoi gioielli, il Clos de la Coulée Serrant di Joly, gli straordinari Pouilly-Fumé del compianto Didier Daguenau (Pur Sang, Silex e Le Bois Renard), i Sancerre di Alphonse Mellot, i Vouvray di Huet,e poi i grandi rossi del Rodano, i rosé della Provenza …Non mancano, sia pure con una scelta più essenziale, Mosella (Egon Muller) e Wachau (gli straordinari vini biodinamici di Nikolaihoff), California (Caymus). E poi un’ampia selezione di vini fortificati portoghesi e moltissimi altri ancora..

L’Enoteca Partenopea non è solo luogo di vendita di vini e prodotti di alta gastronomia. E’ anche luogo d’incontro per gli appassionati, frequentemente “convocati” per degustazioni, talvolta anche informali . Tonino e Rosario , come molte persone che si sono fatte sul campo, non amano esibire la loro competenza, né soverchiare i clienti con frasi difficili che frastornano, più che invogliare a capire. Tutto l’ambiente è accogliente e di impostazione familiare, e anche il personale è cortesissimo (non è un caso che molti di essi siano lì da sempre). Ora la nuova avventura, originalissima, voluta da Rosario per assecondare la passione del figlio Antonio: lo spazio Guitar Cuvée, dedicato alla musica e alle chitarre. Ha cominciato con delle serate musicali accompagnate da una flute di spumante, sicuramente crescerà. Presto sarà disponibile anche un sito dedicato (Pubblicato il 30.8.2011)

 

Nella foto: il Pouilly Fumé "Pur Sang" di Didier Daguenau.

 

 Enoteca Partenopea, Viale Augusto, 2/4 – Napoli, www.enotecapartenopea.it

 

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