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drink different

Le interviste impossibili diventano un libro

Le “ Interviste impossibili davanti a un bicchiere di vino” sono diventate  un libro.

Chi , avendone lette alcune nei mesi scorsi   sul blog, volesse rileggerle, insieme alle altre, nuove, che completano il volume, potrà acquistarlo nelle migliori librerie ed enoteche , richiedendolo direttamente all'editore, Mario Adda (http://www.addaeditore.it/varia/810-interviste-impossibili-davanti-a-un-bicchiere-di-vino-9788867170067.html), oppure nelle principali liberie online.

 

interviste-impossibili-davanti-a-un-bicchiere-di-vino

 

 

 

“Lei ha chiamato il vino intelligente. Anche se spesso pensiamo al vino in modo antropomorfico, diciamo ad esempio, che ha carattere, è austero, vivace, e così via, non avevo mai sentito parlare di un vino intelligente. Perché ha usato questo aggettivo?”

“Mah. Non ho fatto alcun ragionamento particolare, ma quell’aggettivo mi è venuto spontaneo. Parlavo del vino che si beve quando si conversa o si sta con le persone che si amano, e il vino rende intelligenti perché ci fa capire meglio gli altri e ci fa raggiungere più facilmente l’intimità con loro, con il loro cuore, ma anche con i loro pensieri, le loro idee”.

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Questo libro ha due facce: la prima è narrativa, e consiste nel racconto degli incontri immaginari avuti dall’autore con grandi uomini e donne del passato o protagonisti di opere letterarie, la seconda è invece saggistica, e vi vengono descritti, in modo leggero, ma puntuale, i vini che essi avevano amato in vita, o più semplicemente avrebbero potuto amare. In vino veritas, dicevano gli antichi: con questo libro, probabilmente il primo di una serie, l’autore si propone di far conoscere aspetti meno noti della vita dei personaggi del passato e nello stesso tempo avvicinare in modo nuovo e originale il lettore al mondo dei grandi vini.

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Gli intervistati:

Nicolau Eymerich

Guigone de Salins

Giuseppina Beauharnais Bonaparte

Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi, Bettino Ricasoli

Il barone Gennaro Bellelli

Madame Pompadour

Erasmus Darwin

Salvo Montalbano

Pablo Neruda

 

 

 

 

 

Il ritorno delle interviste impossibili davanti a un bicchiere di vino:

 

Intervista al Commissario Maigret (prima parte)

 

Pioveva a dirotto. Sicché mi ero fatto accompagnare dal taxi direttamente dall’albergo. Avevo raggiunto nel primo pomeriggio,da Parigi, Meung-sur-Loire, dove ormai il commissario Maigret risedeva da quando era andato in pensione.

“La prego, entri…Mi dia pure l’impermeabile- disse la sig.ra Maigret con un sorriso-. Oggi è una di quelle giornate in cui sembra che tutta l’ acqua dell’Oceano si sia trasformata in pioggia. Ha visto come scorreva giù per tutta la strada?”

Poi riprese: “Si accomodi, mio marito sarà presto qui. E’ sceso giù alla cantina a prendere del vino. Stasera vengono anche i Pardo. Li ha conosciuti, vero?”

“Sì, ho conosciuto il dott.Pardo. Mi ha aiutato lui a entrare in contatto con il commissario”. Poi, intuendo la curiosità della sig.ra Maigret, aggiunsi “L’ho conosciuto in occasione di un congresso sull’acolismo. Sa, mi sono occupato per molti anni di Psicologia”

“ Ma che interessante. Lo sa che il mio Jules da ragazzo , prima di entrare in polizia, aveva studiato medicina?Lui era molto attratto da quella professione. In realtà avrebbe voluto studiare Psicologia. Diceva che avrebbe voluto diventare un ‘raddrizzatore di destini”.

In quel momento, rosso in volto e un po’ affannato, entrò il commissario. Si tolse il cappello, grondante di acqua, e appese la sciarpa e il pastrano all’attaccapanni:

“Oh, ma Lei è già qui. E’ molto che aspetta?” Poi- aggiunse, quasi scusandosi,-“Mia moglie mi aveva chiesto di occuparmi io del vino, come al solito. A me , che sono della Loira, piace molto il Vouvray, e a pochi passi da qui c’è un caviste che ne ha di molto buono. Poi la sig.ra Maigret mi ha detto che stasera avrebbe fatto la sua specialità, il coq au vin, e ho preso del Riesling”-

“ Sì, nel coq au vin metto un po’ di Riesling, ed anche un po’ di prunelle, disse la signora Maigret. E’ il mio tocco segreto. Ma la prego, si accomodi qui sul divano, mentre aspettiamo il dr. Pardo e sua moglie”.
Il commissario aggiunse: “ Era parecchio tempo che dovevamo invitarli. L’ultima volta siamo stati da loro più di un mese fa…è bello mantenere le abitudini, anche se, da quando siamo venuti a Meung, abbiamo dovuto allungare un po’ l’intervallo tra una cena e l’altra. I Pardo sono rimasti a Parigi, ma saranno  qui per il fine settimana…. Insomma, quando il dr. Pardo mi ha parlato di lei e del fatto che cercava un contatto con me, Louise, la sig.ra Maigret, mi ha detto ‘ Ma che combinazione Invitiamo anche il signore che vuole incontrarti”.

Si sedette pesantemente sul divano. In effetti, dopo la pensione, aveva messo su qualche chilo di troppo. Come intuendo i miei pensieri disse: “Beh, sì. Evidentemente non mi bastano i miei lavori da contadino. Ho un piccolo orto qui in campagna, e sono io a occuparmene. Ora faccio una vita molto sedentaria. Quando ero in servizio mi muovevo moltissimo”.

“Vedesse che belle verdure che fa il commissario”, si intrufolò la signora, che stava dando gli ultimi ritocchi alla tavola, ma non voleva essere esclusa dalla conversazione “stasera ne proverà alcune”

“Piuttosto . le gridò il commissario, perché non offri a Monsieur…Monsieur”

Gli ricordai il mio cognome.”Sì, riprese, perché non offri a Monsieur e a me un po’ della famosa prunelle di tua sorella?”Intanto accese una delle sue pipe, chiedendomi se mi disturbasse. Lo rassicurai con un gesto.

Poi si voltò verso di me: “Le piace la prunelle? La fa mia cognata, la sorella di Louise. Lei è di Colmar, in Alsazia, e lì, in Alsazia fanno magie con la distillazione della frutta. Anche l'acquavite di lamponi è buonissima, ma a me, come aperitivo, piace la prunelle. ”

Stavamo giusto versandoci la prunelle nei piccoli bicchieri , che intanto la sig.ra Louise ci aveva portato in un bel vassoio, insieme con la bottiglia del distillato, che suonarono alla porta.

La sig.ra Maigret fece entrare il dr. Pardo e la signora. Erano tutti bagnati, nonostante i parapioggia.

“ Abbiamo dovuto parcheggiare un po’ distante, anche perché più avanti c’è ormai un lago, e sono bastati pochi passi per bagnarci come se fossimo caduti in mare”, disse sorridendo il dr. Pardo. Poi aggiunse: “Scusate il ritardo, ma sai Jules, mi ha telefonato all’ultimo momento quel mio vecchio paziente, un po’ ipocondriaco, e non mi sono sentito di rifiutare di fare un salto da lui per vedere come stava. Naturalmente era una cosa da nulla. Certo in questa stagione…”.

Si rivolse a me con un sorriso, mi presentò la moglie, poi, mentre quest’ultima andava in cucina ad aiutare la sig.ra Maigret, si sedette con noi sul divano. Il commissario gli versò subito della prunelle: “Solo due dita, Jules, ti prego. Quando vengo qui mi fai bere sempre troppo”.

“E’ passato molto tempo da quel congresso a Montpellier”, dissi

“E’ vero, aggiunse il dr. Pardo strofinandosi le mani, e, dopo avermi rapidamente squadrato, aggiunse “la vedo in forma”

Ringraziai per quello che ritenni un complimento, ma non avemmo il tempo di aggiungere altro, perché la sig.ra Maigret venne a chiamarci. Un fulmine illuminò di colpo la finestra e lei rimase per un attimo come sospesa. Subito dopo la pioggia riprese a scrosciare più forte di prima

“ Accidenti, se viene giù stasera. Meno male che siamo già tutti dentro. Su, venite  a sedervi. “.

Mi sedetti tra il commissario e la sig.ra Pardo. Di fronte avevo il Dr.Pardon, mentre la sg. ra Louise prese posto tra lui e al marito.

“Stasera la sig.ra Maigret ci ha preparato un menu alsaziano”, annunciò la sig.ra Pardo”

“ Beh, per la verità cominceremo con una quiche à la Lorraine”, disse il commissario versandomi un vino dal colore salmone pallido “Conosce il gris de Toul?”.

“ Francamente non l’ho mai bevuto prima”.

“Sì, probabilmente non è un vino molto noto da voi, in Italia, come tutti i vini della Mosella francese, e del resto anche qui, in Loira, non lo conoscono in molti. Qui bevono tutti i rosé di Orléans, che però sono diversi. Poi aggiunse “so invece che i vini alsaziani sono più conosciuti ”

“E’ vero- dissi-Ne bevvi un sorso. E’ un vino molto piacevole e fruttato” commentai mentre al naso arrivavano note molto intriganti di frutti rossi di bosco, soprattutto cassis.”Cos’è? Sembrerebbe un uvaggio di Gamay e Pinot noir”

“Sì, principalmente . A noi piace sulla quiche, e poi su piatti regionali, se possiamo, beviamo vini della stessa regione “

“Convengo con lei, è una buona regola, anche se qualche volta è possibile trovare accordi straordinari anche tra piatti e vini di zone molto distanti . Ma mi scusi, avverto una nota di qualcosa che non riesco a definire, che potrebbe essere del melon,ma non ne sono sicuro. E’ possibile?”

“Olalala, les italiens. Ma sì che c’è qualcos ‘altro , ma non è il melon”.

Poi , guardandomi con una punta di malizia: “ E comunque , mi scusi, ma non credo che potrebbe riconoscerlo”

“ Potrebbe esserci dell’auxerrois?. Anche se non mi pare che sia quella la nota che mi ha colpito”

“ Mais bravo! Effettivamente c’è un po’ di auxerrois. Beh, insomma... c’è un po’ di aubin. E' probabilmente quello che sente e non riesce a riconoscere.Qualche ceppo che è sopravvissuto, e che il vecchio Aléxis, il contadino che ce lo fa, non ha avuto il coraggio di espiantare, perché ormai è quasi del tutto estinto. Non credo che ci sarebbe arrivato mai”

“Ha ragione. In effetti non ne avevo mai sentito parlare. Ma lei, commissario, a quanto sembra, è un intenditore”

“ Bof! Mais non, sono figlio di contadini… e in fondo anch’io sono mezzo contadino… mi piace parlare con i i vignaioli, specie quelli vecchi, quando sono in campagna”.

 

(Pubblicato il 30.09.2012,continua ... )

 

 Come è ben noto, il commissario Maigret è un personaggio creato da Georges Simenon, al quale ha dedicato, tra il 1931 e il 1972, ben 75 romanzi e 28 racconti , che hanno raggiunto una vastissima popolarità in tutto il mondo, e naturalmente anche in Italia. anche in Italia. Oggi tutti i libri del grande scrittore belga , tra cui quelli su Maigret, sono pubblicati dalla casa editrice Adelphi.

Egualmente la signora Maigret e i coniugi Pardo, con i quali si ritrovavano spesso a cena, sono personaggi ben noti ai lettori dei libri di Maigret. Molte informazioni “personali” sul commissario e sulla sua vita antecedente all’ingresso nella Polizia di Stato sono fornite in più occasioni dallo scrittore nei suoi romanzi, ma specialmente in due di essi, rispettivamente dal titolo “Maigret si confida” e “Le memorie di Maigret”. Che Maigret ami la buona cucina, soprattutto quella “ di casa” e che la moglie Louise sia un’ottima cuoca è un’affermazione ricorrente nei libri di Simenon,nei quali non mancano riferimenti ai cibi e ai vini preferiti dal commissario e alle specialità culinarie della moglie.A questo proposito voglio citare un prezioso libretto di Robert J. Courtine, giornalista e gastronomo di fama, dal titolo “Le cahier de recettes de Madame Maigret”, pubblicato in italiano da Mondadori nel 1977, e un altro più recente (del 1992), tradotto in Italia dall’editore Guido Tommasi , dal titolo originale “Simenon et Maigret passent à table” (in italiano : “A cena con Simenon e il commissario Maigret”), nel quale sono altresì riportate molte delle famose ricette che Maigret amava e di cui si parla nelle sue avventure.

 

 

Il vino al tempo dello spread : Tips & tricks per bere bene (meglio) a casa e al ristorante senza rischiare il default

 

SpreadE’ uscito anche il mio secondo libro dedicato al vino: anche questro pubblicato dall’editore Adda. Lo si trova nelle migliori librerie ed enoteche , nella bottega web dell’editore e nelle principali librerie online

Eccone un breve brano:

"José Garcia Marquez, autore de “L’amore ai tempi del colera”, mi perdoni se ho parassitato il titolo del suo romanzo, ma la tentazione era troppo forte.

E in fondo…Per un appassionato di vino il rapporto con le proprie bottiglie è davvero amoroso, e dello spread si parla ormai come di un’epidemia. Non siamo forse, come ci dicono quasi ogni giorno politici e finanzieri “ a rischio contagio”?

Certo, il vino , oggi, non è più quello che era nell’Italia contadina di molti decenni fa: quasi un integratore alimentare, qualcosa che poteva fornire le calorie di cui si aveva bisogno su una tavola che non conosceva la carne (i nostri nonni dicevano che la si mangiava una volta al mese). E’ diventato piuttosto un bene voluttuario, qualcosa da cui trarre piacere, più che nutrimento, un indicatore di status, un modo per fare bella figura, mostrandosi magari più esperti di quanto non si sia, al ristorante, con la propria compagna .

Conseguentemente il vino, oggi, costa. Molto di più di quello di cui ci accontentavamo una volta. E tutti gli operatori del settore prevedono, per il nuovo anno, un ulteriore aumento dei prezzi (intorno al 15%).Ricordate quando una bottiglia di vino “di lusso” costava meno di mille lire (sarebbe l’equivalente di 60 centesimi di euro), e quello comune anche 150 lire al litro? Beh, ora un vino importante può superare facilmente (molto facilmente) i 35 euro la bottiglia, con punte di oltre 1.000. Un Sassicaia, alla fine degli anni ‘80, superava di poco le 4.000 lire la bottiglia: oggi la stessa bottiglia vi costerebbe 125-150 euro.

Per fortuna non tutto è così caro, tanto che, se vi prendeste la briga di assaggiare tutte le bottiglie che costano meno di 8 euro, che sono esposte sugli scaffali della vostra enoteca, trovereste che sono generalmente di buona qualità, molto migliori di quelle che bevevamo trent’anni fa, con alcune gemme, che vi sembrerà impossibile costino così poco. In realtà non lo facciamo, ma tendiamo a prendere quelle due-tre varietà che ci hanno consigliato e ci sono piaciute abbastanza. Avete mai notato, a casa di amici, che vi fanno bere (dove il vino lo bevono) sempre lo stesso vino o quasi? Qualunque cosa mangiate.Il nostro punto di vista è un po’ distorto dal fatto che tendiamo a fidarci poco del nostro giudizio (è fisiologico, se si è consapevoli di essere inesperti), e siamo tendenzialmente abitudinari: perciò preferiamo i prodotti di marca oppure citati dalle guide".

Il libro intende fornire pochi e semplici, ma efficaci consigli su  come spendere al meglio, e possibilmente di meno, per acquistare vini di qualità a prezzi "giusti". Dove cercarli, come sceglierli, come pagarli senza svenarsi.Una serie di schede "attraversa" le pagine del libro per parlare di alcuni vini (buoni o anche eccellenti) delle varie tipologie descritte

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