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drink different

Un borgognone nella Champagne: lo straordinario Ambonnay

Parliamo di un vino della Champagne, che merita tutta intera la definizione di vino per grandi amatori, sia per la sua rarità che per il suo costo. Non tutti sanno, infatti, che la Champagne, oltre alle sue straordinarie bollicine, produce anche una limitata quantità di vini “fermi” (bruttissimo termine, in verità, che suggerisce l’immagine di un vino morto), bianchi e rossi , accomunati dall’appellation Côteaux Champenois.

Sono soprattutto i rossi da Pinot noir, va da sé delle zone più vocate, quelle maggiormente protette dai venti freddi occidentali, spesso accompagnati dal nome del comune di provenienza (Ambonnay, Bouzy…) quelli più interessanti . Vi sono anche dei rosé, anch’essi davvero molto rari: poco più di 50.000 bottiglie in tutto . Si tratta del Rosé des Riceys: si produce nel comune di Ricey, forse il più grande territorio nella Champagne, con i suoi 870 ettari,  di cui 350 per il Rosè Des Riceys.

Non sempre i vini fermi della Champagne sono all’altezza di quelli spumanti, ma quello di cui parliamo oggi è davvero un vino importante.

Si tratta del Côteaux Champenois Ambonnay rouge di Egly-Ouriet.

Egly-Ouriet è uno dei migliori produttori della Champagne, possiede un vero patrimonio di vigne a grand cru (poco meno di dieci ettari  a Bouzy , quasi 8 ad Ambonnay, e a Verzenay).

I suoi Champagne, tra i quali è un memorabile Blanc de noirs, sono tutti di livello eccellente. La ricetta è semplice: vigne vecchie (ormai vicine ai 40 anni) in terroirs unici, vinificazione in legno , niente malo lattica, tempi lunghi per l’affinamento, mai meno di 48 mesi e almeno 60 per i millesimati, data di sboccatura in etichetta (cosa apprezzabilissima per il consumatore).

Ambonnay_2Il vino che degustiamo, della vendemmia 2008, Les Grandes Côtés Ambonnay rouge: colore di media intensità, tipico del Pinot noir di questo territorio, naso assai complesso, nel quale note decisamente affumicate si avvicendano a quelle di frutti rossi (lampone, ciliegia nera) , cedro e sottobosco. Al palato evidenzia  una notevole astringenza, che mostra che è ancora molto giovane, caffé e note grigliate molto eleganti. Andrebbe atteso ancora due-tre anni per berlo al meglio, ma durerà molto a lungo (93/100). Grande vino, che potrebbe dirsi un Pinot noir borgognone di Vosne Romanée, un vino sicuramente degno di essere provato, almeno una volta, anche se di prezzo tutt’altro che amichevole (in Italia circa 85-90 Euro) (Pubblicato il 24.9.2011)

 

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