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Grande annata 2010: conviene acquistare en primeur?

E’ tempo di vendite en primeur. Non ancora del tutto chiusa (ma ancora per poco) la campagna del 2009 , in consegna dall’autunno di quest’anno, é già in pieno lancio quella della vendemmia del 2010, un’annata che, almeno a Bordeaux ( e soprattutto per i grandi rossi da Cabernet), si preannuncia molto positiva, forse  più del già straordinario 2009, anche per quanto riguarda la possibilità di lunghi invecchiamenti, a cui le elevate acidità sembrano predisporre.

Ma conviene poi davvero acquistare en primeur? Alcuni suggeriscono di acquistare prima , pensando sia più conveniente anche economicamente, e calcolano un risparmio di circa il 30% rispetto al prezzo finale. Questo non è però vero nei fatti, e chi si facesse dei calcoli su questa base rischierebbe una amara disillusione. Va intanto considerato il fatto che, quando si fa questo tipo di acquisti, la merce viene pagata con almeno due anni di anticipo (attenzione perciò alla serietà e alla solidità finanziaria dell’intermediario), sulla base di ragionevoli proiezioni (ma pur sempre proiezioni) relative alla qualità attesa dei prodotti, con il solo pagamento dell’IVA differito al momento della consegna . Anche la rivalutazione dei prezzi è in realtà relativa. Accade in alcune annate ritenute molto positive , e quindi anche tendenzialmente speculative (per es. lo è stato nel 2005), ma non è un esito scontato: ad es. al deludente 2007 ha fatto seguito l’ottimo 2008, sicuramente migliore, da molti produttori venduto a prezzi uguali o anche più bassi di quelli dell’annata precedente, per non parlare degli stock invenduti e poi messi in vendita a prezzi da liquidazione , come quelli del 2004 (annata peraltro onesta).Di più, questo 2010 viene dopo un’altra annata ritenuta eccezionale, la 2009, e un’altra, quella del 2008, insperabilmente molto migliore di quello che ci si attendeva ad inizio estate, forse la migliore delle annate ritenute minori (sicuramente della 2007, ma anche della 2006 e della 2004). Difficilmente i prezzi scenderanno, almeno a Bordeaux, rispetto a quelli del 2009, e difficilmente saranno rivalutati una volta immessi in vendita. Limitandoci a Bordeaux, nella quale si può davvero comperare ad occhi chiusi per la qualità, esclusi i premiers crus, ormai monopolizzati dai milionari e dai mercati asiatici, si potrebbero acquistare en primeur -al di là di un effettivo calcolo economico- quei vini che sarebbe poi difficile trovare sul mercato (perché già venduti), oppure puntare su quelli- e ce ne sono davvero molti- che hanno un assai favorevole rapporto qualità-prezzo tra le denominazioni minori , generiche o satelliti (da Fronsac a Montagne-Saint Emilion, Medoc o Moulis), oppure anche tra talune di quelle maggiori (ad es. sono eccellenti i bianchi e i rossi di Pessac-Léognan). In Borgogna l’andamento dei prezzi è assai diverso e in certa misura più stabile, anche se comunque su valori abbastanza alti: sicuramente meglio i rossi dei bianchi, nell’annata 2010, ed è forse il caso di osare con i vini dei grandi terroirs, puntando invece magari , per l'annata 2009,  su quelli dei territori meno importanti e più freddi, nei quali le uve hanno avuto la possibilità di raggiungere livelli ottimali di maturità. Da non dimenticare ovviamente i vini del Rodano (soprattutto quelli del sud a base di grenache noir) e della Loira, territorio che offre grandi possibilità di un rapporto qualità-prezzo assai favorevole, soprattutto tra i demi-sec. In definitiva, nell’annata 2010 sarà possibile trovare ottimi vini un po’ dappertutto in Francia, ma la convenienza dell’acquisto en primeur è ancora tutta da verificare, visto anche che i prezzi di molti Châteaux sono ancora da definire (pubblicato il 22.6.2011)

 

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