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drink different

Ristorante La Bul a Bari: piccolo e cosy

Particolare Saletta La BulSiamo ritornati a La Bul, tra i nostri ristoranti preferiti di Bari, una città diventata difficile per la ristorazione di qualità. “La Bul” sembra che stia per “borsa dell’acqua calda” e vuole probabilmente comunicare l’idea di una accoglienza confortevole. Il locale si trova a pochi passi da Piazza Garibaldi e dal Castello Svevo, nella stretta via Villari.

L’ingresso è riservato (bisogna bussare, non ci sono vetrate a vista), in un bel palazzo d’epoca, con un’ampia sala, con le pareti dipinte su toni di grigio, nella quale sono compresi solo pochi tavoli. D’estate entra in funzione un piccolo ma gradevole giardinetto per cenare all’aperto. Il punto di forza del ristorante è però la cucina. Non sembri una banalità dirlo, ma con tutti i ristoranti che brillano solo per la panoramicità della posizione, per la lussuosità degli arredi o l’eleganza del tovagliato, non è inutile ricordarlo: mangiare bene non può essere un optional. Naturalmente questo non vuol dire che il locale non sia anche accogliente, arredato con buon gusto e con i tavoli bene e gradevolmente addobbati. Voglio semplicemente sottolineare che è la qualità dei piatti preparati dallo chef a distinguere , e di molto, questo ristorante da altri della stessa fascia di prezzo in città. Che si tratti di verdure, di pesce (encomiabile l’impiego di varietà diverse dalla solita triade spigola-orata-tonno: che buona la palamita e come dimenticare lo sgombro, pesce “gastronomico” come pochi!) o di carni (finalmente anche il piccione e il coniglio), le materie prime sono sempre eccellenti, così come armonici, stuzzicanti ed equilibrati sono i piatti (dai crudi di mare “nel giardino” per chi li ritiene “imprescindibili” come molti pensano in questa parte della Puglia, alle variazioni di baccalà , dalle pappardelle al palombaccio all’agnello murgiano, ecc, ecc.) che Antonio Scalera propone nei suoi menu: variano di frequente, fantasiosi e ben presentati, senza cercare la provocazione fine a sé stessa . La carta dei vini, scritta a mano su un Moleskine nero, è ampia e articolata, dichiaratamente orientata verso i vini cosiddetti naturali. Sono puntigliosamente selezionati da Francesca Mosele, brava e sorridente sommelière:    si tratta di una carta coerente, ben concepita, nella quale non mancano buone bottiglie nazionali (come il magnifico Riesling delle Langhe di Ettore Germano, o il Fiano di Picariello) ed estere (come gli Champagnes di Francis Boulard), anche “curiose”, come il raro Melon di Bourgogne di Vézelay. Ci si può trovare anche, e qui è una rarità, qualche buon Chianti classico di piccoli produttori, come Le Boncie o Caparsa. Insomma, un piccolo ristorante “cosy” , professionale ma accogliente, nel quale trascorrere una piacevole serata gastronomica,lontano dalle banalità e dagli eccessi modaioli, che rendono spesso triste mangiare fuori casa.

Ristorante La Bul, via Villari 52, Bari. Tel: 080 523 0576

 

(Pubblicato il 25.1.2014)




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