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drink different

Le riviste

Spirito di Vino, anno VIII, n. 47, dicembre 2011-gennaio 2012, € 5.50

SpV_47E’ il numero di fine anno e naturalmente molto spazio è dedicato agli champagnes e ai vini spumante. Per quanto riguarda i primi, si apre con un servizio dedicato al Dom Perignon vintage 2002 e vintage rosé 2000, con le fotografie di David Lynch; a seguire, una verticale di Taittinger Comtes de Champagne dal 1989 al 2000 e Comtes de Champagne rosé dal 1982 al 2004; poi Pommery for you, la possibilità per i clienti di far stampare la loro dedica personale sui magnum e gli Jéroboams; e ancora il meglio di Mumm (millésimé 2004, Cramant blanc de blancs e Cuvée R. Lalou 1999). Si passa poi agli spumanti italiani: Palazzo della Lana e Cellarius Berlucchi e Prosecco Bellussi. . C’è però spazio anche per i vini “fermi”: i vini della grande tenuta de “Il Pollenza” sui colli del maceratese; innovazione a Castello Banfi e il suo tino futurista; Chianti Villa Sesta; 80 vini tedeschi degustati all’Auditorium del Mercedes-Benz center di Milano; la Calabria e i vigneti sperimentali di Librandi, rossi francesi (non di Borgogna) da uve Pinot nero: Sancerre, Alsazia, Coteaux Champenois. E poi altri servizi su cucina e tradizioni regionali, botteghe e bistrot, e le consuete rubriche.

 

 

Spirito di Vino, anno VIII, n. 48, febbraio-marzo 2012, € 5.50

La copertina è per Joe Bastianich: proprietario di tre aziende vinicole SpV_48(quella con il suo nome sui colli orientali del Friuli, una in Maremma e una in Langa) e chef di successo con 18 ristoranti negli Stati Uniti . Poi Piemonte: degustazione di Barolo dell’annata 1996 (Clerico e Giacomo Conterno in testa), e spumanti di Langa (forse oggi meno noti di quelli trentini e di Franciacorta, ma…). Quindi: inaugurazione dei Laboratori G, banchi di degustazione ideati dalla rivista (si comincia con gli Champagnes); Malvasia di Candia piacentini (Vin Santo di Albarola Barattieri 1990-2001, e i Vin Santo di Vigoleno), l’associazione Origini in Abruzzo e il vino biologico; la cantina Ruggieri a Valdobbiadene; Nobile di Montepulciano alla fattoria del Cerro; il talento di Lorenzo Cogo, chef de El Coq, a Marano Vicentino; champagne Jacquart. Si chiude con le consuete, numerose rubriche (che in realtà aprono il numero).

 

(Pubblicato il 12.2.2012)

 

Gambero Rosso, n. 238, novembre 2011, € 4.90

Novembre è il mese in cui escono le Guide ai vini, e tra queste naturalmente anche quella del Gambero, la Guida  di un anno speciale, visto che si tratta del venticinquesimo. E’ naturale quindi che l’apertura di questo numero novembrino sia anche un po’ celebrativa. Spazio perciò ai premi speciali: il rosso dell’anno è il Sardus Pater Carignano del Sulcis Arruga 2007; il bianco il Verdicchio dei Castelli di Jesi Vecchie Vigne di Umani Ronchi 2009; le bollicine sono quelle del Franciacorta extra brut 2005 di Ferghettina; il vino dolce è Cristina V.T. 2008 di Roeno. Cantina dell’anno è la siciliana Tasca d’Almerita; quella emergente è la Mattia Barzaghi  a San Gimignano; vino con il miglior rapporto qualità-prezzo è un Lambrusco di Sorbata , Eclisse, di Paltrinieri 2010; viticoltori dell’anno sono Sergio Mottura a Viterbo e Giuseppe Russo a Castiglione di Sicilia; infine il premio speciale per la viticoltura sostenibile è per il bolzanini di Magré Alois Lageder.

A seguire , un interessante articolo su un vino del Sud del Rodano, di sicuro interesse, anche se finora, almeno nel nostro paese, un po’ offuscato dallo Châteauneuf-du- Pape, il Gigondas: qui si tratta di una verticale del Prestige des Hautes Garrigues del Domaine Santa Duc (dieci annate dal 1995 al 2009).

La parte “vinosa” della rivista, alla quale limitiamo la nostra attenzione in questa rubrica, comprende ancora un servizio su arte e collezioni nelle cantine e una vetrina della Puglia nella rubrica “Bere bene”, con le schede di 21 buoni vini per tutte le tasche . Poi molti altri servizi di cucina, interviste, le consuete rubriche e, in chiusura, la tribuna di Bettane & Desseauve. Allegati la fascicolo, il ritorno del Gamberetto, dedicato ai bambini gourmet, e il supplemento “ A scuola con lo chef”.

 

 

Gambero Rosso, n. 239, dicembre 2011, € 4.90

Molto corposo il numero di dicembre, arricchito da un colorato supplemento dedicato alla cucina di Damiano Donati, miglior cuoco emergente del 2012. Si parla ancora dei primi venticinque anni del Gambero e dell’ “Eccellenza Italia”, accompagnati dagli auguri-intervista di Andrea Camilleri. Poi bollicine: oscar degli oscar a due spumanti piemontesi, il Valentino Brut Zéro Riserva 2001 di Rocche dei Manzoni e alla Riserva Brut 2006 di Coppo. Il “Bere bene” del mese è dedicato agli oscar regionali della Guida Berebene appena giunta in edicola e nelle librerie, con le relative schede. Poi è tutto cucina e turismo : il viaggio del mese è a Vienna. Il numero si chiude con una vasta appendice promozionale dedicata ai Borghi d’Italia e al progetto inter-regionale degli “Approdi di Ulisse”.  

 

 

Gambero Rosso, n. 240, gennaio 2012, € 4.90

E' per  Nigella Lawson, definita la cuoca più sexy del mondo , e la sua trasmissione su Sky (Gambero rosso channel) la copertina di un numero in cui la parte dedicata al vino è davvero ridotta ai minimi termini: un servizio , in apertura , intitolato “Verde Champagne”, dedicato alla sempre maggiore attenzione dedicata dalle maggiori Maison di Champagne verso l’ecosostenibilità , e la degustazione del mese dedicata ai “migliori” Champagne importati in Italia , 50 brevi schede di Champagnes millesimati e sans année (forse sarebbe stato opportuno precisare , “i migliori” tra gli Champagnes presenti alla manifestazione organizzata a Milano per la Giornata   dello Champagne a cura del Centro Champagne ), un articolo (con alcune belle fotografie) di cantine firmate da grandi architetti.. Poi nulla più. Alla rivista è allegato un ponderoso supplemento di oltre 200 pagine dal titolo “Sua eccellenza Italia, 25 anni di Gambero Roso”, con le schede delle (migliori? più rappresentative? più famose ?) aziende gastronomiche, vinicole e alberghiere selezionate dalla rivista. Poi tanta cucina, interviste , extravergini e conserve.

 

 

Gambero Rosso, n. 241, febbraio 2012, € 4.90

Gambero_141Il vino è rappresentato , su questo numero, da tre articoli. Nella parte centrale della rivista, la Rioja,   grande terroir ispanico, in cui è protagonista il tempranillo. In apertura, un servizio dal titolo “Uno contro tutti” sui migliori abbinamenti con una toma piemontese (13 vini e una birra) che va ad aggiungersi al secolare dibattito su vini e formaggi: sarebbe interessante sapere come sono stati scelti gli sfidanti .

Il terzo servizio è una degustazione verticale di 11 annate di Calcaia , il muffato di Barberani, dal 1986 al 2008 . Nella vetrina di “Berebene” torna la Puglia  con 40 etichette di tutte le zone, anche se principalmente salentine.Questa volta niente supplementi, ma diversi servizi dedicati alla cucina e alla sua comunicazione, e le consuete rubriche dedicate a ristoranti e trattorie, negozi di ghiottonerie, olii extravergini, e così via. In chiusura la tribuna di Bettane e Desseauve, alla quale si accenna nella discussione sulla “regola dei 10 anni” (Pubblicato il 14.2.2012).

 

 

Bibenda , trimestrale, anno X, n. 39, dicembre 2011, € 9.00

Bibenda_39Si apre con il Friulano, nuovo nome del Tocai grande vitigno del Friuli, con una degustazione dei vini delle annate 2009 e 2010, a  cura del nuovo acquisto, Daniele Cernilli, ex Gambero Rosso: livelli di qualità elevata con un picco di 93/100 per il Friulano del Collio di Toros, azienda di Cormons.

A seguire, miniverticali dei Franciacorta di Bellavista: Vittorio Moretti (1995, 2001 e 2004) , Gran Cuvée Pas Operé (1991, 1997 e 2005) e Gran Cuvée Brut (1993, 1998, e 2006). Grande servizio centrale di questo numero è quello dedicato al Rossese di Dolceacqua: degustazione orizzontale con i vini di diverse aziende storiche e nuove, e poi verticale del Vigneti di Arcagna Nino Testalonga, con ben 28 annate, dal 1970 al 2010. Poi: donne (ovviamente del vino) di Sicilia , con assaggi di bottiglie rappresentative, e un insolito servizio dedicato ad arte e ospitalità con i tesori d’arte raccolti da Guido Angelo Terruzzi nel polo museale di Villa Regina Margherita a Bordighera. Si torna al vino con il Cellarius di Berlucchi e i vini dell’azienda Falesco nel viterbese, del Borro a Sangiustino Valdarno, in provincia di Arezzo , e di Sassotondo, a Sovana , nella Meremma grossetana.

C’è ancora spazio per un servizio sui vini marchigiani dei Conti di Buscareto (Verdicchio dei Castelli di Jesi “Ammazzaconte” e passito, i rossi Bisacciole, Lacrimna di Morro d’Alba e il gradevole Brut rosé) e un altro dedicato all’azienda Dalle Vigne e agli champagnes da essa importati (Paul Goerg e Ployez-Jacquemart). Ancora spumanti, con gli champagnes di L.& S. Cheurlin, sulla Côte de Bar e ai sorprendenti sparkling d’Inghilterra (ricordate i nomi della Gusbourne Estate Vineyard e di Nyetimber, capaci di oltrepassare la soglia dei 90 punti), prima delle consuete rubriche , dedicate ai migliori vini per rapporto qualità-prezzo , il Magazzino delle emozioni e gli Appunti di degustazione (Pubblicato il 15.2.2012).

 

 

Wine Spectator, vol. 36, no.12, December, 15, 2011, € 11.15 (in Italia)

WS_dec2011Copertina dedicata al Malbec argentino , “uva dimenticata dal successo fenomenale”, come dice il titolo a centro pagina. E di fatti il Malbec, ovvero il cot proveniente  dalla Francia meridionale, in Argentina si è rapidamente e incredibilmente ambientato, dando vita a una serie di vini di estrema piacevolezza e qualità crescente. Le ultime annate non hanno raggiunto i livelli del primo quinquennio del 2000 (soprattutto del favoloso 2002), ma sono state di buona qualità media , e l’annata 2010 forse un tocco superiore alle tre precedenti. Spazio dunque al Malbec argentino, con i migliori selezionati da Nathan Wesley: al vertice un Malbec della Rio Negro Valley della Bodega Noemía de Patagonia del 2009, con 96/100. A seguire, con 94 punti, un Mendoza del 2008, il Corte u Nico di Viña Cobos. Top value un altro Malbec di Mendoza, della Napema: 91 punti per soli 19 dollari (poco più di 14 euro).Chiude il servizio la Guida  alfabetica ai vini argentini,sei fitte pagine (nome della casa, nome del vino, prezzo in dollari e punteggio di Wine Spectator).Personaggi del vino al centro di questo numero, lo svizzero Donald Hess, proprietario di molteplici aziende vinicole nel Nuovo Mondo (Argentina, naturalmente, e poi Australia, Sud Africa e California); i talentuosi fratelli Germain, emigrati da Bordeaux alla Loira, dove hanno dato vita al fenomeno Roches Neuves a Saumur-Champigny, nell’intento di far conoscere e apprezzare i grandi rossi da Cabernet franc e i grandi bianchi da Chenin blanc di questa regione (abbiamo già parlato del loro Insolite in una curiosa sfida “Italia-Francia 4 a 4",  pubblicata sul nostro blog il 4.12.2011); il viticoltore serbo Ivan Ivanovic, ritornato a Župa per far rivivere l’antica tradizione familiare. C’è ancora spazio per una vetrina sulla crescita dei vini di Washington e un articolo dedicato al caviale, oltre, naturalmente, che per la consueta Buying Guide, che chiude la rivista,: questa volta tocca al Barolo Falletto di Bruno Giacosa del 2007 (96/100) a far coppia con lo Champagne millesimato di Krug dell’annata 2000 (94/100) tra i vini collectibles , ossia da conservare (bere tra il 2014 e il 2032), Un altro Barolo, il Villadoria 2007, è compreso tra gloi smart buys del mese (92/100 per 28 dollari, circa 21 euro la bottiglia).Nella consueta rassegna, per l’Italia , sotto esame Montepulciano d’Abruzzo , Barolo, bianchi e vini da dessert siciliani, Montefalco e altri vini umbri. Tra le varie rubriche, segnalo l’osservatorio di James Laube, dedicato alla crescita dell’interesse per il vino in Cina: dopo la fiammata di Bordeaux e quella che sta per cominciare per i vini di Borgogna, i cinesi scopriranno presto i vini del Nuovo Mondo e, va da sé, della California. Infine Matt Kramer parla della sua cheese life e della scoperta dell’approccio “one cheese, one wine".

(Pubblicato il 16.2.2012).

 

La Revue du Vin de France, n. 558, febbraio 2012, € 8.00 (in Italia)

RVF_558Il cuore di questo numero è costituito dalle due grandi degustazioni nell’inserto centrale: la prima dedicata ai migliori vini da Chenin blanc della Loira, e la seconda alla grenache noir (“cépage du futur”) di tutte le regioni della Francia (dalla Languedoc alla Vallée du Rhone).Per quanto riguarda i primi, punteggio assoluto più alto di un moelleux del Domaine Huet , il Vouvray Le Mont Première Trie del 2009, che spunta 19.5 punti su 20. Subito dopo, un altro Vouvray, la Réserve   del Clos Naudin.Tra gli Chenin secchi è ancora un vino del Clos Rougeard, il Saumur Brézé 2008, che supera sul traguardo il Clos de la Coulée-Serrant di Nicolas Joly 2010. Delusione parziale per le bollicine: solo 15.5 punti per il Saumur brut di Thierry Germain e Michel Gevret, ritenuto il migliore   di un gruppo di crémant non esaltanti. Per i grenache,vertice per Château Rayas 2007, un grande Châteauneuf-du- Pape , che precede un altro vino della stessa appellation, del Domaine Marcoux (2009) e un eccezionale Côtes-du-Roussillon villages del Domaine Gauby, il La Roque  2009. Straordinaria performance di quest’ultimo territorio e dello stesso produttore, che afferra anche il 5° posto assoluto con un altro Côtes-du-Roussillon villages della medesima annata , il Coume Gineste. Per quanto riguarda il resto, segnalo una verticale di Sociando-Mallet, eccellente cru bourgeois dell’Haut-Médoc , dal 1995 al 2006 (vertice per il Sociando di un’annata generalmente ritenuta solo buona, la 2006, ma che, secondo Philippe Maurange, entrerà nella leggenda); faccia a faccia borgognone tra i Domaines Roulot e De Montille, questa volta per i loro bianchi (Puligny e Meursault), Cuvée 700 e champagnes “Lieu-dits” di Jacquesson; l’intinerario di viaggio nelle terre del Cornas ; Olivier Poussier raccomanda un bianco moelleux sull’anatra alla pechinese , le consuete rubriche .

(Pubblicato il 17.2.2012)

 

 

La Revue du Vin de France, n. 559, marzo 2012, € 8.00 (in Italia)

RVF_3.2012Apre questo numero una interessante intervista a Jean-Michel Boursiquot, specialista mondiale dei vitigni e della loro storia. Sapevate che il nebbiolo (con il lambrusco, il savagnin e l’arvine) fa parte del gruppo di vitigni geneticamente più simili alle viti selvatiche ancestrali? E che il merlot e il cabernet sauvignon sono “figli” del cabernet franc? E che chardonnay, aligoté, melon e gamay derivano da incroci tra il pinot nero e il gouais, vitigno originario dell’ex Jugoslavia , dotato di un vigore genetico eccezionale, tanto da essere all’origine di ben 120 vitigni diversi? Seguono un servizio su “Montreal passion vin”, la manifestazione filantropica con cui il Québec promuove il finanziamento degli ospedali basata sui grandi crus, e un’inchiesta sugli effetti occupazionali dell’industria vinicola : 800.000 posti di lavoro ( e i politici on ne parlano mai). L’expertise di questo mese è dedicata al territorio del Larzac nella Languedoc. Nell’inserto centrale in cartoncino leggero, dedicato alle degustazioni, questa volta spazio ai crus del Beaujolais e alle migliori 100 bottiglie dell’annata 2010 (vertice per il Moulin-à-vent Clos de Rochegrès di Château Saint-Jacques, con 19/20). Poi, i migliori bianchi secchi di Alsazia del 2010 : punteggio più alto per lo Schoffweg di Marcel Deiss , con 17/20, tra i bianchi derivanti da vitigni diversi nella stessa parcella, e per il Riesling Cuvée Sainte-Catherine di Weinbach, con lo stesso punteggio, fra i vini da un solo vitigno. Tra i grands crus, 20/20 per il Riesling Sommerberg E di Albert Boxler. La terza degustazione di questo inserto riguarda gli Châteauneuf-du-Pape 2009: primo posto per la Cuvée du Papet del Clos du Mont-Olivet, con 19/20. Le “scoperte” del mese riguardano questa volta il Muscadet, e poi: bianchi secchi ungheresi, buoni vini della Loira e cognac Tesseron. Il face-à-face è tra il Domaine Richaud e La Ferme de Saint-Martin, nel Rodano meridionale (rossi di Cairanne e Beaumes-de-Venise), con l’assaggio delle annate 2007-2010. La verticale del mese è per un Jurançon moelleux, Camin Larredya, annate dal 1996 al 2010. Ancora Sud, con l’itinerario, dedicato ai Paesi Baschi di Francia, il territorio dell’Irouleguy. Il “grande accordo” gastronomico del mese è tra un paté in crosta e il Saumur Champigny La Marginale 2009 del Domaine des Roches-Neuves. Ancora qualche pagina per il corso Jean-Charles Abbatucci, 18 ettari di vigna nel Sud della Corsica, nell’AOC Ajaccio, per gli investimenti finanziari nel vino, e naturalmente le consuete, numerose, rubriche (Pubblicato il 6.3.2012).

 




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