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drink different

Le Riviste del vino: La Revue du Vin de France

 

La Revue du Vin de France, hors série, n. 21, novembre 2011, € 8.00 (in Italia)

Si tratta di uno dei numeri « fuori serie » della RVF. Il fascicolo si apre con un’intervista a tutto campo con Denis Dubourdieu. Una serie di articoli cerca di rispondere al quesito “Où va le vin?” : il ritorno alla vigna, i cambiamenti climatici, la ricerca di nuovi terroirs (in Cina, in India, …), il vino in borsa. A seguire, vi sono tre interessanti verticali: i Tokaji di Diznókö (9 annate di Aszù 5 o 6 puttonyos dal 1993 al 2007, 1999 al vertice con 20/20), il Montrachet di Jacques Prieur (11 annate, dal 1990 al 2009, 19/20 per il 2002, il 2008 e il 2009), il grand vin di Lynch-Bages, cinquième cru di Pauillac nel 1855 (13 annate dal 1981 al 2006, miglior risultato il 1990, con 19/20, poi 2000 e 2005, con 18.5/20). Spazio poi alle “cantine da sogno” , alle cantine più belle, come organizzarle al meglio e i programmi per gestire la cantina con il cellulare.  A conclusione, la grande degustazione di questo numero, con le bottiglie che hanno ricevuto le valutazioni più alte della RVF nel corso del 2011.

 

 

La Revue du Vin de France, n. 556, novembre 2011, € 8.00 (in Italia)

Questo numero si apre con due servizi molto interessanti. Il primo riguarda il ritorno al vino “delle anfore”, a cui fa da pendant una degustazione dei migliori vini che impiegano questi vasi vinari in Francia, Austria, Svizzera, Georgia e naturalmente in Italia (Gravner, COS, Foradori, Castello di Uspida). L’altro è uno “speciale Vallée du Rhone nord”, con la sua la varietà di terroirs e i protagonisti nell’ambito delle varie appellations: la risurrezione della Côte-Rotie,gli scrigni del Viognier del Condrieu, i terroirs dell’Hermitage, le potenzialità del Crozes-Hermitage, il granito del Saint-Joseph, i grandi coteaux del Cornas . Nella sezione centrale della rivista, dedicata alle Degustazioni, spicca quella dedicata ai Vins doux naturels (Banyuls, Maury, Rivesaltes e gli altri): al vertice due Maury. Il Vintage Charles Dupuy 2008 di Mas Amiel e l’Op. Nord 2010 del Domaines Les Terres de Fagayra, e un Banyuls , il Quintessence di Coume del Mas.Nella stessa sezione, i gioielli del Salon des vignerons Vignerons indépendants di Parigi, l’”altro” bianco della Bourgogne (l’Aligoté del Bouzeron), Rossi del Sud Africa e Cognac Abécassis. E ancora: un servizio gli Hidalgos dello Jerez, grandi vini andalusi di Equipo Navazos e Lustau, verticale dell’Arbois del Domaine Puffeney (Jura), il grande territorio del Collio goriziano, itinerario in Sicilia (l’Etna), intervista a Carole Bouquet sul suo vino di Pantelleria e ritratto di Alberic Bichot. Infine, le consuete rubriche.Segnaliamo quella di Olivier Poussier: i vini per la frittura di pesce.

 

 

La Revue du Vin de France, n. 557, décembre 2011-janvier 2012, € 8.00 (in Italia)

RVFQuesto numero è aperto dall’ntervista a Alphonse Mellot, grande interprete del Sancerre.   L’articolo principale della rivista, che la copre quasi per intero , dopo la (curiosa) révélation del mese sui “maghi” del vino, che si ispirano alle scienze occulte, è un’ampia inchiesta sul valore attuale della classificazione dei vini del Médoc del 1855 . Assaggi di 5 annate critiche (1990,1996,2005, 2006 e 2009) di 61 cru classés . Eccezionale la regolarità di Haut Brion e Lafite. Margaux e Mouton-Rotschild, dopo qualche appannamento negli anni ’90, negli anni 2000 sembrano tornati ai vertici con una lunga sequenza di grandi millesimi. Si confermano grandissimi “supersecondi” Léoville-las-Cases, Cos d’Estournel e Palmer, impressionante   la regolarità di Ducru-Beaucaillou e di Léoville-Barton, l’ascesa eccezionale di Pontet-Canet e di Poyferré… Insomma, c’è parecchia materia per discutere a lungo. L’inserto interno delle degustazioni si interessa agli Champagnes (251 cuvées di tutti i tipi degustate , al vertice Bollinger brut 2002, Krug brut 2000 e Jacquesson Aÿ Vauzelle Terme 2002), ai Jurançon (17.5/20 per Au Capcéu 2009 Camin Larredya e a Marie-Kattalin 2007 del Domaine de Souch), agli spumanti inglesi , con alcune belle sorprese. C’è poi ancora qualche pagina per i Syrah australiani e per il whisky Bruichladdich, e per una nota tecnica sul controllo della temperatura nella vinificazione. A seguire: un sevizio sui tappi di sughero Diam, l’expertise della nuova appellation La Clape in Languedoc, un itinerario di viaggio su Montmiral. Il grande accordo è tra un Cristal Roederer e una tartare de bar, huitre et caviar. A chiuedere, con le consuete altre rubriche, un servizio sui migliori Cognac di Martine Nouet e Roberto Petronio.

(Pubblicato il 2.1.2012)

 

 




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