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Discussioni

Valutare i vini: quanto pesano le filosofie produttive?

emidio-pepe-montepulcianoNon ho mai amato troppo i punteggi (in ventesimi o centesimi che siano) assegnati ai vini, pur comprendendo le motivazioni che sono alla loro base, ma certo quando si rileva uno scarto di 25 punti tra le valutazioni di due critici di reputazione internazionale, mi vengono diversi dubbi: o la bottiglia di uno dei due esperti era difettosa (e in quel caso sarebbe meglio non valutarla), oppure ci troviamo di fronte ad una presa di posizione “ideologica”, per la quale uno dei due esperti premia e/o l’altro punisce un vino al di là dei suoi effettivi meriti o demeriti perché apprezza o diversamente non condivide la filosofia produttiva che è alla sua origine.

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Trofei enologici universitari: dov'é l'Italia?

 

pepys-library-1223585Dal 1953 , tutti gli anni, le Università di Oxford e Cambridge (nella foto accanto, l'ingresso della prestigiosa Biblioteca intestata a Samuel Pepys, lo "scopritore" dello Château Haut-Brion),con la sponsorizzazione della nota Maison di Champagne Pol Roger, danno vita al Varsity Blind Wine Tasting Match tra i rispettivi club enologici.

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Vignaioli indipendenti sul Web: quando impareremo anche noi a proporci "insieme"?

Bella idea, quella dei Vignerons indépendants francesi. L’associazione, che riunisce circa 7.000 vignaioli aderenti e produce quasi il 55% del vino prodotto in Francia, nata 35 anni fa, ora tenta la via della vendita diretta sul Web dei suoi prodotti  (www.vigneron-independant.com). Oggi la vendita di vino a mezzo Web , in Francia,corrisponde ad appena il 6% , ma si prevede un’espansione molto rapida, che porterà le vendite via Web al 20% nell’arco di cinque anni.

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A che servono le classifiche dei vini?

Per carità, il talento e la professionalità di Luca Gardini sono fuori discussione, ma devo confessare di aver provato un certo disagio nel leggere il servizio apparso recentemente su Spirito di Vino dal titolo “I magnifici 10 dei primi 100 del mondo”, nel quale si presenta con grande enfasi una classifica dei migliori vini (rossi) del mondo (d’Italia, di Francia e “del resto del mondo”), stilata appunto dal “worldwinehunter”  Luca Gardini .

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The 10-Year Rule

Matt Kramer, autorevole collaboratore di Wine Spectator, intitola così, nel numero di settembre del suo giornale, il seguente paradosso:” I vini ‘modesti’ traggono beneficio da una lunga conservazione in cantina, mentre i ‘grandi’ vini non hanno bisogno di più di 10 anni di invecchiamento”. Kramer, che sostiene di essersi convinto di questo dopo aver assaggiato molti grandi e piccoli vini, bianchi e rossi, di tutto il mondo, argomenta il suo pensiero richiamando i profondi cambiamenti avvenuti in vigna e nelle pratiche enologiche a partire dagli anni ’80: uve più mature, nuovi tipi di impianto, vendemmie “verdi”, cloni migliori, nuovi porta.innesto, ecc. hanno fatto sì che i vini diventassero ben diversi da quelli tannici e astringenti di un tempo, che effettivamente avevano bisogno di molto tempo per armonizzarsi.

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