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drink different

Chapelle-Chambertin grand cru Domaine Jean et Jean-Louis Trapet 2009

 

A parte Marsannay e Fixin, Gevrey-Chambertin é il comune più settentrionale della Côte de Nuits, ad appena 16 km. da Dijon. Nel suo territorio sono ben 9 grands crus (più, ad honorem, il fuoriclasse Clos Saint-Jacques) e 26 premier crus, tutti naturalmente rossi .

Questo piccolo comune di 2600 abitanti è letteralmente circondato dalle vigne, con una superficie totale di produzione dell’AOC avente lo stesso nome di circa 310 ettari, a cui ne vanno aggiunti altri 50 circa nel comune di Brochon, con 11 lieux-dits, ma nessun premier cru. I villages sono distribuiti sui due lati della Route Nationale 74 (RN 74), prevalentemente a nord e a est di Gevrey. I premiers crus (85 ettari e mezzo, tutti nel comune di Gevrey-Chambertin),sono ripartiti fra due settori separati tra loro dalla Route:  una, più ampia, a ovest della RN, in direzione della Combe de Lavaux, dove sono alcuni dei migliori crus, tra cui lo stesso Clos St.Jacques, e l’altra a sud. I grands crus, infine, con un’area di produzione di un centinaio di ettari complessivi, sono situati tutti a sud di Gevrey, su una fascia collinare esposta a est, degradante da 320 a 260 m. slm. Sono protetti dai venti freddi invernali da una foresta che li sovrasta più a ovest , e soprattutto dalla Combe de Lavaux, uno dei caratteristici avvallamenti del territorio della Côte de Nuits (come quell di Chambolle-Musigny e di Vosne-Romanée), posta a ovest del paese: una autentica difesa naturale contro le gelate , ma anche una riserva di ara fresca , nelle annate più calde, utile per mitigare le temperature delle aree più in basso, grazie al movimento dell’aria che discende dall’alto. Chapelle-Chambertin è situato tra Griotte- Chambertin e il climat premier cru Les Gerbaudes a nord, e proprio accanto a Chambertin-Clos de Bèze , sull’altro lato (quello a est) della Route des Grands crus (D 94). Ha, compreso il lieu-dit Les Gemeaux, (1.79 ha.) , recentemente riassorbito (nel 1936) nel climat Chapelle, aggiungendosi all’altro lieu-dit, En Chapelle, 5 ettari e 49 di   superficie .

I suoli dei grands crus di Gevrey-Chambertin sono molto diversi tra loro. Installati su uno zoccolo calcareo molto compatto, nella parte superficiale del suolo, Mazoyères ha una maggiore quantità di argilla, mentre Griotte e appunto Chapelle ne hanno di meno. Al di sopra, vi è uno strato ciottoloso, ben drenato, della profondità di una trentina di cm. circa o poco più. Diversamente, Latricières e Ruchottes , che sono più in alto, presentano uno strato superficiale di marne bianche con il più alto livello di calcare, ciò che li rende più robusti e tannici degli altri grands crus. Chapelle-Chambertin , che deve il suo nome ad una cappella fatta costruire nel 1155 dai monaci del Clos de Bèze, poi ricostruita nel 1457 per l’eccessivo degrado, e infine abbattuta nel 1830, è esposta a est, su un piano lievemente inclinato con un suolo superficiale pietroso profondo una trentina di cm., posto su uno strato di roccia compatta . Soprattutto nella sua parte più bassa il suolo di Chapelle è appena più profondo di quello del vicino Clos de Bèze; la parte più vicina alla RN 74 è costituita ampiamente di calcare di Comblanchien, mentre quella più vicina alla Route des Grands crus, la D 94, presenta una striscia di calcare à entroques.

I vini di Chapelle sono considerati più delicati e femminili (anche se meno di quelli di Mazis e Charmes) ma anche più eleganti di quelli di altri grands crus: naturalmente vi sono molte differenze a seconda dello stile di vinificazione, ed è difficile attribuire tali diversità interamente ai suoli. Nei suoi 5 ettari e mezzo ci sono una dozzina di exploitants, tra i quali Pierre Damoy, che ne possiede il 40% circa.

bouteille-chapelleIl Domaine Trapet possiede poco più di mezzo ettaro (60 are) di vigna a Chapelle-Chambertin, che vanno ad aggiungersi a quelli di altri due grands crus : Chambertin (1.90 ha.) e Latricières (0.75 ha.). La vigna del cru Chapelle, impiantata nel 1945, dà vini di rara eleganza, anche se non della classe e del volume dello Chambertin.

La venuta di Jean-Louis nel 1987 ha rappresentato un cambiamento radicale nel Domaine, condotto negli anni 70-80 dal padre Jean con il cognato Jacques Rossignol. Dopo aver iniziato a occuparsi della cantina insieme con i due figli di Rossignol,Nicolas e David, dalla vendemmia del 1990, la proprietà si è divisa in due Domaines autonomi: il Domaine Trapet e il Domaine Rossignol-Trapet.

Jean-Louis ha immediatamente soppresso qualsiasi trattamento di sintesi delle vigne, ha avviato con decisione la conversione in biodinamica nel 1996 di tutte le proprietà , completandola nel 1998. Molto drastica è la selezione delle uve, in vigna e in cuverie. Trapet impiega il 50% dei grappoli interi, non diraspati, con variazioni secondo cru e annata. Le uve vengono fatte fermentare per non più di tre settimane a una temperatura massima di 33°, dopo 5-7 giorni di macerazione a freddo. Dopo un rapido debourbage il vino viene travasato nei fusti, nuovi in una misura non superore al 40% nuovi ( fino al 2008 era il 70%). Trapet produce due villages, uno dei quali di grande profondità e densità per la sua categoria da una vigna di novant’anni di Brochon, l’Ostrea , e i suoi premier cru, dai climat Clos Prieur, La Petite Chapelle e Capita. Infine i grand cru: il monumentale Chambertin , un notevole Latricières-Chambertin e questo Chapelle-Chambertin di straordinaria finezza. Ottenuto dalle uve di due parcelle piantate rispettivamente nel 1938 e nel 1965, è molto elegante all’olfatto con note terrose e floreali e frutti di bosco freschi, di grande intensità e purezza, lungamente persistente: magnifica la chiusura.

(Pubblicato il 30.09.2014)




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