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Duet-3- : Pruliers contro La Maréchale

In questa rubrica mettiamo di fronte due vini per alcuni aspetti simili (appartenenti cioè alla stessa tipologia, elaborati a partire dalle stesse uve…), ma anche diversi (di poderi, produttori o annate), tali da poter mettere in evidenza aspetti nuovi o interessanti che solo il confronto permette di scoprire. Questa volta confrontiamo due premiers crus borgognoni, di Nuits-Saint-Georges .

 

Nuits-Saint-Georges è il comune più grande della Côte de Nuits, che per l’appunto ne prende il nome. Sito nella parte più meridionale di essa, a Sud di Vosne-Romanée, ha una superficie vitata più estesa di altri comuni della Côte, complessivamente di oltre 260 ettari (163 e mezzo di village e poco più di 100 di premier cru). In continuità con il comune di Nuits è Prémeaux-Prissey, che concorre, sia pure in misura minore (poco meno di 12 ettari di village e poco meno di 47 di premier cru), all’appellation: difatti i vini prodotti a Prémeaux sono egualmente etichettati come Nuits-Saint-Georges village o Nuits-Saint-Georges premier cru.

I vini di Nuits, lo abbiamo già visto negli assaggi descritti in precedenza (Nuits-Saint–Georges Les Damodes 2004 e Aux Perdrix 2005, entrambi premier cru) sono i vini più “maschi” della Côte de Nuits: potenti come gli Chambertin, ma meno fini, non hanno la stessa leggiadra eleganza dei vini di Chambolle e Vosne-Romanée. Talvolta sono descritti come terrosi o “animali”, ma questi caratteri, talvolta riportati in senso negativo, non sono mai eccessivi, e talvolta neppure percepibili nei migliori vini di Nuits, che sono caratterizzati da tannini potenti, ma che nel tempo diventano molto eleganti, note intriganti di spezie e tartufo, un frutto molto seducente di frutti rossi e neri selvatici. Abbiamo già richiamato il fatto che Nuits è la capitale del cassis borgognone, e che in tutta la zona ribes rosso e nero, lamponi, mirtilli e lamponi celebrano il loro trionfo in numerose conserve e preparazioni.

Questa volta in Duet metteremo di fronte due Nuits molto diversi, di un’annata non felicissima per i rossi (ma molto buona per i bianchi della Cote de Beaune), la 2000: un’annata funestata da molti temporali, che ha richiesto un uso molto attento del triage, per selezionare i grappoli più integri. Le uve, dalla buccia molto leggera e delicata, sono più vulnerabili e soffrono molto l’eccesso di pioggia e ilo connesso rischio di putritudine. Gli assaggi descritti nelle scorse settimane riguardavano un climat della parte più settentrionale di Nuits, quella a ridosso di Vosne-Romanée, Les Damodes , e di un altro più meridionale, sito nel comune di Prémeaux-Prissey, ma nella parte più vicina a Nuits, Aux Perdrix. Confronteremo ora un climat della parte centrale dell’appellation, sito nel comune di Nuits, al di là del Meuzin, il torrente che attraversa Nuits e praticamente la divide in due, Les Pruliers, e un climat (il più grande monopole dell’appellation), sito nel territorio di Prémeaux, al limite estremo dell’appellation, La Maréchale.

I vini di Nuits sono molto diversi tra di loro. Schematizzando, possono dividersi in tre tipologie, corrispondenti a diverse zone, i cui estremi più distanti sono all’incirca due chilometri l’uno dall’altro.

La prima confina con Vosne-Romanée e copre la parte settentrionale di Nuits, al di qua del Meuzin: i climats più estremi sono Les Damodes e Aux Boudots, che è praticamente in continuità con Malconsorts, premier cru di Vosne-Romanée.

La seconda zona è quella centrale dell’appellation, nella parte più meridionale del comune di Nuits, al di là del Meuzin: qui sono poco più di una decina di premier cru, tra cui appunto Les Pruliers, che è all’incirca nella parte di mezzo di questa zona, e, un po’ più a sud, Les Saint-Georges, il climat più famoso di Nuits (quello che ne ha infatti completato il nome), da molti ritenuto meritevole dell’appellation grand cru.

La terza zona comprende i climats del comune di Prémeaux: Les Didiers, Les Forêts e Les Terres Blanches da un lato, il Clos de la Maréchale dall’altro, con Aux Perdrix più al centro.

Ad un livello (forse eccessivo) di generalizzazione, si potrebbe dire che i vini della prima zona risentono maggiormente della vicinanza di Vosne-Romanée, sono generalmente più eleganti e leggeri, con tannini più morbidi, quelli della zona centrale corrispondono maggiormente al prototipo dei vini di Nuits, sono potenti e selvatici, ma di grande profondità e spessore; i vini della terza zona sono molto fruttati, meno spigolosi dei Nuits della zona centrale, ma eleganti e non privi di profondità.

Anche i suoli sono corrispondentemente molto diversi: nella prima zona, caratterizzata da una scarsa pendenza, il suolo è di colore scuro e prevalentemente calcareo, caratterizzato da ghiaia e limo argilloso rosso. Nella zona successiva il suolo diventa più ripido e più profondo, di colore giallo-bruno, più composito, con sabbia mista a ghiaia e a ciottoli di diverse origini, con una base rocciosa molto dura. Più a sud ancora, con una pendenza di nuovo inferiore, appare il calcare rosa tipico di Comblanchien fino a La Maréchale, fatta eccezione per un’”isola” sabbiosa a Clos de l’Arlot.

Il primo Nuits di questo duetto é un Les Pruliers, un climat situato nella fascia superiore della nostra seconda zona. Il suo rivale è invece un Nuits di Prémeaux, e precisamente della fascia più meridionale dell’appellation , e cioè nella terza zona, La Maréchale.

Si tratta in entrambi i casi de vini dell’annata 2000: una annata, lo abbiamo detto, grande per i bianchi borgognoni, sui livelli del 2002 e 2003, media, con punte molto buone nella Côte de Beaune, ma molto eterogenea per i rossi, nella Côte de Nuits.

Les_PruliersIl primo vino è stato realizzato dal Domaine Henri Gouges, un Domaine molto reputato per i suoi Nuits premier crus, dei quali propone un ampio ventaglio di vini, tutti provenienti dal territorio comunale di Nuits-Saint-Georges, a partire da Les Chaignots , che è il solo climat della zona al di qua del Meuzin, in parte confinante con Les Damodes, e poi via via tutti gli altri climats compresi nella parte meridionale del comune di Nuits: Les Pruliers, un po’ più su, e gli altri, Les Poirets (nel quale è compreso il Clos des Porrets Saint-Georges, un monopole di 3 ettari e mezzo) , Les Chênes Carteaux, Les Saint-Georges e Les Vaucrans, oltre a due rari Nuits bianchi premier cru (Les Perrières e Clos des Porrets Saint-Georges, che sono reciprocamente confinanti). Naturalmente la sua parcella più preziosa è costituita da quella di appena un ettaro dei 7 ettari e mezzo che costituiscono il climat di Les Saint-Georges.

I vini di Gouges hanno avuto una flessione qualitativa alla fine degli anni ’70, ma hanno ora ripreso in pieno la loro reputazione. L’azienda, giunta alla sua terza generazione (fu fondata nel 1925 da Henri Gouges) è retta da Pierre, che sovrintende soprattutto ai vigneti, con una profonda conoscenza dei suoli di questo territorio, su cui ha anche scritto un piccolo libro sui suoi 33 premiers crus, e da Christian, che si occupa più della vinificazione e commercializzazione dei vini.

Les Pruliers è elaborato da una parcella di 1,8 ettari dei complessivi poco più di 7 ettari di questo climat, posta al centro del territorio di Nuits, con viti di età variabile, che va dai 15 anni di quelle più giovani ai 70 di quelle più vecchie, in condizioni di soleggiamento ideali.

La Maréchale è invece un clos monopole, di proprietà del Domaine Frédéric Mugnier dal 1903, che ne è rientrato in possesso nel 2003, dopo 50 anni di affitto al Domaine Georges Faiveley. Il vino di cui si parla qui è per l’appunto un vino di Faiveley, di una delle sue ultime vendemmie di questo cru. L’origine del nome di questo Clos è misteriosa. Generalmente, in Borgogna, i climats vinicoli traggono i loro nomi dal tipo di vegetazione (come les Genevrières), dalla costituzione del suolo (Les Perrières) o altre caratteristiche, come l’identità dell’ antico proprietario (ad es. Chambertin deriva da le champ de Bertin). In questo caso non si sa di nessun maresciallo o moglie o vedova di maresciallo, da cui potrebbe risalire il nome.

Come si è detto, quella del 2000 è stata una delle ultime annate del Clos de la Maréchale di Faiveley (l’ultima è stata quella del 2003), che ha avuto, secondo Alan Meadows, le sue massime espressioni nel 1962 e nel 1959. Dopo il 2003 le uve del Clos sono state vinificate dal Domaine che ne era il proprietario, quello di Frédéric Mugnier, di Chambolle. Il cambio di registro è stato netto. La Maréchale è oggi un altro vino. Per quanto era massiccio e muscoloso quello di Faiveley, l’interpretazione di Mugnier è più fruttata ed elegante, quasi in stile Chambolle.

MarechaleLe origini del Domaine Faiveley risalgono al 1825, allorquando Pierre Faiveley avviò la sua attività di commercializzazione dei vini borgognoni nel Nord Europa. La reputazione dell’azienda crebbe rapidamente, ma dovette fare i conti prima, negli anni di fine secolo, con le devastazioni della fillossera e poi con la crisi del 1929. Georges Faiveley, che diede poi nome al Domaine, fu un eroe della Grande guerra a Verdun, e il vero primo artigiano del vino della Maison, ma la situazione da affrontare era davvero pesante: le cantine erano piene di vino, ma negli anni della grande depressione, nessuno lo acquistava e le botti erano arrivate a costare più del loro contenuto. Fu allora che, riscoprendo la vecchia fratellanza bacchica del Medioevo, ebbe l’intuizione di fondare, con Camille Rodier, la Confraternita dei Cavalieri del Tastevin, tuttora operante (http://www.tastevin-bourgogne.com) : se il vino non ha compratori, che lo si beva almeno con gli amici. Toccò poi al figlio Guy, che col suo impegno, giunse a raddoppiare le dimensioni del Domaine, e a François, che introdusse anche importanti innovazioni produttive, come la macerazione a freddo, consolidare la fama dell’azienda e ridarle nuovo slancio. Dal 2007 il Domaine Faiveley è affidato al giovane Erwan , che ne ha preso le redini a soli 25 anni, ed ha avviato un ampio programma di innovazione e investimenti.

Come il Domaine Henry Gouges, anche il Domaine Georges Faiveley ha il suo centro nella città di Nuits, ma nel tempo ha acquisito proprietà in varie altre località della Borgogna, da Gevrey-Chambertin a Mercurey, dalla Cote de Nuits fino alla Cote Châlonnaise. Oggi produce vini da circa 25 ettari di vigne classificate come premiers crus ed altri 10 di vigne grands crus, anche se si tratta di parcelle molto frammentate delle dimensioni medie di un ettaro per appellation.. Possiede inoltre alcuni preziosi monopole, come il Clos des Issarts, premier cru di Gevrey-Chambertin,il Clos de l’Ecu Beaune premier cru e il Clos des Cortons Corton grand cru.

 

Bevuti uno dopo l’altro, ritornando più volte su entrambi, i due vini , che, a un primo assaggio apparivano molto simili (colore molto scuro, appena orlato di un’unghia più chiara, naso inizialmente reticente, nel quale prevalgono la ciliegia nera e il cassis, per poi aprirsi su note differenti, palato denso, ancora muscoloso nonostante gli 11 anni trascorsi dalla vendemmia), hanno via via evidenziato personalità differenti.

Quasi cremoso, con tannini vellutati, complesso, con eleganti sfumature di tabacco e caffè in grani, intenso e concentrato, di grande lunghezza aromatica, con evocazioni quasi di un Vosne-Romanée premier cru il Nuits Les Pruliers. Il Clos La Maréchale esibisce in contrasto una maggiore acidità, che gli conferisce una grande e inaspettata freschezza, facendolo percepire come più giovane, e tuttavia equilibrato,con sentori balsamici di rovo (rosmarino?), accompagnati da note speziate e, lievi, di tartufo, più complesse.

Due belle bottiglie che non mostrano alcuna stanchezza, anche se hanno evidentemente raggiunto il culmine della loro evoluzione. Entrambe oltrepassano senza difficoltà la soglia dei 90/100, con un lieve vantaggio, per la sua maggiore complessità ed eleganza per il Les Pruliers (92/100). Molto piacevole e insolitamente fresco il Clos La Maréchale (91/100).

In Italia i vini del Domaine Henri Gouges sono distribuiti da Sarzi-Amadé, mentre Sagna distribuisce quelli del Domaine Georges Faiveley. Una bottiglia più recente di Les Pruliers costa intorno ai 55-70 Euro. Come si è detto, i vini del Clos de la Maréchale sono ora prodotti dal Domaine Frédéric Mugnier. Pertanto , volendo una bottiglia di Faiveley del 2000, bisognerebbe cercarla in un’enoteca oppure direttamente in Francia o su Internet. Il prezzo- a scanso di errori- dovrebbe essere all’incirca quello indicato, con possibilità di oscillazioni in alto o in basso (Pubblicato il 19.3.2011).

 

 

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