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drink different

Nuove Guide ai vini della Francia 2012

Gerbelle, A., Poussier, O., Poels, O. (2011). Le Guide des meilleurs vins de France 2012. La Revue du Vin de France, Issy-les Moulineaux, 703 pp., € 25.00.

Poussier_2012Nuova edizione della popolare Guida della RVF. Anche questa esce sull’onda di una vendemmia straordinaria , a Bordeaux (la 2010) e comunque ottima o molto buona in tutta la Francia, come quella dell’anno precedente. Questa volta , nel trio dei coordinatori, è Gerbelle il capofila (nel 2011 era Poussier, campione mondiale dei sommelier nel 2000). La struttura del libro è quella solita: lo scheletro centrale è costituito da 10 capitoli, ciascuno dedicato ad una delle principali regioni viticole della Francia o loro raggruppamenti, partendo dall’Alsazia fino al Sud-Ovest, e passando per Bordeaux, Bourgogne, Champagne, Jura-Savoie, Languedoc-Roussillon, Loire, Provence-Corse e Vallée du Rhone. Ciascun capitolo si articola poi in sezioni più specifiche , che si riferiscono a diverse sottozone . Ad es.il capitolo sulla Languedoc-Roussillon si articola in due sezioni, dedicate appunto alla Languedoc e al Roussillon , il Rodano distingue il Rodano settentrionale da quello meridionale, e così via, fino alle distinzioni , ancora più specifiche e dettagliate che riguardano le regioni più nobili e più note, come Bordeaux (Bordeaux. Libournais, Saint-Emilion, Pomerol,Blayais e Bourgeais, Medoc , Graves e Sauternais ) e Bourgogne (Yonne-Chablisien, Côte de Nuits, Côte de Beaune,, Chalonnais, Mâconnais e Beaujolais).Come avevamo osservato già a proposito della scorsa edizione, questo si rivela di grande utilità perché consente al lettore di orientarsi tra territori diversi e , conseguentemente, tra tipologie diverse di vini, anziché essere sballottato, ad es., da un vino moelleux di Barsac a un rosso potente di Saint-Estèphe. Spiace piuttosto che non tutte le grandi regioni vitivinicole siano esaminate con lo stesso livello di dettaglio: ad es. non ci spiacerebbe una maggiore articolazione dei diversi territori della Champagne. All’interno di queste sezioni territoriali, il criterio organizzatore successivo è rappresentato dalle stesse aziende, ordinate in modo gerarchico (si parte dal numero di stelle, da 0 a  3, che definiscono il prestigio di ciascuna azienda) e poi alfabetico, L’esame dei vini di ciascuna regione è introdotto da una breve descrizione generale delle tipologie e delle appellations , una classificazione della qualità e delle possibilità di conservazione dellle annate , all’incirca degli ultimi 20-25 anni, e un’utile cartina. A seguire, come si è detto, le schede delle varie aziende, introdotte da una breve presentazione panoramica di tipo generale (proprietà, terreni, enologi, filosofie della cantina…), quindi le valutazioni dei vini prodotti, narrative e numeriche (in ventesimi) e alcune informazioni essenziali per eventuali visite o contatti (indirizzo, sito, telefoni, possibilità di visita e acquisto in cantina)..

La trattazione delle diverse regioni è preceduta da un editoriale generale , di Olivier Poussier, che, dopo aver lamentato l’ulteriore impennata di prezzi nel bordolese, richiama l’attenzione dei lettori sulla “foresta” di vini buoni , ottimi ed eccellenti, che, una volta sfrondata di quella cinquantina di aziende, dai vini ormai irraggiungibili, potranno dare molte legittime soddisfazioni agli amatori senza gettarli in rovina. Infine una breve guida alla interpretazione delle simbologie e delle classificazioni, le solite gerarchie (i vini migliori, bianchi e rossi, i vini migliori a basso prezzo, e gli immancabili coup de coeur per le varie fasce di prezzo) e una serie di consigli (10 consigli per scegliere i vini da acquistare, 10 per conservarli e 10 per servirli ed abbinarli al meglio a tavola). Anche questa Guida non riesce a fare a meno dei suoi elenchi dei domaines stellati: il massimo prestigio , 3 stelle, quest’anno, tocca a 7 aziende in Alsazia, 21 a  Bordeaux, 18 in  Borgogna, 6 nella Champagne, 2 in  Jura e Savoia, 2 in  Languedoc e Roussillon , 4 nella Loira, 5 nel Rodano, solo uno in Provence e Corsica .Tra i promossi alla tre stelle: il Domaine Confuron-Cotetidot in Borgogna e Pol Roger nella Champagne. Diverse nuove entrate, qualche declassamento sul quale si potrebbe discutere (ad es. Boucherd ). Ritorna in Guida il Domaine de la Romanée-Conti,  escluso lo scorso anno per non essersi sottoposto agli assaggi. Continua invece il purgatorio , per me inspiegabile, di Cheval Blanc, declassato qualche anno fa alle due stelle, anche perché il 2009 e il 2010 hanno spuntato punteggi altissimi (tra 19.5 e 20 ventesimi).

 

Bettane, M. e Desseauve, T. Le Guide des Vins de France 2012,Ed. de la Martinière, Paris, 1.023 pagine, € 24.90

Berrane_2012Più o meno con le stesse pagine e lo stesso prezzo di quella dello scorso anno ., questa Guida, una delle più note in Francia,é davvero poderosa , con i suoi oltre 50.000 vini degustati, dei quali sono ammessi e descritti in guida circa 8.500 (meno del 20%) . Anche quest’anno al libro è abbinato un codice per accedere ad un sito, dal quale accedere alla consultazione di un database con le valutazioni dei vini anche di alcune annate precedenti , che, per la verità, non mi sembra la parte più riuscita, anche dal punto di vista informatico, dell’impresa.

Le diverse regioni vitivinicole sono trattate in ordine alfabetico: anche qui una cartina, una valutazione delle annate, i vini migliori di tutte le categorie, per tipologia o uve impiegate, per fascia di prezzo, da conservare o bere subito. Sono invece scomparsi quelli segnalati dai lettori: è un peccato, perché riteniamo che la validazione dei consumatori fosse un aspetto importante.. Ciascuna regione è poi, in alcuni casi, distinta, secondo livelli variabili di specificità, in due o più zone dotate di una propria identità. Le distinzioni non sono uguali a quelle descritte per la Guida di Gerbelle, Poussier e Poels: ad es. Bordeaux è distinta in quattro zone: Entre deux Mers e Côtes de Bordeaux, Graves e Sauternais, Médoc e Rive Droite; Provenza e Corsica sono trattate separatamente in due capitoli diversi, così come Languedoc e Roussillon, Jura e Savoy (invece messe insieme nell’altra Guida). Anche qui la Champagne  è descritta in un’unica articolazione regionale. All’interno di ciascuna sezione regionale, le diverse aziende, in ordine alfabetico,ciascuna marcata con una valutazione (fino a 5 piccoli sigilli rossi), che indica il prestigio complessivo della sua produzione. Quindi i vini prodotti , accompagnati da un breve commento e il voto in ventesimi.

La parte introduttiva del volume comprende, prima delle istruzioni per la consultazione della Guida; un breve editoriale ,l’enunciazione degli “impegni” della Guida, le sue caratteristiche , i servizi offerti, la presentazione degli autori e dei collaboratori; quindi i riconoscimenti. L’”uomo dell’anno” quest’anno è una donna, Christine Vernay,nota per i suoli deliziosi Condrieu e Côte Rotie. La rivelazione dell’anno è lo Chateau Séguin, l’appellation dell’anno è il Marsannay , il vino dell’anno lo Champagne Brut Reserve di Charles Hedsieck . Impossibile citare tutti gli altri riconoscimenti (un vero fiume): i maggiori progressi dell’anno, i migliori vini , i migliori vini di marca, i top 15 da mettere in cantina per 10 anni, i top 25 da mettere in cantina per 20 anni, i migliori vini che rendono felici e quelli da agricoltura biologica, etc. etc. Ottima Guida, certo, ma infastidiscono un po’ tutti questi palmarès (ma davvero interessano tanto i lettori?), troppi partners commerciali, anche se prestigiosi come Riedel , Idealwines e Grains Nobles. Insomma il tutto è un po’ debordante e quasi eccessivo.

(Pubblicato il 28.9.2011).




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