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Combettes, un superpremier di Puligny-Montrachet

 

CombettesRiassaggio, a distanza di cinque anni dalla prima volta, avvenuta in occasione di una mia visita alla cantina del Domaine Etienne Sauzet, il Puligny-Montrachet Premier Cru Combettes 2008. Mi era parso allora un grande Puligny, meritevole dello status di un grand cru, e confermo appieno la mia valutazione di allora. Un vino magnifico, ricco e intenso, dal colore ancora giovanile, che offre al naso un bouquet complesso, nel quale alle note, delicate, di nocciola e spezie, si fondono quelle, più chiare, di fiori bianchi , acacia e scorza di limone; sul palato è potente e concentrato,di notevole persistenza. Lunghissimo. Durerà ancora molti anni.

L’annata 2008 ha dato risultati disuguali in Côte-d’Or, ma in alcuni casi, come questo,  molto brillanti, specie nei bianchi.

Combettes è a mio giudizio uno dei migliori premier cru di Puligny e uno dei miei preferiti. Insieme con altri premier cru (Champ Canet, Chalumeaux e Referts),è situato nella porzione del territorio comunale confinante con quello di Meursault, caratterizzata da suoli molto pietrosi, ricchi di ghiaia e roccia, con frammenti di ardesia, da cui provengono generalmente vini più sottili e floreali di quelli, più ricchi e potenti, che si trovano dal lato della vicina Chassagne. Gérard Boudot,  la figlia Émilie e il genero Benoît Riffault, che dirigono oggi questo piccolo, ma prestigioso Domaine, credono enormemente in Combettes, che li ripaga con vini che uniscono ricchezza ed eleganza, giungendo, nelle annate favorevoli , a competere con i vini dei grands crus, Bâtard , Bienvenues-Bâtard e Chevalier-Montrachet .

Puligny-Montrachet (nei comuni della Côte d’Or è regola che al nome del comune venga aggiunto quello del suo cru più prestigioso) è un piccolo comune di meno di 450 abitanti della Côte-de Beaune, situato 4 km. a sud di Meursault e 3 km. a nord di Chassagne-Montrachet: una antica chiesa, quella dell’Assunzione, risalente al XIII sec., modificata nel XVI e XVII e un antico castello del XV-XVIII sec. , in parte distrutto, con belle mura attorno alle vigne. Con Chassagne condivide due di 5 grands crus (Montrachet e Bâtard Montrachet), mentre altri due le appartengono in esclusiva (Chevalier-Montrachet e Bienvenues-Bâtard-Montrachet). L’ultimo (Criots-Bâtard- Montrachet), invece, è interamente situato nel territorio comunale di Chassagne-Montrachet. Puligny, Chassagne e Meursault costituiscono l’area d’oro del vino bianco della Côte-de Beaune. In essi il vino rosso è quasi una comparsa: soprattutto a Puligny, dove meno di un ettaro e mezzo (1.26 ha.), a fronte di oltre 200, è costituito di impianti di Pinot. Anche a Meursault gli ettari in rosso sono solo 11 a fronte di oltre 380, e i vini rossi di questo comune , provenienti dal climat Santenots, sono commercializzati come Volnay-Santenots. A Chassagne, invece, pur essendo le vigne in maggioranza costituite da impianti di Chardonnay (187 ha.), vi sono oltre 100 ettari (114) di Pinot , che un tempo era addirittura predominante.

I bianchi di Puligny, rispetto a quelli di Chassagne sono meno potenti e grassi. Pur avendo meno volume, hanno una notevole finezza ed eleganza, una acidità più discreta e una caratteristica nota moelleux che li rende inconfondibili. Dei suoi 17 Premier cru, generalmente quelli ritenuti più fini sono i climats confinanti con i grands crus, come Les Pucelles , confinante con Bâtard-Montrachet, e Les Caillerets, contiguo a l Montrachet e allo Chevalier-Montrachet: hanno una potenza e una concentrazione che, nelle grandi annate, li rendono quasi indistinguibili dai grands crus.Tuttavia i vini del climat Combettes, situato leggermente più in alto sulla collinetta, si distinguono per purezza e mineralità, con un equilibrio perfetto tra frutto e acidità, specie nelle annate migliori, inserendosi a pieno titolo tra i premiers crus di maggior pregio del territorio di Puligny.

E in effetti Combettes è la bandiera del Domaine Sauzet.Nato nel 1920 per merito di Étienne Sauzet, che ancora gli dà il nome,attraverso piccole ma graduali acquisizioni, arrivò a 12 ettari di proprietà negli anni ’50. Alla fine degli anni’80 , per motivi di successione ereditaria, la nipote di Etienne, Jeanine e il marito, Gerard Boudot, dovettero dividere le vigne di proprietà con Jean-Marc Boillot, fratello di Jeanine. Grazie anche ad una molto avveduta attività di négoce di altissima qualità, intrapresa per compensare le perdite di vigne,il Domaine ha ritrovato il suo equilibrio, imponendosi rapidamente come una delle aziende più rappresentative di quel territorio : oggi possiede poco più di 9 ettari di vigna, nella grandissima maggioranza situati nel comune di Puligny, rappresentato da ben 6 premier cru, e da due piccole chicche nei grands crus di Bâtard-Montrachet e Bienvenues-Bâtard-Montrachet. Nel 2000 a Jeanine e Gerard Boudot si è aggiunta alla guida dell’azienda la figlia Emilie , seguita due anni dopo dal marito Benoît Riffault.

SauzetLe vigne, purificate con molta determinazione negli anni successivi dagli eccessi di potassio derivanti dai fertilizzanti utilizzati in passato, sono condotte in modo biologico dal 2006 e in biodinamica dal 2010. Le uve, selezionate in modo molto rigoroso, sono fatte fermentare in modo naturale (Nella foto, la saletta di degustazione del Domaine Sauzet). Il vino , affinato lungamente in legno (nuovo per il 20% in media per i premiers crus e 40 per i grands crus) e acciaio viene lasciato lungamente sulle fecce fini prima dell’imbottigliamento . Oltre a Combettes, si distingue Champs Canet, ma anche tutti gli altri crus hanno grande qualità. Molto riuscita anche la cuvée di Puligny-Montrachet premier cru, blend delle diverse parcelle di proprietà.




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