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Trofei enologici universitari: dov'é l'Italia?

 

pepys-library-1223585Dal 1953 , tutti gli anni, le Università di Oxford e Cambridge (nella foto accanto, l'ingresso della prestigiosa Biblioteca intestata a Samuel Pepys, lo "scopritore" dello Château Haut-Brion),con la sponsorizzazione della nota Maison di Champagne Pol Roger, danno vita al Varsity Blind Wine Tasting Match tra i rispettivi club enologici.

Si tratta di una competizione molto impegnativa, che comprende prove diverse , alle quali i partecipanti si preparano lungamente. La squadra vincitrice (finora Oxford batte Cambridge per 39 a 24) guadagna un viaggio-premio ad Épernay, per visitare le vigne della Pol Roger , ricevendo una bottiglia di Champagne Pol Roger per ciascuno. Successivamente deve sfidare una università francese in una nuova gara. L’assaggiatore col punteggio più alto riceve in dono anche una bottiglia della Cuvée Winston Churchill, la più pregiata della collezione Pol Roger.

Dal 2003 la Pol Roger sponsorizza una competizione internazionale del tutto similare tra i club enologici delle Grandes Ecoles. I partecipanti debbono identificare sei vini bianchi e sei rossi alla cieca , individuandone la varietà, il paese di origine, la regione, la denominazione e il millesimo e mostrare la loro capacità di comprendere e analizzare i vini degustati , di esprimere e descrivere le emozioni provate.

Un’altra competizione tra universitari è lo SPIT (Sciences Po International Tasting), che coinvolge le Facoltà di Scienze Politiche : si tratta di una gara di degustazione di Champagne e vini fermi di tutto il mondo, sponsorizzata da un’altra grande Maison di Champagne, la Bollinger di Aÿ. Ogni équipe è formata da tre studenti che devono dapprima superare una prova teorica di conoscenza e poi le prove pratiche di degustazione di vini di bianchi e rossi e di Champagnes. La competizione è suggellata   da un aperitivo di Champagne nel giardino di M.me Bollinger , da una visita alle cantine  e da una colazione gastronomica insieme con i giudici e rappresentanti della Maison .

Da queste competizioni, delle quali non è difficile intuire, al di là dello scopo promozionale, il significato e l’importanza nel favorire, oltre alla conoscenza e allo scambio tra università e paesi diversi, l’apprezzamento e il consumo responsabile dei grandi vini , le università del paese maggior produttore di vino al mondo, l’Italia, sono del tutto assenti. La conoscenza e il prestigio dei nostri vini dipende anche da cose come queste.

 

 




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