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drink different

Quattro grandi rossi di Borgogna

In coincidenza con la candidatura del vignoble bourguignon al Patrimonio mondiale UNESCO, parliamo di quattro ottimi Pinot noir della Côte de Beaune, la parte meridionale della Côte d’Or, famosa soprattutto per i suoi straordinari grand cru bianchi, ma che produce anche rossi di eccellente qualità.

Cominciamo con un vino del territorio a nord di Beaune, proprio ai confini con la Côte de Nuits , dove è l’unico grand cru rosso della Côte de Beaune, un  Corton rouge dell’annata 2009 della storica Maison Bouchard père et fils. Come è noto, vi sono anche un Corton blanc e un Corton-Charlemagne, esclusivamente bianco, entrambi grand cru : dei vini di  Corton si è già parlato in altro servizio: per leggerlo, clicca qui. Quello assaggiato in questa occasione proviene dal  climat Le Corton, di proprietà del Domaine Bouchard, che lo acquistò nel 1909: quello che ha dato il nome al cru. Si trova nel comune di Aloxe-Corton, confinante con Ladoix-Serrigny (a est) e Pernand-Vergelesses (a sud) . Diversamente dagli altri climat più importanti del Corton di Aloxe, come Le Clos du Roy e Les Bressandes, nei quali si producono solo vini rossi, Le Corton è deputato alla produzione sia di Corton  rosso che bianco. Il Domaine Bouchard père et fils di Beaune é uno dei più importanti della Borgogna. Fondato a Volnay da Michel Bouchard nel 1731, possiede attualmente 130 ettari di vigna, di cui 12 di grand cru e oltre 70 di premier cru. Le prime vigne della proprietà furono acquistate a Volnay,nel 1775, ma la  sua grande espansione avvenne nel 1789, allorquando furono messi in vendita molti vigneti confiscati al clero, continuando poi inarrestabile anche nel secolo successivo, allorquando la famiglia Bouchard acquisì diverse vigne dei  grand cru Montrachet e Chevalier-Montrachet, di cui divenne anche la maggiore proprietaria.Dal 1820 la sede dell’azienda si trova  a Beaune nel grandioso castello, costruito alla fine del ‘400, sotto le cui mura è ancora la cantina. Altre vigne in territori prestigiosi, praticamente di tutta la Côte d’Or,vennero da allora ad aggiungersi incessantemente al già notevole patrimonio di questo Domaine, proprietario anche di una straordinaria collezione di grand cru della Côte-de-Nuits.Nel 1995  la famiglia Bouchard ha ceduto sua proprietà a Joseph Henriot, proprietario della nota casa produttrice di Champagne, che ha dato grande impulso al rilancio  di questo storico Domaine.

BouchardCorton180Il Le Corton è un vino di grandissima intensità e purezza, potente e profondo, estremamente ricco e complesso all’olfatto (cassis, ciliegia scura, humus) con una trama tannica molto fitta , vellutato e di notevole lunghezza. Un grande Corton rouge che avrà lunghissima vita, dieci anni e oltre a partire da oggi. Dovendo indicare un punteggio in centesimi: 95.

Ora assaggiamo un vino che proviene  dal territorio del comune di  Beaune: qui non ci sono grands crus, ma vi sono numerosi premier cru di grandissima qualità (il mio favorito indiscusso  è la Vigne de l’Enfant Jésus, monopole del Domaine Bouchard père et fils, nel climat Grèves). Uno  dei  più noti ed eleganti  è  il Clos des Mouches. Nel servizio dedicato all’Asta degli Hospices ho parlato del Clos des Mouches di Drouhin, dell’annata 2010 (per leggerlo, clicca qui). Qui ci occupiamo del Clos rosso prodotto da Chanson nella vendemmia 2009.Il Domaine Chanson Père et fils è un’altra Maison storica di Beaune fondata non molto tempo dopo quella dei Bouchard, nel 1750. Dal 1999 è anch’essa di proprietà di una famosa azienda di Champagne, la Bollinger, con un portafoglio notevole di proprietà e terroirs , da Chablis al Mâconnais, da cui produce una ricchissima gamma di vini bianchi e rossi dallo stile inconfondibile, che privilegia la freschezza e il frutto. In vigna e in cantina è oggi un personaggio ben noto agli amanti dei vini borgognoni, Jean-Pierre Confuron, recentemente nominato migliore wine-grower del 2014

Clos des Mouches ChansonIl Domaine Chanson, che possiede , tra gli altri, anche un notevole monopole, Clos des Fèves, è proprietario di  4.5 ha. (la maggior superficie dopo quella di proprietà della famiglia Drouhin) nel Clos des Mouches, di cui  2.5 di essi sono di Pinot noir, in eccellente esposizione, su un suolo  calcareo-ricoperto da uno strato argilloso.Il Clos rosso del 2009 è un Pinot noir molto elegante, dal frutto ben maturo, ricco e minerale, sul palato è molto fine e delicato, di notevole lunghezza.  La mia valutazione è di 92/100.

Clos des Mouches è nella parte del terroir di Beaune  rivolta  nella direzione di Pommard. Diversamente da quello di Beaune, famoso per i suoi ottimi vini, sia bianchi che rossi, a Pommard si producono soltanto vini rossi. 322 gli ettari vitati, al 100% Pinot noir, di cui 120 compresi in climats classificati come premier cru . Tra questi è il climat Chaponnières, dal quale proviene questo  eccezionale Vieilles Vignes di Billard-Gonnet, di cui ho recentemente assaggiato l’annata 2010.Chaponnières si trova praticamente attaccato a Rugiens-bas, normalmente considerato il migliore di Pommard (o come si dice la tête de cuvée), al quale somiglia molto, sia pure con una nota più gentile. Quello di Chaponnières dà comunque dei Pommard molto colorati, vigorosi e capaci di lunghi invecchiamenti (12-15 anni e più).

BillardIl Domaine  Billard-Gonnet è, secondo Allen Meadows, tra quelli  forse più underrated della Côte de Beaune. I suoi vini sono di impianto tradizionale, fatti per durare  a lungo, e la loro qualità, a distanza di anni, è davvero stupefacente. Billard-Gonnet possiede terreni a Pommard in tre differenti premier cru: Pézerolles, Rugiens-bas e appunto Chaponnières. La vigna di quest’ultimo  climat ha per oltre due terzi più di 65 anni,mentre il restante terzo, reimpiantato più recentemente, ne ha tra i 15 e i 20.

La versione 2010 del Pommard Chaponnières Vieiles Vignes è semplicemente magnifica, ed ha bisogno solo di qualche anno per rivelare appieno una materia straordinaria. Non è un vino che possa essere apprezzato pienamente  così giovane, ma non è difficile riconoscere un Pommard di grande intensità e potenza, carico nel colore, complesso al naso,  con note di  frutti rossi maturi,floreali e  terra bagnata, molto armonico e notevolmente lungo: 94/100-

A pochi chilometri a sud di Pommard  si trova l’ultima grande appellation in rosso della Côte de Beaune, quella di Volnay . Più a sud cominciano poi  i grandi terroirs dei bianchi: Meursault, Puligny-Montrachet e Chassagne- Montrachet e l’emergente Saint-Aubin.Il Volnay prescelto per questo servizio è un Volnay di Santenots, ossia prodotto nell’ambito del comune di Meursault: l’unico climat deputato alla produzione di vini bianchi, con l’appellation Meursault o rossi, con il nome di Volnay-Santenots.

SantenotsSi tratta del Volnay-Santenots del Domaine Jacques Prieur del 2006.Il Domaine Prieur  è tra quelli che mi hanno maggiormente impressionato in occasione di un mio recente un tour borgognone, nel corso del quale ho potuto visitare diverse grandi Maison della Côte-d’Or.Ormai di proprietà della famiglia Labruyères, già proprietaria dell’omonimo Domaine a Moulin-à-vent, nel Beaujolais, e dello Château Rouget a Pomerol, questa storica Maison di Meursault (la famiglia Prieur vi si insediò  alla fine del’700) possiede 21 ettari di vigne nei territori più prestigiosi della Côte d’Or. Famosa per i suoi bianchi potenti a aromatici, di Meursault e Puligny-Montrachet, tra i quali uno straordinario Montrachet, il Domaine Prieur  possiede parcelle  di assoluto prestigio a Vougeot, Échezeaux, Chambertin e un notevole Musigny grand cru. In cantina , è  l’esperta Nadine Gublin a pilotare la vinificazione di una gamma di vini bianchi e rossi di grande personalità.  A Meursault Il Domaine Prieur possiede una vigna di Pinot noir a Les Santenots du Milieu, la zona migliore di Santenots per la produzione di vini rossi, nella quale ha anche il suo Clos Santenots monopole . Quella del  2006 , nella Côe de Beaune, è stata una annata discreta, ma non grandissima:  in compenso è possibile apprezzare i suoi vini rossi abbastanza giovani.  Questo Volnay è a mio giudizio oggi al suo meglio. Ha colore rubino  assai più chiaro del Pommard che abbiamo appena descritto,al naso emergono note molto piacevoli e fresche di frutti rossi e  selvatici, sul palato restituisce la stessa freschezza, molto morbido sul palato, è un Volnay più fine che potente. (91/100).

 

(Pubblicato il 19.1.2014)




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