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drink different

Le riviste del vino: Decanter, i numeri di dicembre e di gennaio

Decanter, vol 37, n. 1, December 2011, £ 4.20 (in Inghilterra)

Il numero si apre all’insegna de “Il meglio di Francia”, cioè i vini che hanno ottenuto i punteggi più alti di Decanter nei panel tastings dell’ultimo anno. Tra i Best values (la qualità al giusto prezzo) ben 5 Saint-Emilion ai primi cinque posti: al vertice il 2006 e il 2004 dello Chateau Beau-Séjour-Bécot, il primo dei quali ha ottenuto un punteggio medio di 18.6 punti su 20, ed è in vendita in Inghilterra per 34 sterline. Ma sono ben 11 i Saint-Emilion tra i primi 15 di questa speciale classifica. L’amore inglese per Bordeaux è testimoniato dal fatto che ben 37 dei 50 best values vengono da lì. Al 9° posto è un vino della Languedoc; il primo borgognone è al 23° posto, il primo Champagne al 26°.

Per quanto riguarda invece la qualità in assoluto, i Decanter Award 2010 (ossia le classiche 5 stelle) toccano a 4 Champagnes millesimati, 6 bianchi della Côte de Beaune del 2008, 2 della Côte Chalonnaise del 2009, tre Médoc cru classé delle vendemmie 2004 e 2006, 2 Saint-Emilion grand cru del 2008 e 4 delle annate 2004 e 2006, un solo Pomerol del 2008, , un Côte-du-Rhône villages del 2009. Va considerato che tutto ciò è limitato ai millesimi e ai territori esaminati nei panel tastings del 2010 ( sono quindi escluse le annate diverse, come la 2005 e la 2009 nel Médoc, o i vini della Côte de Nuits, ecc.).

Altri argomenti trattati: la vendita en primeur dell’annata 2010 a Bordeaux, la degustazione in anteprima dei bianchi di Borgogna del 2010 con diverse riuscite eccellenti: 5 stelle a Chablis per Les Preuses di Dauvissat e Vaudésir di Louis Michel; a Meursault per il Perrières di Latour-Giraud e lo Charmes di Rémi Jobard; a Puligny per lo Chevalier-Montrachet di Bouchard père et fils, i Puligny Les Pucelles del Domaine Leflaive , Les Folatières di Etienne Sauzet, e Caillerets di Boyer-Martinot, il Bâtard-Montrachet di Morey-Coffinot; infine,a Chassagne, per Les Caillerets di Paul Pillot.

Il profilo del mese è dedicato al Vieux Chateau Certan a Pomerol, poi tocca agli Champagnes rosés (8 Awards ), ma c’è anche un’infiltrazione di sparkling inglesi (5 stelle anche per il Nyetimber rosé 2007). Dopo le “raccomandazioni” di Steven Spurrier (c’è anche un Recioto della Valpolicella) e le sue impressioni sui vini toscani, seguono i tre panel tastingsdel mese: Nuits-St-Georges 2009 (nessun Award), Ribera del Duero del 2007 (5 stelle per la Reserva del Pago de Los Capellanos e il 24 Meses di Monteabellon), Riesling della Mosella 2010 (due Award, per un Beerenauslese e un Auslese). Cè ancora spazio per un itinerario di viaggio dedicato al Luberon, un’ intervista a Sebastian Payne , chief buyer di The Wine Society, le consuete rubriche , le “pagine” degli opinionisti.

 

 

Decanter, vol 37, n. 2, January 2012, £ 4.20 (in Inghilterra)

Servizi principali di questo numero sono il meglio degli Châteauneuf-du Pape 2009, a cui è dedicato il primo dei Panel tasting di questo mese, e i vini delle feste.

Award (cinque stelle) a due Châteauneuf, Expresssion du Terroir di Ogier e la Cuvée des Deux Soeurs del Domaine Tour St-Michel .Altri 55 vini hanno comunque raggiunto i punteggi per le quattro stelle, ossia il giudizio di “vini fortemente raccomandabili”. L’altro panel riguarda invece il Grower Champagne, quello cioè prodotto da piccoli produttori, detti Récoltant-manipulant , che fanno champagne solo dalle proprie uve. Si tratta di una percentuale ancora relativamente piccola della produzione di Champagne (meno del 15%), ma è in crescita, e spesso con questi vini si fanno buoni affari. Nessun award fra questi, ma diversi vini altamente raccomandabili (quattro stelle) e poco meno di un’ottantina ritenuti raccomandabili e di buona qualità. Tra i primi, spicca, con 17/20 La Cuvée Tradition di Serge Mathieu.

A parte i due panel, questo numero di Decanter si apre appunto con i “buoni vini di Natale”, tutti a meno di 25 sterline la bottiglia. Tra questi c’è anche qualche vino italiano: il Soave di Pieropan 2010, consigliato come aperitivo, un Nebbiolo delle Langhe , Oberto 2009, un rosso pugliese da uve Nero di Troia, il Torre del Falco 2007, la Vernaccia   di San Gimignano di Cappella Sant’Andrea 2010, e, tra i vini dolci, un Vin santo di Montepulciano di Crociani 2004.

Seguono un’intervista ad Anthony Barton, signore dello Château Léoville-Barton, grand cru di Saint-Julien, e un servizio dal titolo “Più Borgogna per meno”, ossia i Borgogna a buon prezzo, i Bourgogne Pinot noir, quelli con la semplice appellation régionale (sugli scudi il Domaine Denis Père et fils, con il suo 2009). Ancora:un servizio di archeologia enoica sulle origini della vitivinicoltura, un altro sulla nuova guardia dei vini sudafricani, e poi i vini della Rioja (cinque stelle per  la Gran Rese Enea di Muga, 2004), i vinhos verdes del nord del Portogallo, itinerario di viaggio in Catalogna , il grande test del tacchino (quale vino si adatta meglio?), le consuete, numerose rubriche.

 

(Pubblicato il 31.12.2011)

 

 




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