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Un Brunello di splendida classicità: Ugolaia Lisini 2010

ugolaiaBasta assaggiare la splendida annata 2010 dell’Ugolaia di Lisini , per rendersi conto di quali siano le potenzialità del Sangiovese di Montalcino: di ineguagliabile purezza, un vino intenso, di austera eleganza, che non cerca la superconcentrazione e la sovra estrazione che si riscontra in alcuni Brunelli, che spiccano solo per potenza e muscolarità.

Il Brunellogate, lo scandalo del Brunello al Merlot e delle cronache giudiziarie che lo hanno seguito, di cui ha parlato Kerin O’Keefe nel suo libro dedicato al Brunello , è lontano centinaia di miglia. Naturalmente Lisini non era certo nel gruppo delle cantine indiziate. Da sempre, infatti, essa è una delle aziende che più hanno fatto tesoro della grande tradizione del Brunello. La posizione delle sue vigne certo le rende il compito più facile. Si tratta infatti di un grande terroir che non ha bisogno di “aiutini” di sorta: molto diverso da quello delle aree intorno a Montalcino, nelle quali si trova la storica tenuta del Greppo, bandiera di questo territorio, ma di potenzialità non inferiori. 154 gli ettari di proprietà, di cui poco meno di 17 a vigna, situati nella parte alta dell’area di Sant’Angelo, quella di Sant’Angelo in Colle, tra 300 e 400 metri di altitudine. Sant’Angelo si trova più a sud di Montalcino: qui si trovano alcune delle aziende più grandi di quest’area, come Col d’Orcia (540 ettari, di cui quasi 110 a vigna) e naturalmente Banfi, con i suoi 2.900 ettari, di cui oltre 240 a vigna. Qui il clima è molto più temperato e più secco , non dissimile da quello della vicina Maremma. Specie a Sant’Angelo Scalo: il sangiovese vi matura prima, tanto che la vendemmia precede di due settimane o poco meno quella dell’area che circonda Montalcino. Le vigne di Lisini possono però giovarsi di un clima più fresco per la loro altitudine, sicché la potenza dei vini che vi si producono è sempre temperata da una maggiore acidità e freschezza. Qui il Brunello non ha solo muscoli, ma anche grande finezza.

I suoli di Sant’Angelo sono prevalentemente calcarei, risalenti al Cretaceo superiore, ma vi abbondano le argille mioceniche, e soprattutto depositi marini più recenti, risalenti al Pliocene, mentre le zone più basse, dove fino agli anni ’70 era ancora coltivato il grano, sono costituite da depositi sabbiosi: qui il drenaggio è più difficile e il rischio erosione maggiore.

Fu Ludovico Lisini, nipote di un altro Ludovico, che unendosi in matrimonio con Francesca Clementi, alla metà dell’800, unificò le proprietà Lisini di Radda in Chianti con quelle della famiglia Clementi a Sant’Angelo in Colle, dove erano insediati già dal XVI secolo, a intuire, negli anni ’30 del secolo scorso, il potenziale di quelle terre, che fino ad allora avevano fornito soltanto olive per olio e abbondante legname: cominciò quindi a piantare vigne, alcune delle quali ancora in produzione, come Le Capannelle e l’Ugolaia, appunto. Morto lui, a occuparsi dell’azienda, fu la figlia Elina, donna energica e intraprendente, che mantenne le redini dell’amministrazione per più di 40 anni (fino al 2009, anno della sua morte). Oggi sono gli eredi, Lorenzo e Carlo Lisini Baldi, ad assicurare continuità al lavoro compiuto da Ludovico ed Elina. A occuparsi della vinificazione è l’enologo Filippo Paoletti, che ha raccolto l’eredità lasciatagli da Franco Bernabei, che molto ha contribuito alla crescita di qualità dei vini di Lisini a partire dagli anni ’80.

Nell’azienda Lisini (circa 50.000 bottiglie l’anno tra Rosso e Brunello) il vino si produce nel modo più tradizionale possibile: le fermentazioni sono effettuate in cemento o acciaio, le macerazioni sulle bucce durano tra le tre e quattro settimane secondo vendemmia, l’affinamento avviene esclusivamente in botti grandi di rovere di Slavonia. Le vigne hanno un’età media di oltre trent’anni con molti ceppi più vecchi. In passato, solo in alcune annate eccezionalmente favorevoli, veniva prodotto, oltre al Brunello, alla riserva e all’Ugolaia, un vino ricavato da uve di una vigna ultracentenaria, sopravvissuta alla fillossera per il suo suolo sabbioso, il Prefillossero: quella vigna è ancora in produzione, ma le uve sono troppo poche per essere vinificate separatamente, e oggi confluiscono negli altri Brunelli.

Ugolaia proviene dall’omonima vigna di circa un ettaro e mezzo, situata   a sud di Montalcino, tra le frazioni di Sant’Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, piantata da Ludovico Lisini. Si trova a circa 320 metri di altitudine su un suolo tufaceo di origine eocenica: gli impianti sono a cordone speronato basso (a soli 70 cm. da terra), con una densità di 5.400 ceppi per ettaro. Gli altri vini della cantina, sono il classico Brunello , prodotto dalle altre vigne dell’azienda, e la Riserva, un tempo prodotta con le uve della vigna Ugolaia, la cui produzione è stata ripresa con la Riserva del 2009, e naturalmente il Rosso di Montalcino , da una vigna di impianto più recente, di circa 1.7 ettari.

Quella del 2010 è stata un’annata molto favorevole in tutta l’area di Montalcino, e le  aziende del Brunello che non cercano scorciatoie, ne hanno ricavato vini eccellenti. Tra questi l’Ugolaia spicca nel gruppo delle migliori riuscite. Del resto su questa selezione l’azienda punta molto. Era molto buono anche quello del 2009, anche se non è in genere nelle annate più calde che la vigna dà il suo meglio. Ho ottimi ricordi anche del 1999 e del 1995. I Brunelli di Lisini sono fatti per durare a lungo: una bottiglia del Brunello 1978, riassaggiata non troppo tempo fa, era ancora in buona forma.




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