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drink different

La bottiglia dell'antiquario al MWF: Sono 81 se vi sembran pochi

CIMG0740smallDavvero un magnifico vecchiaccio il Carmignano Villa di Capezzana del 1931 proposto in degustazione al Merano Wine Festival. Un vino sorprendente , come quei grandi e amabili vecchioni che arrivano ad età avanzatissime, mantenendosi perfettamente lucidi e che ti trasmettono serenità e ottimismo.

Ovviamente un vino molto diverso da quello che doveva essere in principio. A partire dal colore, un corallo chiaro, quasi melograno non ancora maturo; al naso si propone molto delicato, etereo, senza sgradevoli tocchi muffati di champignon , ma sorprendentemente pulito, con ancora una evocazione di ciliegia e buccia di arancia, e lievi note di erbe medicinali. Simile a uno sherry , con un soffio lievemente ciliegioso di kirsh, che si ritrova sul palato. Una nota fresca di acidità testimonia la vitalità di questo vino. Uno dei vini abilmente salvati dall’ingordigia delle forze di occupazione tedesche prima che si acquartierassero nell’azienda. Un vino dunque rimasto per anni incustodito e poi recuperato per essere reimbottigliato negli anni ’60.

CIMG0739smallIl primo supetuscan della storia, con il suo blend, allora al 50%, di Sangiovese e Cabernet (franc e/o sauvignon), detta “uva franciosa” che Caterina de’Medici , già regina di Francia introdusse in regione cinquecento anni fa.Ma Carmignano è forse anche la prima grande denominazione enologica, individuata nel 1716 da un editto di Cosimo III de’ Medici, ben prima di quelle del Médoc introdotte da Napoleone III in Francia nel 1859. Del resto a Capezzana si fa vino dall’804 (sì, dico 804), cioè da milleduecento anni . I Contini Bonacossi, che ne sono gli attuali proprietari , acquistarono la tenuta nel 1920 (la prima vendemmia del Villa di Capezzana è del 1925) e impiantarono le loro vigne con metodi sorprendentemente moderni. Si pensi che esse avevano una densità di 8.000 ceppi per ettaro, a quei tempi assolutamente inusuale, a cui forse si deve anche l’elevata acidità (e longevità) di questo splendido vino. Davvero un bel gesto (e un atto di coraggio) da parte di questa storica azienda di proporre un vino così vecchio al Merano Wine Festival, dando a molti appassionati la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza di un pezzo importante della storia dell’enologia del nostro paese.

(Pubblicato il 15.11.2012. Continua con altri servizi)




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