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Là dov'é il cuore del marchese: Calon-Ségur

2calonsegurSt. Estèphe è l’appellation comunale più settentrionale del terroir del Médoc. Con i suoi 1.229 ettari supera di poco l’estensione di Pauillac,con la quale confina, ed è seconda solo a Margaux. A St. Estèphe non c’è nessuno dei quattro premier cru del Médoc, concentrati nella vicina Pauillac, con la sola eccezione dello Château Margaux, ma ci sono due second cru (Cos d’Estournel e Château Montrose) e un troisième di grandissimo prestigio, come Calon-Ségur.

Le origini di Calon risalgono all’epoca gallo-romana: il suo nome deriva probabilmente dagli antichi calones, le agili imbarcazioni che solcavano le acque dell’estuario trasportando il legname da una riva all’altra della Gironda. Vi si produceva vino già nel XII secolo, anche se la sua fama raggiunse la sua punta massima sei secoli dopo, quando, attraverso il suo matrimonio con Marie de Gasq, ne divenne proprietario il marchese Alexandre de Ségur, Presidente del Parlamento di Bordeaux,che già possedeva Latour, Lafite e Mouton, e soprannominato le prince des vignes dal re di Francia Luigi XV. Sembra però (almeno così vuole la leggenda) che , pur tra tali gemme, il cuore del marchese fosse a Calon (“Je fais du vin à Lafite et Latour, mais mon coeur est à Calon”), ed è in riferimento a questo che, ancora oggi, sull’etichetta del grand vin dello Château campeggia un cuore.

Calon-Ségur ha un’estensione di 55 ettari, la stessa di quella che aveva all’epoca del classement del 1855, e, caso unico nel Médoc, le vigne sono interamente racchiuse in un muro, come i Clos borgognoni, e L’Enclos, situato ai piedi dello Château , comprende le parcelle più importanti e famose di Calon. Acquistata nel 1894 da Georges Capbern Gasqueton e da suo zio , Charles Hanappier, Calon-Ségur divenne proprietà della famiglia Gasqueton, rimanendo nelle loro mani fino ad appena pochi anni fa. Dal 2012, infatti, lo Château Calon-Ségur, insieme con l’altro Château di famiglia, Capbern Gasqueton, fu rilevato da una società di assicurazioni, la Suravenir, a cui l’erede di Philippe e Denise Capbern Gasqueton, Hélène de Baritault cedette la proprietà per 170 milioni di euro. Il Presidente della società, Jean-Pierre Denis, collezionista e amante dei vini di pregio, ha affidato l’incarico di dirigere la proprietà a Laurent Dufau, nipote di vigneron, lasciando però la direzione tecnica a Vincent Millet, che già era a Calon dal 2006, con Denise Gasqueton, coadiuvato da un’équipe tecnica di primordine. Un nuovo impianto di vinificazione, disponibile a partire dalla vendemmia 2016, permetterà margini di progresso ulteriori ad una proprietà già di altissima qualità, che ha dimostrato le sue enormi potenzialità negli ultimi millesimi.

St. Estèphe dà solitamente i vini più virili del Médoc, adatti a un lungo invecchiamento. Le vigne di Calon-Ségur poggiano su uno strato di graves, caratteristico di tutta la regione, ma a sua volta posto su un altro di natura argillosa. Dà quindi vini potenti, ma anche di esemplare finezza. Ne è prova questo 2008, in cui, come negli altri cru più importanti, è il Cabernet Sauvignon a fornire la spina dorsale, e di fatti fa parte per circa tre quarti del blend, per il resto composto da Merlot e da un saldo di Cabernet Franc. Non ha la solarità del (grandissimo) 2009, ma è un vino di grande suggestione: intenso, offre al naso cedro e spezie dolci, esibendo sul palato una trama tannica fine ed elegante. Come altri Châteaux, anche Calon-Ségur ha il suo cadetto: un vino del tutto diverso, a dominanza Merlot, da godersi presto, di grande e gioiosa accessibilità. Poco distante, la proprietà produce, nel vicino Château Capbern-Gasqueton, un Saint-Estèphe di minor prestigio, ma convincente rapporto qualità/prezzo.




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