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drink different

Libri e riviste: RVF, Guida all'enoturismo in Spagna, narrativa enologica

 

La Revue du Vin de France, no. 551, maggio 2011, € 6.50.

RVF_maggioQuello di maggio é generalmente il numero più atteso della RVF, in quanto é quello dedicato all’anteprima della nuova vendemmia dei Bordeaux, e l’annata 2010 sembra avere tutte le carte in regola per bissare il successo dell’annata 2009. Non mancano precedenti a questi grandi bis : come già 1928 e 1929, e 1989 e 1990, anche le annate 2009 e 2010, sia pure con profili leggermente diversi, sono (per la prima si hanno già le prime conferme) destinate a dare grandi vini. Particolarmente positiva l’annata 2010 a Pessac-Léognan, nelle Graves, dove, specie i bianchi, sono superbi. Sulla scia del 2009 i rossi del Médoc della nuova annata, mentre i Saint Emilion risultano più classici e austeri per una acidità esuberante, che li rende forse meno immediati da apprezzare nelle degustazioni en primeur. Un po’ meno opulenti di quelli del 2007 e del 2009 i Sauternes, che saranno più freschi e fruttati, pur se su livelli più che buoni. Non è però trascurata, in questo numero, la Borgogna, presente con due servizi molto interessanti: le valutazioni sui grand cru borgognoni (da Richebourg a Chevalier-Montrachet) di Lalou Bize-Leroy, già co-conduttrice del Domaine de la Romanée-Conti , straordinaria donna del vino di Borgogna, che firma con uno stile inconfondibile alcuni dei più grandi vini della Côte de Nuits e della Côte de Beaune ; ed, inoltre, un appassionante duello tra i vini del Domaine Faiveley e del Domaine Jacques Prieur, con diverse annate degli ultimi due decenni di Corton, Echezeaux e Musigny grand cru. Sempre alla Borgogna è dedicato anche l’itinerario eno-turistico del mese, da Vougeot a Prémeaux-Prissey, terre di grandi rossi .Non sono dimenticati gli altri grandi terroirs di Francia: questa volta l’expertise “del mese” è dedicata al Morgon nel Beaujolais , mentre la degustazione verticale è per i vini provenzali di Château Coussin. Allo charme “des beaux italiens” è dedicato, questo mese, lo spazio dei vini del “resto del mondo”(dal Greco di Tufo di Feudi di S.Gregorio al Primitivo Tarabuso di Torre Quarto, in Puglia).Prendendo l,o spunto dal Grand Salon che si è tenuto qualche giorno fa al Palais Brogniart, c’è spazio anche per i migliori vini degli espositori spagnoli. Completano questo numero, le consuete, numerose rubriche.

 

Guia del Turismo del Vino en España 2011, Madrid Anaya Touring, 844 pp. , € 24.90

GuiaLibro bello e utile per conoscere meglio i vini di Spagna e i territori da cui provengono. Dopo una sobria introduzione generale alla classificazione dei vini spagnoli e alla vinificazione, con due utili appendici dedicate rispettivamente al lessico enologico e ai vitigni, più e meno noti, impiegati in Spagna, inizia la descrizione delle varie regioni del vino, purtroppo in ordine alfabetico: scelta che se certamente aiuta il lettore nel rintracciare subito il territorio che gli interessa, è però un po’ disorientante, almeno per chi non conosca bene la geografia della Spagna, costringendolo a rimbalzare, da un capitolo all’altro, verso territori molto distanti tra loro per chilometri e per tipologie di vino. Quindici capitoli, uno per ogni regione: articolati in una introduzione generale al territorio in esame, una descrizione delle tipologie di vino prodotte, le diverse Denominacion de origen, le migliori annate degli ultimi 10 anni, la storia e le cose da scoprire , con indicazione delle migliori bodegas , ristoranti, alberghi. Utilissime le cartine, finalmente numerose e dettagliate. Molte belle fotografie a colori, piacevole la grafica, testi leggibili, stile piano, accessibile ai non esperti. Quello che forse mancherà ad alcuni è che nel libro non ci sono consigli sui vini da acquistare né valutazioni numeriche o con bicchieri e stellette dei vini, anche se al lettore non mancheranno certo le coordinate per comprendere dove cercare i vini migliori. La Guida appare completa e ben distribuita, non limitandosi a trattare solo le zone di maggior prestigio, ma anche quelle emergenti oppure meno conosciute, insomma un libro consigliabile, anche se il lettore italiano potrà trovarsi, almeno all’inizio,un po’ impacciato per la lingua.

 

Mayle P. (2011). Il collezionista di Marsiglia.Milano: Garzanti, 195 pp., € 18.00.

MarsigliaPiacevole romanzetto “vinoso”. Un milionario di Hollywood con una cantina piena di “gioielli” di Bordeaux di grandi annate si fa rubare le sue migliori bottiglie per la sua vanità. La società assicuratrice, tutt’altro che entusiasta di pagare tre milioni di dollari di indennizzo, ingaggia un ex ladro truffatore di successo, passato sull’altra sponda, perché trovi la refurtiva. L’impresa, in partenza impossibile, viene portata a buon fine, allorquando l’insolito detective, che ha al suo seguito una collaboratrice esperta di vini di Bordeaux che sembra una top model, trova la pista giusta in Francia. Si tratta di un libretto divertente, più una sceneggiatura di film (che certo seguirà), anche se piuttosto superficiale, un gemello di “Un’ottima annata”, altro romanzetto sentimental-vinoso dello stesso autore, da cui fu tratto un film qualche anno fa. Descrizioni di pranzi, di bottiglie, molti stereotipi nazionali (sui francesi e gli americani). Tutto molto leggero per passare due ore in treno. A proposito, la consulenza sui vini di Bordeaux è nientemeno che di Anthony Barton, famoso proprietario dello Château Léoville-Barton (Pubblicato il 21.5.2011).

 

 




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