Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Clos de Bèze, un grande cru nato (forse) da un delitto

Clos de Bèze 2008 bisIl Domaine Bouchard Père et Fils di Beaune, si sa, è tra i più antichi della Borgogna (le sue origini risalgono niente di meno che al 1731), e certamente quello che possiede la maggiore estensione di vigneti, con i suoi oltre 130 ettari (83 Pinot Noir e 47 Chardonnay): una cifra che forse farebbe sorridere confrontata con quella delle maggiori proprietà del Nuovo Mondo (ma anche di qualcuna delle nostre cantine toscane più grandi, come Castello Banfi, 850 ettari vitati , o Antinori, 2.400), ma che è assolutamente enorme per quel territorio, se si pensa che la seconda proprietà per grandezza è quella degli Hospices di Beaune, con (appena) 60 ettari. Ma questa straordinaria casa vinicola, dal 1995 di proprietà della famiglia Henriot, famosa per i suoi Champagnes, svolge da sempre anche una imponente attività di négoce.

Per questo motivo i vini di Bouchard che provengono dalle vigne di proprietà aggiungono in etichetta la dizione “Domaine”, per distinguerli da quelli prodotti con uve acquistate o altri soltanto affinati e imbottigliati. Ovviamente i vini più famosi e prestigiosi della Maison Bouchard provengono dalle preziose vigne di proprietà, distribuite un po’ in tutta la Côte d’Or, e non solamente, come lo straordinario Chevalier-Montrachet La Cabotte o il Vigne de l’Enfant Jésus, entrambi monopole, ma anche i vini prodotti a partire da uve acquistate sono in taluni di casi di eccezionale valore. E’ il caso dello Chambertin-Clos de Bèze, che la Maison Bouchard produce ogni anno con uve acquistate. Questa impressione è confermata dall’assaggio, fatto alcuni giorni fa, di una bottiglia di Chambertin Clos de Bèze del 2008: un’annata, questa, meno spettacolare della 2009 e della 2010, che ha dato risultati straordinari per i grandi bianchi della Côte de Beaune, ma generalmente meno brillanti per i rossi. In questo caso, però, abbiamo di fronte un Pinot di grande intensità, che si presenta molto complesso al naso, nel quale le note voluttuose di piccoli frutti di bosco si mescolano a sensazioni terrose, di sottobosco, di affumicato. Sul palato è ricco, con una acidità vibrante, molto minerale: il legno è già ben integrato, i tannini sono quelli di un Clos de Bèze che crescerà ancora negli anni , di grande finezza e notevole lunghezza . Detto in centesimi, tra 94 e 95 punti.

La Maison Bouchard, che possiede una piccola parcella nel vicino climat Chambertin , di appena 0,15 ettari, come il Domaine Chanson, acquista solitamente le uve del Clos de Bèze dal Domaine Pierre Damoy , che ne è il maggiore proprietario. Damoy possiede infatti oltre 5 ettari (esattamente 5,36) dei 15, 38 che fanno di questo climat il secondo per estensione, dopo Mazoyères, tra i grand cru di Gevrey. Egli, proprietario di porzioni del Clos sia nella parte più settentrionale, confinanti con gli altri due grand cru Mazis e Ruchottes, sia nella parte intermedia, accanto al Premier cru Bel Air, sia nella parte più meridionale, contigua al fratello Chambertin, ogni anno riserva per sé le uve di circa due ettari, dai quali ricava due cuvées distinte, e destina alla vendita quelle delle porzioni rimanenti.

Il Clos de Bèze è certamente tra i più antichi climat della Borgogna, risalendo agli anni nei quali questo straordinario cru era di proprietà del Monastero di Bèze: parliamo del 630-640. Al monastero, che lui stesso aveva fondato, Almagaire donò (sembra per espiare un delitto) le terre del Clos . Queste poi passarono nel 1219 al Capitolo di Langres, all’epoca probabilmente già proprietario dello Chambertin, che però , diversamente da quanto faceva Cîteaux, non le coltivò mai direttamente , ma le sfruttò mediante affitti e mezzadrie. Piccole porzioni del Clos, che evidentemente non appartenevano all’Abbazia di Bèze, lo stesso capitolo le acquistò poi nel 1247. Intorno al 1730 un négociant di nome Jobert cominciò a sfruttare diverse parcelle del cru, fino a diventarne proprietario totale. Durò poco, perché, all’epoca della Rivoluzione, i beni furono confiscati e messi all’asta e progressivamente parcellizzati. Questo, del resto, fu il destino di quasi tutti i più prestigiosi cru della Borgogna.

Situato, come tutti i grand cru di Gevrey a sud-ovest dall’abitato, separati dalla Route Nationale dai premier cru e dalle vigne classificate come village, situate al di qua e al di là della stessa strada, confina a nord , come si è detto con Ruchottes e Mazis, a est con Chapelle e Griotte, da cui è separato dalla Route des Grands crus, e a sud con Chambertin. Oggi le vigne sono ripartite tra numerosi exploitants. Dopo Damoy, solo il Domaine Drouhin-Laroze (1,46) e il Domaine Faiveley (1,29) ne posseggono più di un ettaro, mentre il Domaine Bruno Clair vi si avvicina (0,98). Tutti gli altri Domaines si spartiscono le porzioni residue. Per quanto molto vicini e per certi aspetti similari (non dimentichiamo che legalmente i vini del Clos de Bèze possono essere commercializzati anche come Chambertin, mentre non è possibile l’inverso), vi sono alcune importanti differenze rispetto al climat Chambertin, sia per quanto riguarda i suoli, sia per le caratteristiche dei vini. L’altezza è la stessa, tra i 280 e i 300 metri, così come l’esposizione, est-sudest. La pendenza è dolce (intorno al 5%).La composizione dei suoli però cambia considerevolmente, sia dall’alto andando verso il basso, sia andando da ovest verso est. Nella parte più alta del Clos (il muro un tempo c’era, oggi non più, ma il nome è rimasto) si tratta di calcare di Prémeaux, di color beige rosé, assai compatto.La sezione che affaccia sulla route des grands crus sono i caratteristici calcari à entroques, poi, più sopra, dapprima marne ricche di piccole ostriche, per passare a dei calcari argillosi, di colore grigio-beige.

I vini del Clos de Bèze non hanno la stessa potenza di quelli del vicino confratello Chambertin, sono, per così dire, più “femminili”: la loro ricchezza e complessità aromatiche sono straordinarie, e la finezza dei tannini conferisce loro una dolcezza e un velluto che lo Chambertin non possiede. Poi è questione di preferenze, e c’è chi si schiera per l’uno o l’altro.

Bouchard Père et Fils, Château de Beaune, rue du Château, 21200 Beaune, www.bouchard-pereetfils.com




 Privacy Policy