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drink different

Non raddrizzate quelle Pergole

Era tempo che volevo scrivere su Le Pergole Torte: un vino che basterebbe da solo a convincere gli scettici più ostinati della grandezza del Sangiovese, una varietà che, nelle sue espressioni maggiori, non ha nulla da invidiare ai migliori di Francia. Una magnum dell’annata 2001 bevuta qualche tempo fa era stata la star della serata. Eppure  faceva parte di una degustazione nella quale non erano mancati altri  grandi vini di Toscana e  Borgogna.

L’occasione mi é stata finalmente fornita da una miniverticale organizzata dall’ONAV di Bari, alla quale era anche Martino Manetti, a cui ha fatto seguito una bella cena “costruita” sui vini (tre annate diverse de Le Pergole Torte) al Ristorante Le Giare  di Massimo Lanini, “fiorentino in Bari”.

Difficile dire qualcosa di nuovo di questo vino, dal momento che molto è già stato scritto. Le Pergole Torte è la gemma della Cantina di Montevertine, a Radda in Chianti, uno dei terroirs più affascinanti del Chianti classico.  Solo tre i vini attualmente prodotti: oltre al grand vin, il Montevertine, che difficilmente si potrebbe definire un secondo vino (provate ad assaggiare il Montevertine del 2010) e il piccolo di casa, che pure è un signor vino, il Pian del Ciampolo. Tre vini con il Chianti nell’anima (Sangiovese di Radda  al 100% il Pergole Torte, poco meno con appena un saldo di Canaiolo e Colorino gli altri due), nessuno dei quali però porta in etichetta il nome Chianti classico, una denominazione che spetterebbe loro di diritto. Montevertine è stata infatti  la prima azienda  a  uscire dalla (allora) doc Chianti classico , nel 1977, preferendo commercializzare come semplici vini da tavola,  i propri vini, prodotti senza l’apporto, richiesto dal disciplinare, di uve a bacca bianca.

In passato Manetti ha prodotto anche altri grandi vini meno conosciuti, come il Sodaccio  e il Cannaio, imbottigliati  in esclusiva per il ristorante Pinchiorri di Firenze  . Tra questi anche due bianchi  oggi introvabili, l’M, il Thea di maggio, da uve attaccate dalla botrytis e altri due rossi, l’Ottantanove di Sergio Manetti e il Novantuno di Sergio Manetti: il primo di questi ultimi due ho potuto assaggiarlo qualche mese fa grazie ad un amico che lo ha portato ad una cena, ancora ben saldo nonostante i suoi 25 anni.

Sergio Manetti, padre di Martino, un industriale nel ramo siderurgico, acquistò Montevertine nel 1967 per trascorrevi le vacanze. La tenuta si trova nel cuore delle colline del Chianti, a 425 metri di altitudine, nel territorio del comune di Radda in Chianti. Restaurata la casa , dietro consiglio dell’amico Giulio “bicchierino” Gambelli, incredibile talento dell’assaggio dei vini, che ha collaborato con lui  e col figlio finché è stato in vita,nel 1968  impiantò due ettari di vigna là dove già esisteva un vecchio vigneto dai pali storti, da cui venne il nome Pergole Torte. Il primo vino prodotto, nel 1971, un Chianti, si rivelò di ottima qualità, venendo molto apprezzato al Vinitaly. Manetti  continuò a produrre un proprio Chianti classico fino al 1981, ma intanto nel 1977 era nato il Pergole Torte , da sole uve rosse, e quindi al di fuori della DOC. Il Pergole Torte   fu, inizialmente e fino alla fine degli anni ’80, prodotto esclusivamente a partire dall’omonima vigna, 2 ettari con esposizione N-NE,  con una densità di poco più di 3.000 ceppi/ha. piantata nel 1968, per cui poteva essere considerato un vero e proprio cru. Dal 1990, però, esso è diventato il risultato di una selezione delle migliori uve di più vigne di proprietà. Montevertine, che è passata in biologico dal 2008,  può contare attualmente su 18 ettari vitati , distribuiti tra nove vigne diverse: oltre allo storico vigneto di  Pergole Torte, Montevertine, di 3 ettari e mezzo, impiantato tra il 1972 e il 1982, con esposizione SE-S, Il Sodaccio, un ettaro e mezzo, impiantato anch’esso nel 1972 e completamente reimpiantato nel 2000, con esposizione SE; Il Casino, 2 ettari, impiantato nel 1999, esposto a S; Selvole, 3 ettari e mezzo, impiantato nel 1997, con esposizione SE-S, Pian del Ciampolo, un ettaro e mezzo , piantato nel 2003, esposto a Ovest-NO, La Casa, del 2000, un ettaro, esposto a S-O, Borro ai Colli, anch’esso del 2000, un ettaro, con la stessa esposizione, e infine Villanova, 1,2 ettari, la vigna più recente  di tutte, del 2010. Tutti gli impianti più recenti (dal 1997 ad oggi) hanno una densità di impianto maggiore di quella del vigneto storico, 5000 /ha. I suoli sono quelli caratteristici di questa zona, un misto di galestro e alberese.

pergole torteLa vendemmia delle uve de Le Pergole Torte avviene normalmente nelle prime settimane di ottobre , quando esse hanno raggiunto la completa maturazione fenolica. La fermentazione avviene in semplici vasche di cemento vetrificato, di norma, senza controllo delle temperature, per circa tre settimane o poco più; anche la malolattica  si svolge nel cemento, prima che il vino venga posto a maturare in grandi botti di rovere di Slavonia  per restarvi un anno e mezzo; a questo segue un affinamento di sei mesi in barriques  in parte nuove, ed altri sei in bottiglia. Fino al vino della  vendemmia 2011, come ricordato anche in etichetta, Sergio e , dopo la sua morte, avvenuta nel novembre 2000, il figlio Martino, hanno potuto avvalersi dell’esperienza e dello straordinario talento di Giulio Gambelli.  A partire dalla sua recente scomparsa, Martino è coadiuvato da Paolo Salvi. Nonostante queste due perdite molto significative, tuttavia non sembra che vi sia alcuna discontinuità rispetto al passato e la qualità del vino è rimasta quella che conosciamo .

Ultimamente ho avuto modo di riassaggiare i vini delle vendemmie del 2001, 2004, 2006 e  2007, e di provare le annate nuove, ovviamente ancora molto in fieri, la 2010, che si profila già magnifica, e la 2011. Tutte vestite dalle splendide etichette di  Alberto Manfredi, amico di Manetti che le crea, ogni anno diversa,  dal 1982.

Devo confessare che, tra i vini delle ultime dieci vendemmie, quello che mi ha maggiormente colpito è il vino del 2001, anche se mi aspetto altrettanto da quello della vendemmia 2010. Il 2001 è stata un’annata che pure era partita con auspici tutt’altro che fausti: innanzitutto  la morte di Sergio Manetti, poi una gelata che si è portata via una bella fetta della produzione dell’anno . Il vino è però davvero splendido. Probabilmente è  anche avvantaggiato, rispetto agli altri, dal fatto di aver potuto contare su un congruo numero di anni per distendersi appieno. E’ un vino che ha raggiunto il suo apogeo, anche se appare in grado di poter durare ancora moltissimi anni.

Un Sangiovese AAA, così come lo chiamerebbe un’agenzia di rating, proveniente da un territorio tra i migliori del Chianti classico, pur se  etichettato come un semplice Rosso della Toscana igt. E’ espressione di una vendemmia indubbiamente tra le più felici del primo decennio di questo secolo ,in questa parte della Toscana, forse la migliore, interpretata alla perfezione da Manetti e dal suo enologo. Una perfetta  maturazione fenolica delle uve,  senza ombra di sovramaturazione, è il “segreto” alla base di un vino intenso, di grande profondità e persistenza. Bellissimo già dal colore rubino, con riflessi granata, un bouquet complesso, molto balsamico, nel quale,  a note di ciliegia scura, tabacco e ginepro, danno seguito sentori più speziati di moka, tabacco e pepe nero . Un grande vino rosso che vale non meno di 96 punti .

Grande vino anche il Pergole Torte del 2004: bel colore granato , naso intenso, floreale, con note mentolate, tabacco e spezie dolci,con  bell’equilibrio tra frutto e struttura,  tannini ben levigati,  elegante chiusura : appena un tocco di magia in meno (95).

Di grande purezza e profondità il vino del 2007. Ricco e concentrato, ma senza pesantezze né eccessi di sovra maturazione, viole, rose e macchia mediterranea al naso, sul palato è fresco ed elegante, nonostante l’annata molto calda, di grande finezza e persistenza (94).

Diverso ma non inferiore in prospettiva il 2006 : è un Pergole già molto buono, anche se al momento un po’ meno disteso di quello del 2007, che   evolverà splendidamente negli anni:  colore rubino  tendente al granato, naso floreale,  molto balsamico, con note lievemente tostate, moka e tabacco, di notevole equilibrio, trama tannica fitta, ancora da  distendersi completamente, di grande lunghezza e persistenza (94)

Magnifico il Pergole Torte 2010, anche se ovviamente ancora in fieri (lo coglieremo al meglio non prima del 2018,  e per molti anni ancora): splendente di gioventù, un grande Sangiovese di notevole purezza ed equilibrio, naso intenso di fiori scuri , note di tabacco e lievemente fumé, una trama tannica molto fine ed elegante, lungamente persistente. E’ d’obbligo fare uso di una forbice: 95-97.

E’ancora troppo presto per dare un giudizio del Pergole Torte 2011, peraltro non ancora in commercio: si intravede comunque una bella materia, che promette di evolvere  molto bene. Da riprovare più avanti, ma ci sono tutte le ragioni per dargli fiducia.

 

Soc. Agricola Montevertine S.S.
di S. & M. Manetti & c.


Loc. Montevertine 1
53017 Radda in Chianti (Si) - Italia

Tel. +39.0577.73.80.09 - Fax. +39.0577.73.82.65

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(Pubblicato il 2.6.2014)




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