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Alla scoperta dello Château tutto giallo: Lafon-Rochet

Lafon Rochet 2009Delle grandi appellations communales del Médoc, St. Estèphe è forse la meno conosciuta, sebbene abbia nel suo carniere due seconds crus (Cos d’Estournel e Château Montrose) di grande prestigio e, rispettivamente, un troisième, un quatrième e un cinquième cru. Un palmarès più che rispettabile, in confronto con quelli di Moulis en Médoc e Listrac, che devono accontentarsi di soli crus bourgeois, ma non paragonabile a quelli di Pauillac , che può vantare ben tre premiers crus, o di Margaux, nella quale è l’ultimo premier cru médocain del classement del 1855, e anche di St. Julien, che di premiers crus non ne ha, ma ha ben cinque seconds crus , al pari di Margaux. Situato nella porzione più settentrionale della “quasi isola” del Médoc, il terroir di St.Estèphe comprende nella sua AOC 1.230 ettari di vigna.

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Cupo, il grande Fiano di Montefredane

cupo 2Che cosa fa di un vino un grande vino? Le condizioni per produrlo sono abbastanza conosciute e forse anche un po’ ovvie. Certo occorre una grande varietà : non sono tutte uguali né hanno tutte lo stesso valore, anche se tutte vanno difese e valorizzate in quanto facenti parte di un patrimonio di diversità gustativa da conservare gelosamente.

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Clos de Bèze, un grande cru nato (forse) da un delitto

Clos de Bèze 2008 bisIl Domaine Bouchard Père et Fils di Beaune, si sa, è tra i più antichi della Borgogna (le sue origini risalgono niente di meno che al 1731), e certamente quello che possiede la maggiore estensione di vigneti, con i suoi oltre 130 ettari (83 Pinot Noir e 47 Chardonnay): una cifra che forse farebbe sorridere confrontata con quella delle maggiori proprietà del Nuovo Mondo (ma anche di qualcuna delle nostre cantine toscane più grandi, come Castello Banfi, 850 ettari vitati , o Antinori, 2.400), ma che è assolutamente enorme per quel territorio, se si pensa che la seconda proprietà per grandezza è quella degli Hospices di Beaune, con (appena) 60 ettari. Ma questa straordinaria casa vinicola, dal 1995 di proprietà della famiglia Henriot, famosa per i suoi Champagnes, svolge da sempre anche una imponente attività di négoce.

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Il cavaliere di Puligny: Chevalier-Montrachet Grand Cru Domaine Étienne Sauzet 2008

Chevalier-Montrachet 2008Mentre assaggio questo Chevalier-Montrachet 2008 del Domaine Étienne Sauzet, mi viene in mente quella leggenda (una vera e propria mnemotecnica per ricordare i nomi dei cru di Puligny) , secondo la quale il signore di Puligny divise così le sue terre tra i figli : la parte migliore toccò al suo figlio maggiore, nominato cavaliere (Chevalier), un’altra toccò alle sue figlie (Les Pucelles) e una parte ai suoi bastardi (Bâtard), che furono i benvenuti (Bienvenues).

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Les Chemins d'Avize, l'ultima gemma dei Larmandier-Bernier

Chemins dAvizeQuale Champagne berrò a Capodanno? Ho deciso: sarà lo splendido Les Chemins d’Avize 2010 della Maison Larmandier- Bernier. Sono sempre stato un fan degli Champagne di Pierre e Sophie Larmandier. Poche parole, ma prodotti di grande purezza e precisione, di nitida espressione territoriale come non è facile trovarne neppure nella Côte des Blancs. E di fatti una visita a questa piccola (130.000 bottiglie l’anno), ma affilatissima Maison di Vertus non manco mai di farla, tutte le volte che vado nella Champagne.

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