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drink different

Una lenzuolata di riviste: i numeri autunnali delle riviste del vino

Gambero Rosso, n. 237, ottobre 2011, € 4.90

Il numero ottobrino del Gambero si apre all’insegna del motto “Vino e sostenibilità”, con un servizio sulle esperienze, sempre più numerose, anche nel nostro paese, volte a una produzione sempre più “naturale” e rispettosa dell’ambiente, ispirata ai principi dell’etica ambientale e alla sostenibilità. Tematica, questa, che- viene annunciato- sarà al centro di un convegno, alla cui preparazione la rivista sta lavorando. Falanghina e Sagrantino sono i temi della sezione Vino &Terroir di questo numero. La prima è un vitigno versatile, il più diffuso in Campania, sia nelle zone interne (Sannio beneventano, Massico), sia costiere, che in quest’ultimo ventennio ha raggiunto una notevole popolarità, pari forse solo a quella del Nero d’Avola. Accanto alle produzioni più “facili” (diciamo “da pizzeria”),la Falanghina  ha tuttavia espresso un potenziale di complessità nient’affatto trascurabile, specie nelle versioni tardive, che le permettono di accompagnare senza troppi complessi i grandi bianchi iripini. Crescente successo anche per il Sagrantino, a cui non ha certo nuociuto anche la bellezza del paesaggio umbro, sicché l’uno e l’altro hanno potuto reciprocamente promuoversi. L’articolo, che illustra una degustazione di una serie dei Sagrantino più noti dell’annata 2001, consente anche di valutare meglio il valore di questo vino e coglierne l’evoluzione nell'ultimo decennio, in cui un crescente popolo di degustatori ed amanti del vino sembra inserirlo nella lista dei vini più amati.

La parte “vinosa” di questo giornale si conclude con le proposte turistiche del mese, “Museo in cantina”   (alla ricerca dei piccoli musei che espongono insieme opere d’arte e attrezzi della vitivinicoltura), e , come al solito con il “Bere bene” del mese, questa volta dedicato ai vini siciliani (molto nero d’avola, ma anche frappato e syrah, e-tra i bianchi- Grillo, Inzolia e Catarratto , insieme a Chardonnay e Viognier). L’altro volto del Gambero, quello “, cuciniero” , propone, tra gli altri, un servizio su uno dei più noti mercati “storici” del pesce del nostro paese, quello di Chioggia, e un altro sugli chef emergenti romani e abruzzesi. Poi: intervista a Gaetano Marzotto (moda e vino); il “nuovo in cucina”, in una conversazione con Dario Bressanini, food design, Asiago, peperoncino, e le consuete rubriche (gli extra-vergine, i istoranti, i bar, le botteghe)

 

 

Spirito di Vino, anno VIII, n. 46, ottobre-novembre 2011, € 5.50

Spirito_ottobreSi comincia con l’anteprima dei vini albesi (Barolo 2007, Barbaresco e Roero 2008), con alcune interessanti sorprese, si continua con un servizio dedicato ai Frescobaldi , vinattieri da 700 anni, per passare poi agli Champagne, con la degustazione di vecchie annate di Belle-Epoque Perrier - Jouët, dal 1975 al 1998, e i vini di Bruno Paillard.

A seguire, una carrellata nazionale: in Sicilia, con  i vini di Geraci (Faro Palari, Rosso del Soprano e Santa.Né), in Veneto con Bolla (dal Soave Tufaie all’Amarone Capo di Torbe), in Lombardia, nella Franciacorta, con Lo Sparviere (cinque annate di Lo Sparviere brut, dal 2002 al 2006) e Villa (con la cuvette Pas Dosé Diamant) e in Oltrepò con i vini biologici di Sacrafamilia. Dodici Château del Sauternais-Barsac si confrontano in un servizio dedicato al più famoso vino “dolce-non dolce” botritizzato del mondo. Il ristorante di questo numero è Villa Crespi, a Orta San Giulio (Novara), l’ospitalità “vinosa” è a Todi, in località Chioano , con la Residenza Roccafiore , 12 camere con vigna . Il numero è poi completato dagli editoriali e dalle numerose rubriche (Perlage, Alta gradazione ecc., fino a Esperienze).

 

La Revue du Vin de France, n. 555, ottobre 2011, € 8.00 (in Italia)

RVF_octobreQuesto numero di ottobre si apre con l’intervista a Jack Lang , ministro della cultura nel governo Mitterrand, e con il Banco di prova dedicato al “Vino sulla rete”: Idealwine al top (eccellente catalogo, prezzi interessanti), seguito da Wine and co (alcuni grandi vini , buone proposte per i clienti fedeli), e da Le Savour club (i prezzi migliori sul web). Poi un’interessante inchiesta sui prezzi delle annate cosiddette “mitiche”, ’47, ’61, ’82…) e il confronto con gli stessi vini di annate “dimenticate”. Promesse mantenute? A seguire: il Pommard , vino potente, ma non privo di sfumature; i “franchi tiratori” di Châteauneuf (Charvin e Clos des Papes, 1990-2008); i “ribelli” dell’Irouleguy, ossia i vini baschi dei Riouspeyrous,   Rotschild nella Languedoc con i suoi Limoux. L’itinerario del mese è dedicato alla Savoia, il grande “accordo” è l’homard agli agrumi con lo Chenin blanc, Jasnières Pémices 2009. Quale vino servire con i carciofi? Risponde Olivier Poussier : naturalmente solo vini bianchi, giovani , meglio settentrionali. Ci siamo riservati per ultimo l’inserto “Dégustation”, dedicato all’élite dei rossi borgognoni del 2009, grande annata : al vertice Chambertin e Musigny del Domaine Leroy, in compagnia del Clos de la Roche di Ponsot e dello Chambertin di Trapet , con 20/20. Subito dopo: ancora Chambertin (Armand Rousseau e Duband-Feuillet), Mazis (non è che si vada troppo lontano) del Domaine D’Auvenay , Musigny di Roumier e Cros Parentoux di Rouget. Nello stesso inserto, rassegna dei migliori vins de pays/IGP (dalla Languedoc alla Vallée du Rhone), i crus del Muscadet, , Gewürztraminer alsaziani, piccoli vini rodaniani, scoprire il Pacherenc du Vic-Bilh, piccolo gioiello del Sud-Ovest, i bianchi austriaci . Il numero si chiude con le consuete rubriche : i consigli del vigneron, i cavistes e i sommeliers, i libri del mese.

 

 

Wine Spectator, vol. 36, no.7, September, 30, 2011, € 11.15 (in Italia)

Wine_Spectator_septemberIl servizio principale di questo numero quasi monografico é dedicato alla cucina francese in America (da Daniel Bouloud, a Georges Perrier , Hubert Keller e gli altri) e ai top chefs nei due mondi (Alain Ducasse, Pierre Gagnaire, Joel Robuchon, Guy Savoy) . Poi i migliori bianchi di Borgogna del 2008 , annata ritenuta allo stesso livello del 2005, superiore anche al 2009, e appena inferiore al 2002, forse la migliore vendemmia del decennio per i bianchi borgognoni. Al vertice ovviamente i grand cru, Montrachet in primis (98 punti a quelli di Blain-Gagnard e Ramonet), poi un lungo elenco di grandissimi Chevalier, e Bâtard, ma i migliori Puligny e Meursault sono subito sotto. Resta lo spazio solo per i vari opinionisti (abbiamo già parlato della 10-year rule di Kramer), e le consuete rubriche , tra cui, naturalmente, la  Buying Guide: l’Italia è presente con la Toscana  (Chianti, Bolgheri, Bolgheri, Maremma , Rosso di Montalcino) e il Veneto (Soave e Valpolicella)

 

 

Wine Spectator, vol. 36, no.8, October, 31, 2011, € 11.15 (in Italia)

Wine_Spectator_october1Questo numero è principalmente dedicato alla “Borgogna in California” , ossia ai migliori Pinot Noir delle regioni più vocate (Sonoma coast, Russian River Valley, Carneros, Santa Lucia) delle annate 2008 e 2009. Grandissima annata quella del 2009 a Sonoma (99 pts.) e Monterey (98), la migliore dal 2002. A . seguire , gli “old world values” , ossia i migliori vini del vecchio mondo a meno di 25 dollari (bene i toscani, insieme con i vini spagnoli e del Rodano), e poi Spagna: mangiare a San Sebastian, le grandi sorprese del vino iberico (molto Ribera del Duero, Priorat e Toro), con diversi grandi rossi tra 93 e 94 punti su 100, una prestigiosa verticale di Rioja Cune Imperial, dal 1917 al 2004. Poi le varie opinioni (questa volta Matt Kramer dice la sua su come comprare il vino), i vini d’asta, e naturalmente la   Buying Guide del mese : benissimo i grandi Cabernet toscani, 97 punti al Sammarco e 96 al d’Alceo di Rampolla e l’impressionante regolarità del Sassicaia (94). L’Italia, questa volta, è rappresentata nella Buying Guide , oltre che dall’onnipresente Toscana (Chianti, Nobile, rossi toscani), e dal Veneto (Amarone), dal Friuli , dal Trentino-Alto Adige (brillante il risultato del Lagrein di Terlano, 93 punti, e del Sossò di Livio Felluga, 92) e dalla Campania.

 

Decanter, vol 37, n. 1, October 2011, £ 4.50 (in Inghilterra)

Decanter_octoberCome ogni anno, Decanter dedica un numero speciale, molto corposo, di ben 376 pagine,   ai World Wine Awards . Quest’anno, per l’occasione sono stati degustati oltre 12.500 vini da tutto il mondo, da 214 giudici, distinti per regional chairs, ossia suddivisioni regionali (può trattarsi di una intera nazione, come la Spagna,  l’Ungheria o il SudAfrica, di una regione più ampia, multi-nazionale, come Medio-Oriente, Estremo Oriente e Asia , da Israele alla Cina, oppure più piccola, infra-nazionale, come la Loira  o l’Italia meridionale). Oltre agli awards regionali, c’è anche un numero limitato di Trofei internazionali, nei quali sono confrontati vini provenienti da nazioni diverse , ad es. per vitigno, come gli Chardonnay sotto o sopra le dieci sterline, o bianchi da una sola varietà , rossi da uve bordolesi, ecc.. Un vino italiano, un Vermentino dei Colli di Luni, di Lunae, del 2010, si è aggiudicato il trofeo dei vini bianchi da una sola varietà “sotto” le dieci sterline, ma-udite udite- c’è anche , per la prima volta, un premio per un vino cinese , e niente meno che nella categoria dei rossi da uve bordolesi , “sopra” le dieci sterline: il sorprendente Jia Bel Lan di He Lan Qing Xue, 2009: pensate che tra i vini con i quali è stato confrontato, tra molti Cabernet sudamericani, di Cile e Argentina, sudafricani e australiani, c’era un Saint-Emilion grand cru, lo Château Boutisse del 2008.La Francia  si è aggiudicata i trofei riservati agli spumanti oltre le 10 sterline (Blanc des Millénaires 1995 di Charles Hedsieck), ai Riesling sopra le 10 sterline (un Riquewihr Schonenburg grand cru di Doppf-au-Moulin 2008), agli Chardonnay sotto le dieci sterline (un Mâcon-Villages 2010 della Cave de Lugny). Naturalmente molto Nuovo Mondo, con Argentina , Nuova Zelanda e Australia, dominio iberico nei “fortificati”. Per chi ama i concorsi e le classifiche

 

Decanter, vol 37, n. 2, November 2011, £ 4.50 (in Inghilterra)

Decanter_novemberIl vintage report di Tom Maresca è dedicato al Barolo 2007: secondo Maresca meglio La Morra,  con tre vini “5 stelle”, il Ciabot Berton, Oddero e Rocche di Aurelio Settimo, poi diversi “quattro stelle” a Verduno, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba , Monforte, Barolo. Albese anche il produttore del “profilo” del mese, Bruno Giacosa (cinque stelle, 19/20, al suo Barolo Falletto 2007). Poi tanta Australia. Si comincia con i i vini di Victoria e della Tasmania, a cui è dedicato un ampio servizio, accompagnato dai top ten di Victoria selezionati da Tyson Steizer e i migliori di Tasmania di James Lawther. E’ il momento dell’eleganza anche per l’enologia aussie. Poi L’intervista di Decanter a Rick Kinzbrunner, winemaker australiano, formatosi in California, con influenze europee. Più avanti, uno dei due panel tasting è dedicato agli Shiraz australiani, di annate diverse, con ottime prove di Château Tanunda, Barossa, due cinque stelle per questa azienda , e Two Hand, Claire Valley, il cui Samantha Garden’s ha riportato lo score più alto ( 19.2/20). Infine l’itinerario del mese è nella Hunter Valley, Nuovo Galles del Sud.

Nella parte centrale di questo numero è un interessante focus sui vini , ancora poco conosciuti, dell’Europa centro-orientale: il meglio di Croazia, Slovenia e la rinascita dell’Ungheria. Poi: un curioso concorso di degustazione tra i wine club di otto università di tutto il mondo, tra cui Cambridge e Harvard, presso le cantine Lafite-Rotschild (un magnum di Lafite 1999 per la vincitrice Harvard). La nuova cantina di Cheval Blanc è stata “festeggiata” con una mega-degustazione di 80 anni del più famoso cavallo bianco del mondo, da 1919 al 2000 (per inciso, cinque stelle e 19.5/20 al 1998, da noi assaggiato qualche mese fa in “Angeli e cavalli”). A seguire, un ampio report sui Bordeaux e i Bordeaux supérieur delle due grandi annate 2009 e 2010, poi l’altro panel tasting del mese, dedicato ai crus classés del Medoc 2008 (disappointing, rispetto alle attese, ma molto bene Pontet-Canet, Palmer e Pichon-Longueville) Tom Cannavan presenta i suoi 50 migliori vini bianchi del Portogallo , con Alentejo e Douro in evidenza Per i collezionisti e gli appassionati di aste : la rivincita della Borgogna, che sale, mentre scende Bordeaux, un confronto tra Grange gli Special Bins di Penfolds dal punto di vista dell’investitore, le consuete tabelle sulle quotazioni di Bordeaux e californiani (Pubblicato il 29.10.2011).

 




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