Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Libri: Guida ai vini di Israele e kosher del mondo

Rogov, D. (2011). Rogov’s Guide to Israeli and World kosher wines. London: The Toby Press, 2 voll, in cofanetto, $ 29.95

 

RogovIn elegante cofanetto, la nuova edizione della più famosa Guida ai vini israeliani, comprende due volumi. Il primo, più corposo, di oltre 600 pagine, è dedicato propriamente ai vini prodotti in Israele; il secondo volume, di circa 160 pagine, è la Guida ai vini kosher nel mondo, ossia quelli che seguono le norme ebraiche per la loro produzione. La vitivinicoltura israeliana è notevolmente cresciuta negli ultimi venti anni, sia in qualità che in quantità. I livelli medi di consumo nazionali sono in crescita, intorno ai 7 litri annui pro-capite, ma ben lontani non solo da quelli dei maggiori paesi produttori (Italia e Francia), che peraltro sono in discesa, ma anche rispetto a quelli di paesi di tradizione più recente, come l’Australia , che ha un consumo annuo pro-capite circa tre volte superiore. La produzione di vino di qualità in Israele è concentrata , al 90%, in alcune grandi case produttrici, come la Golan Heights Winery, con le sue serie Katzrin. Yarden, Rom, Gamla e Golan, ma buoni livelli sono ormai raggiunti anche da aziende di dimensioni minori, vere boutiques del vino.

Le aree di produzione del vino sono fondamentalmente cinque: la Galilea, cioè la parte più settentrionale, che giunge fin quasi in Libano e che comprende le Golan Heights, indubbiamente la regione più vocata per la viticultura, sia per l’altitudine, sia per il clima più fresco, per le forti escursioni termiche giorno/notte e per la natura dei suoli ; la Samaria (Shomron), sulla costa mediterrannea a sud di Haifa, a clima mediterraneo, con estati calde e inverni umidi, la regione più estesa per la vitivinicoltura; la regione di Samson (Shimson), situata tra le colline pedemontane delle Jerusalem Mountains e il Mediterraneo, che comprende le pianure centrali , con produzioni di qualità non eccelsa, la zona delle Jerusalem Mountains, dove l’altura e le condizioni climatiche favorevoli consentono la produzione di vini di qualità: qui un tempo si producevano soprattutto vini per usi sacaramentali, ma nell’ultimo decennio si è notevolmente incrementata la produzione di vini di qualità, con la nascita di numerose aziende, come Castel, Clos de Gat, Flam e altre, considerate tra le migliori di Israele. Infine il Negev, la parte più meridionale, una zona arida, nella quale fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile produrre vino, ma oggi, l’impiego di moderni impianti di irrigazione computerizzati, permette la coltivazione di molte varietà di uva da vino, soprattutto da vitigni internazionali. In Israele sono praticamente presenti tutte le varietà più note di uva da vino, dallo Chardonnay al Semillon, al Riesling al Viognier, tra le uve bianche, e, tra le rosse, oltre a Cabernet, Merlot e Syrah, anche Nebbiolo, Barbera, Sangiovese, e persino Pinot noir e Pinotage. Secondo Rogov, negli ultimi dieci anni, la vendemmia del 2008 è stata la migliore, seguita da quelle del 2003 e del 2005. La vendemmia 2009 è stata piuttosto disuguale, ma comunque abbastanza buona (87 punti su 100 in media), ma molto buona per i vini da Merlot.

Dopo un esauriente capitolo introduttivo,nel quale vengono brevemente illustrate la storia della vitivinicoltura in Israele, le diverse aree produttive e le principali varietà di uve impiegate , la parte più corposa del volume è dedicata alla rassegna delle migliori aziende vinicole con la descrizione dei vini prodotti, regione per regione. In chiusura, varie appendici : una breve guida alla degustazione, un glossario delle terminologia enologica e i contatti delle aziende esaminate.

Nel secondo volume Rogov parla dei principali vini kosher prodotti al di fuori di Israele, in altre parti del mondo. Che cosa sono i vini kosher? Sono quelli che rispettano scrupolosamente una serie di regole ben definite nella loro produzione , tali da poter essere consumati dagli ebrei ortodossi. La maggior parte di esse sono semplici regole di tipo agronomico, che possono essere facilmente accettate e applicate per qualsiasi vino, e soprattutto, che di per sé non esercitano alcun impatto negativo sulla qualità dei vini. E di fatti i vini kosher non sono necessariamente meno buoni di quelli non kosher. Più complicata da seguire è però la regola che impone che, dal momento in cui i grappoli d’uva giungono in cantina,   nessun individuo che non sia ebreo ortodosso possa entrare in contatto con il vino. Pertanto gli enologi che non siano ortodossi ( e sono la maggioranza) non possono maneggiare direttamente le attrezzature utilizzate nella produzione, né entrare in contatto con il vino, e conseguentemente hanno bisogno di assistenti ortodossi e di supervisori kashrut che li supportino . I vini che rispettano le procedure di produzione kosher devono poi riportare in etichetta un’apposita certificazione del rabbino. I vini mevushal, invece, sono vini che adottano una procedura diversa da quella kosher, per un verso meno impegnativa, ma sicuramente più sfavorevole alla produzione di grandi vini: un tempo il procedimento adottato era la bollitura, oggi è la pastorizzazione. Questa tipologia di vini è ovviamente di qualità inferiore a quella degli altri vini, ma diversi consumatori li preferiscono , soprattutto nei ristoranti e nei catering, dove non è possibile evitare che il vino sia maneggiato da non osservanti.

Il libro presenta i diversi vini kosher nel mondo seguendo due criteri: la tipologia del vino (rossi e bianchi secchi, champagnes e spumanti, vini rosé, da dessert) e i paesi produttori. E’ interessante scoprire che molti dei più grandi Châteaux bordolesi, come Léoville-Poyferré e Gruaud-Larose, a Saint-Julien, Malartic-Lagravière o Smith-Haut-Lafitte a Pessac-Léognan Pontet-Canet a Pauillac, Valandraud a Saint-Emilion, Giscours a Margaux, Guiraud e Coutet nel Sauternais producano vini kosher. Naturalmente, tra questi, non va dimenticato il ruolo importantissimo del Baron Edmond de Rotschild, proprietario di Château Lafite, nello sviluppo della vitivinicoltura israeliana. E in Italia? Tra i nomi più importanti tra quelli citati nel libro ci sono Feudi di San Gregorio in Irpinia e Falesco, nell’Alto Lazio, ma naturalmente i produttori sono molto più numerosi.

Tra i “Piccoli assaggi” di questa settimana sono presenti le schede di tre vini kosher israeliani (Pubblicato il 18.3.2012).

 

 




 Privacy Policy