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drink different

Una serata poco francescana

Ci siamo ritrovati ancora una volta da Francesco, all’enoteca De Pascale, piccola ma lussureggiante oasi enoica di Avellino, insieme con altri amici, per festeggiare il suo onomastico. Accompagnati da sapidi stuzzichini a base di formaggi ed altre golosità , abbiamo assaggiato , com’è tradizione, una serie di interessanti bottiglie. Qui solo qualche spunto.

Il più opulento. Decisamente il vino con il quale abbiamo aperto la nostra degustazione. Una robusta riserva di Barbera superiore di Asti, La Crena, di Vietti, dell’annata 2008.

ViettiUn vinone, muscoloso ed alcolico, con i suoi 14 gradi e mezzo, dal frutto esuberante , appena contrastato dall’apporto, non ancora del tutto assorbito, del legno , nel quale trascorre 14 mesi. 88-90 /100. Potremo sicuramente apprezzarlo al meglio tra un paio di anni, ma avrà lunga vita.

Il più austero. Un insolito Pinot nero di Montagna (il comune in provincia di Bolzano), la riserva Matan di Klaus Pfitscher, vendemmia 2009.Ancora un po’ chiuso, soffre forse l’eco dell’assaggio precedente , ma non tanto da non far intravedere una bella materia, che necessita solo di un po’ di vetro per aprirsi completamente Oggi vale una forbice tra 89 e 91 punti su 100.

Francescano. Non solo per il nome . Si tratta del Vigna San Francesco, una bella selezione di Gattinara dell’azienda Antoniolo: 65 anni di attività ben spesi in un territorio del quale il grande pubblico non ha ancora completamente scoperto il valore.

AntonioloForse meno noto e premiato del suo fratello , l’Osso San Grato, è comunque sugli stessi livelli, di grande armonia. Quello del 2006, che abbiamo assaggiato, è probabilmente il miglior millesimo del decennio. Bello il colore , tra il rubino e il granato, naso complesso , con intriganti note di frutti di bosco e di viola, lungo e persistente. La mia valutazione è 92-94/100.

Il fuoriclasse. E’ indubbiamente lo Chateau Figeac, Saint-Emilion premier cru classé B (meritevole, vista anche la continuità dell’ultimo decennio, della promozione alla classe A). Di un millesimo non esaltante come le annate che l’hanno seguito (la 2009 e la 2010), quella che abbiamo assaggiato è comunque una grande riuscita del 2008.

FigeacUna espressione molto pura del territorio di Saint-Émilion , nella quale si avverte, di contro agli eccessi merlottosi di altri châteaux , la nobiltà del cabernet, franc e sauvignon (il 70% in due). Non è piaciuto a Robert Parker, che gli ha assegnato solo 81/100 (al contrario, il suo vice, Antonio Galloni, è entusiasta del La Crena, che definisce emozionante). Non sono affatto d’accordo. Si tratta di un magnifico rosso , di stile quasi médocain (del resto Figeac ha suoli simili a quelli di Palmer, a Margaux, delle -graves di tipo gŭntziano, un misto di graves e sabbia- e più Cabernet): puro ed elegante, balsamico, con note di frutti di bosco e lievemente affumicate, ha tessitura fine e tannini già abbastanza morbidi. Sarà forse meno longevo di altre annate, raggiungerà l’apogeo tra quattro-cinque anni. 93-95/100.

Cristallino. E’ il Riesling base (QbA) di Egon Műller, produttore mitico della Mosella. Lo Scharzhof è la versione più semplice della gamma, di cui abbiamo apprezzato la vendemmia 2009. Un vero laser, tagliente di acidità, appena smorzata da una vena dolce, con evocazioni di lime, pompelmo, ananas. Da godersi nella sua giovinezza, anche se ha una certa (ma moderata) resistenza. 90-92/100

Il più dolce. La Tour blanche (qui proposto nell’annata 2003) è un elegante Sauternes premier cru. Un millesimo caldo , ma, se escludiamo le ultime due annate, tra le migliori del decennio, forse appena un soffio sotto l’annata 2007: sì, la 2007, modesta per i rossi, ma come spesso accade a Bordeaux, favorevole ai bianchi e ai moelleux. Qui è il paradigma opposto: è la dolcezza a prevalere, ma attenuata da una vena fresca di acidità. Delicata la botrytis, al naso note di cedro, frutta candita, e delicata speziatura (zafferano), 92-94.

Spumeggiante. Si chiude con un rosé s.a. di Ruinart, la storica Maison di Reims (imperdibile una visita alle incredibili cantine, in una cava di gesso gallo-romana). Un rosé impeccabile, gradevolmente vinoso, con belle note di ciliegia, di buona finezza (85-87/100).

Bella serata, bella compagnia, ottimi vini come al solito. Essendo da Francesco bandito l’uso del crachoir, mi sono chiesto se fosse prudente  accettare il passaggio in auto offertomi dall’amico Pietro. Hanno prevalso la pigrizia e l’ora tarda. Sono comunque arrivato a casa.(Pubblicato il 9-10-2012)

 

Pasticceria-Enoteca De Pascale, Corso Vittorio Emanuele II, 205  83100 Avellino, www.depascale.it, tel.: 0825 781654




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