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drink different

Riviste d'estate: Gambero Rosso, Revue du Vin de France, Wine Spectator

Gambero Rosso, n. 234, luglio 2011, € 4.90

L’estate è alle porte e anche il Gambero, come altre riviste di vino, dedica un servizio ai vini rosati: vini-cenerentola, considerati a lungo vini facili, di “puro piacere”, ma nulla più. I consumatori mostrano invece di apprezzarli sempre di più per la loro freschezza e versatilità. Né è sempre vero che si tratti di vini “né carne né pesce”, dacché spesso mostrano una personalità inattesa e talvolta persino una inattesa resistenza. Ce n’é un po’ in tutte le regioni, e da varietà molto numerose: non solo Montepulciano (straordinario il Cerasuolo abruzzese di Valentini) e non solo Negroamaro (si pensi ai molti rosati pugliesi, sempre affidabili). Anche Trentino, Veneto, Lombardia , Toscana, Marche, naturalmente Sicilia , e persino il Piemonte, terra di grandi rossi, sono oggi in grado di proporre vini di grande piacevolezza e adattabilità ai menu estivi. A seguire, un interessante servizio dedicato al Verdicchio di Matelica :l’”altro” grande Verdicchio marchigiano, come dice il titolo, riferendosi al fatto che si tratta di un vino- niente affatto minore rispetto a quello classico dei Castelli di Jesi-,ma diverso e dotato di una propria originalità. La parte vinosa del Gambero è completata dall’anteprima Etna (questa nuova rubrica, inaugurata già da qualche mese è sicuramente una scelta azzeccata) e le schede de “il Bere bene”, tra le quali verdicchi e vermentini costituiscono la parte maggiore. Molti servizi sono invece dedicati al food: : chef della nuova generazione, il ristorante del convento di Cetona,il barbecue, verdure crude, conversazioni con un fotografo del cibo e una modella diventata autrice di libri di cucina. In più le solite rubriche e il supplemento “Il Gamberetto”. Un’ultima novità del Gambero è rappresentata dal lancio di una serie di proposte di viaggi enogastronomici. Il progetto ha origine dal fatto che una quota crescente di persone si interessa al cibo e unisce volentieri il piacere della scoperta (del vino, dei prodotti di qualità) alle proprie scelte di vacanza: Lo spazio c’è, e riteniamo che questa sia stata una buona idea, che potrà incontrare il favore di molti.

 

 

La Revue du Vin de France, n. 553, luglio-agosto 2011.

Quasi in contemporanea con il numero “hors –série” dedicato al turismo del vino, il nuovo fascicolo della RVF presenta anch’esso un servizio sui rosé dell’annata 2010 (i migliori rosé di Provenza e Corsica,tradizionalmente tra le regioni più vocate per questo tipo di vini). La parte centrale , dedicata alle grandi degustazioni, è invece costituita da un ampio servizio sui grandi vini del Mediterraneo , con vini francesi, italiani, e spagnoli innanzitutto, ma anche greci, sloveni, croati e medio-orientali. Criterio di scelta: trovarsi a non più di 25 Km. dalle acque del Mediterraneo (pur con qualche lieve eccezione). Quindi: Toscana, Campania, Friuli, Abruzzi, Sicilia e Sardegna per l’Italia, ma non Piemonte, Lombardia, Alto Adige ed altre regioni che non toccano il Mediterraneo. Per la Francia sono fuori Bordeaux e Borgogna (ma anche Alsazia, Loira, Champagne, etc.): sono considerate invece Roussillon , Languedoc, Corsica, Provenza. Sassicaia 2007 al terzo posto con 18.5 punti su 20; quinto l’Anfora di Gravner, sesto il campano Montevetrano .

Primo assoluto un francese del Roussillon, il cuvée Muntada del Domaine Gauby (20 su 20), secondo lo spagnolo L’Ermita di Alvaro Palacios un potente Priorat 2007 (19 ventesimi). Non va comunque male all’Italia, con ventuno vini sui cento selezionati , di cui quattro tra i primi dieci. , soprattutto se si pensa che 52 dei vini classificati sono francesi e provengono solo da quattro regioni (quelle indicate sopra).

Altri servizi sono dedicati a Bordeaux “intima” (l’architettura, i paesaggi, la cucina e l’art-de vivre), gli Champagne dell’estate, i crus della Savoia, il vino di Saint-Romain, degustazione – duetto de gli Champgnes di Agrapart e Benoît Lahaye, l’alsaziano cru Brand, gli Hermitage di Marc Sorrel, Nicolas Rossignol e il suo Volnay. Le consuete rubriche (dall’intervista, dedicata questa volta a Philippe Charlopin, vigneron borgognone, all’anteprima, sul lancio della RVF in Cina, gli accordi a tavola di Olivier Poussier, la ricetta del mese e l’abbinamento con uno Chardonnay svizzero, i buoni indirizzi a tavola e le vendite all’asta…) completano la rivista, insieme con un articolo curioso, dedicato ai vini dei legionari(la famosa Legione straniera ): 40 ettari di vigna in Provenza, dai quali si ricavano vini dai nomi “eroici”: Esprite de Corps, Histoire d’Hommes, Camerone.

 

Wine Spectator,vol. 36, n.3, 15 June 2011.

Innanzitutto Napa Valley, con una serie di servizi   (gli itinerari, i vini, gli alberghi di fascino e i migliori ristoranti), introdotti da un articolo sulla rinascita di Napa (Napa reborn). Poi la “riscoperta “ della Loira e dei suoi splendidi vini ,soprattutto moelleux : molto bene l’annata 2009, la migliore , con quelle del 2002 e del 2005 nell’ultimo decennio, con un 2010 che promette quasi altrettanto bene, su livelli non troppo distanti. I Vouvray di Huet e i Pouillys del compianto Didier Daguenau sempre tra le gemme di questa splendida regione. Ancora Bourgogne rouges dell’annata 2008, una buona, sorprendente, annata, nata sotto i peggiori auspici, e poi rivelatasi molto positiva , pur se non sui livelli del 2005 e del 2009 .

Seguono due servizi, più brevi ma interessanti: il primo, dedicato all’evoluzione delle vendite all’asta , e un altro sui bianchi della California, elaborati a partire da vitigni aromatici del vecchio mondo (viognier, roussanne, grenache blanc…).

Come sempre, molte le rubriche, e naturalmente l’ampia sezione della Buying Guide, con le selezioni di Wine Spectator.Per l’Italia, si parla di Brunello, di Montepulciano d’Abruzzo, bianchi friulani, e vini di Lombardia, Puglia e Sardegna (Pubblicato il 14.7.2011).




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