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drink different

Bordeaux 2009 e Barbaresco su Wine Spectator

Wine Spectator, vol. 36, no.15, March 31, 2012, € 11.15

WS_Bordeaux_2009A Bordeaux e ai suoi grandi rossi dell’annata 2009 sono dedicate la copertina e sei diversi servizi nella parte centrale di questo numero. Il primo è un bilancio generale dell’annata, che WS considera, con i suoi 97 punti, appena una sfumatura al di sotto dell’annata 2000 (valutata 99 punti) e del 2005 (98) sulla rive gauche, mentre, per quanto riguarda la rive droite, l’annata 2009 (96 punti) è sempre preceduta dalle stesse due annate, ma con posizioni invertite (99 punti l’annata 2005 e 97 la 2000).Le valutazioni di James Molesworth collocano tra i top wines dell’annata pongono al vertice dall riva sinistra Latour (99) e subito sotto Haut-Brion , Lafite Rotschild, Léiville-las-Cases e Mouton-Rotschild (98), poi i due grandi Saint-Estèphe, Cos d’Estournel e Montrose, entrambi con 97 punti. Sulla right bank, vertice per Petrus (99), poi la rimonta di Cheval- Blanc , Le Pin e Trotanoy (98). Poi tutti Pomerol (L’Evangile, La Fleur-Pétrus e Certan) prima di trovare un altro Saint-Emilion (Angélus).Best value dell’anno è perà proprio un Saint-Emilion, Chateau Barde-Haut (93 punti per 40 dollari). Il secondo servizio è sui “secondi” vini: in fila les Forts de Latour (95), Le Petit Cheval (93)-ma non è una sorpresa. Manca dalla classifica il Clos du Marquis perché, giustamente, non è più considerato un “secondo” di Léoville-las-Cases.Segue , sempre a firma di Molesworth, una ampia disamina dei Bordeaux “non da palcoscenico”, assai più accessibili, che , in un’annata favorevole come la 2009,costituiscono davvero un buon affare. E’ poi il turno dei bianchi secchi e moelleux di Pessac-Léognan e di Sauternes-Barsac.Anche per loro grande annata: seconda, nel decennio, forse solo al 2001.Tra i primi, vertice per il bianco di Haut- Brion, poi il Pavillon blanc di Margaux, e i soliti La Mission-Haut –Brion, e Pape-Clément . Poi Smith-Haut Lafitte e il ritorno di Y , il secco di Yquem. Tra i moelleux, l vertice Guiraud e Suduiraut, incalzati dai due grandi Barsac, Climens e Coutet.Nella seconda sezione della rivista Bordeaux ritorna con un servizio dedicato alla Black Sheep , Jean-Luc Thunevin e un altro alla “nuova contessa” di Bordeaux, Sylvie Cazes (allusione all’acquisizione di Pichon-Lalande) e la Guida Alfabetica di tutti i Bordeaux 2009 con i relativi ratings. C’è ancora spazio per i ristoranti di Seattle, i Syrah di California (2009 da record in tutte le zone principali_ al vertice una Syrah della Sonoma, di Carlisle, e una di Paso Robles, James Berry Vineyard di Saxum),i materiali alternativi al vetro, i nuovi vini cileni a base di Syrah e Pinot noir . Poi la Buying Guide (stavolta nessun italiano tra gli Highly Recommended e i Collectibles di WS) e le consuete, numerose rubriche.Tra gli opinionisti, segnalo ancora una volta Matt Kramer , che interviene sull’orgoglio del terroir, spesso messo in ombra dalla fama delle aziende e dalla personalità dei wine-makers (continua).

(Pubblicato il 9.4.2012)

 

Wine Spectator, vol. 37, no.1, April 30, 2012, € 11.15

WS_BarbarescoBarbaresco e i grandi rossi del Piemonte nel titolo di copertina di questo numero primaverile di WS. E’ Bruce Sanderson, con due articoli, dedicati rispettivamente ai grandi personaggi del Barbaresco (da Angelo Gaja a Bruno Rocca) e ai migliori vini piemontesi (Barolo & Barbaresco, naturalmente, più Barbera e Dolcetto) , a delineare questo interessante report. Secondo Sanderson , quelle del 2001, 2006 e 2007 sono le migliori vendemmie dell’ultimo decennio in Langa, 95 punti per tutte e tre), seguite dal 2004, poi bene anche 2005 e 2003 (io sono meno convinto su queste ultime, ma è una mia opinione personale). A seguire, come di consueto, i Top wines, con otto Barolo nelle prime posizioni (al vertice la riserva 2004 del Bussia di Pianpolvere Soprano, 97 punti): primo Barbaresco, con il nono punteggio (95) l’Albesani 2007 della Cantina del Pino e il Punset 2007. Migliore Barbera l’Ai Suma 2009 di Braida (sedicesimo score della classifica), poi Uccellone della stessa annata e Dogliani Bricco Botti di Pecchenino 2008. Top value è un Dogliani DOCG, il Papà Celso di Marziano Abbona: 91 punti per 25 dollari.

Il secondo focus è dedicato ai vini e alla cucina della Corsica, firmato da Robert Camuto (buoni risultati per i bianchi e rosati del Patrimonio). Poi un interessante servizio su alcol e maturità nei vini nell’era del global warming: quanto pesa sulla qualità dei vini l’aumento delle gradazioni alcoliche? E’ giusto cercare di ridurle? Dopo un servizio dedicato all’azienda californiana di John Lassiter, il creatore del fortunato “Toy story”, i Riesling tedeschi dell’annata 2010 (al vertice un Auslese della Mosella di C. Von Schubert), e Best of West , un gioco di parole per indicare i migliori vini dell’Ovest (California, Oregon e Washington) a meno di 25 dollari la bottiglia. C’è ancora spazio per un interessante articolo sul futuro della rinata vitivinicoltura egiziana , che aveva beneficiato delle liberalizzazioni introdotte dal regime di Mubarak, di fronte alle nuove incertezze politiche del paese dopo la Rivoluzione. Poi la Buying Guide (stavolta Italia sugli scudi, con ben tre Barolo e un Barbaresco tra gli Highly Recommended e altri tre Barolo tra i Collectibles), e le consuete rubriche: Suzanne Mustacich si chiede se è finita la bolla del Bordeaux (continua) . (Pubblicato il 9.4.2012)




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