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drink different

Le riviste del vino: La Revue du Vin de France e Decanter

La Revue du Vin de France, n. 560, aprile 2012, € 8.00 (in Italia)

RVF_4.12Borgogna, Borgogna e ancora Borgogna in questo numero di aprile. Si apre con un’intervista a Jean Françosis e Raphael Coche- Dury, famosi vignerons di Meursault. Ai migliori Bourgognes blanchi village è dedicata la prima grande degustazione nell’inserto centrale. Ancora Borgogna più avanti con l’expertise di un territorio del mese, dedicata a Meursault,e con il faccia a faccia tra i Domaines de Courcel e Roblet-Monnot (Volnay e Pommard). E, se non bastasse, c’è ancora un articolo su Cellier aux moines , antico Domaine cistercense di Givry. Persino il ristorante del mese è un ristorante della Yonne. Vini d’Asta? E’ sempre la Borgogna in auge, con l’ascesa dei Montrachet.

Politica e storia non mancano in questo numero, con un’inchiesta sulle imminenti elezioni presidenziali francesi , nella quale ci si interroga che cosa pensano (e dicono) i candidati sul vino: Sarkozy, lo si sa, è astemio, tutti gli altri invece no, da Hollande, che accusa il governo Sarkozy di aver sacrificato le filiere vitivinicole, a Marine Le Pen, che ama soprattutto i bianchi. E poi, la storia. Il famoso critico gastronomico Courtine fu un collaborazionista durante l’occupazione tedesca?

In questo fascicolo: i “gioielli” a prezzo conveniente nelle grandi catene di supermercati, il grande Carignan dello Chateau Ollieux Romanis, itinerari turistici nel Pauillac, il grande abbinamento del mese (piccione arrosto e Mondeuse della Savoia). E poi, le altre grandi degustazioni dell’inserto centrale:vecchie annate dei Languedoc, le 50 migliori bottiglie di vini del Jura, comprendere il vino (l’assemblage), rhum St. Barth, la forza e la finezza del Minervois (Languedoc), buoni vini da 5 a 35 euro. Olivier Poussier , nella sua rubrica “L’accord minute” suggerisce un rancio secco di Couilloure con le acciughe salate. Per finire, le consuete altre rubriche (Pubblicato il 17.4.2012).

 

Decanter, vol 37, n. 5, February 2012, £ 4.20 (in Inghilterra)

Decanter_feb2012Naturalmente anche in questo numero c’è molta Francia. Si comincia con i Top value francesi (dall’Alsazia al Roussillon). A seguire, un’anteprima della vendemmia 2010 in Borgogna e le selezioni di Sarah Marsch: a Gevrey, cinque stelle per il Mazis-Chambertin di Confuron-Cotedidot e il Clos-Saint-Jacques di Armand Rousseau, a Morey-Saint-Denis, il Clos des Lambrays, a Chambolle- Musigny, Les Amoureuses di Georges Roumier, a Vosne-Romanée La Romanée-Conti (che sorpresa!), il Clos des Réas Vosne-Romanée di Michel Gros e Aux Malconsorts Cuvée Christiane del Domaine De Montille , a Nuits- Saint-Georges, Les-Saint-Georges di Robert Chevillon, due Corton, Les Grèves di David Croix e Le Clos du Roi del Domaine de la Vougeraie, due Pommard, l’Epenots di Courcel e Pezerolles di Lafarge, a Volnay, Clos des Chenes di Jean-Marc Bouley, il Clos de la Cave des Ducs di Benjamin Leroux e lo Chevret di Rossignol. Poi il profilo regionale dedicato al Gigondas, terroir emergente nel Sud del Rodano (cinque stelle per lo Château de Sainte-Cosme , il Domaine de Cassan e il Domaine La Boussière 2009). E’ dedicato alla Francia anche il primo panel di assaggio, e precisamente ai crus bourgeois del Médoc 2009 (vertice per lo Château La Haye, un Saint-Estèphe). Ancora Bordeaux con i bianchi delle Graves e di Pessac-2009 .

Quindi si passa al Nuovo Mondo, agli Stati Uniti: i rossi di Washington (grandi riuscite: Sorella di Andrew Will 2007 e L’Ecole No. 41 Perigee 2008) e Cabernet californiani 2008 (al vertice Volcanic Hill di Diamond Creek, Solo Siverado Vineyards, Red Rock Terrace Diamond Creek,Oakville Reserve di Mondavi). A un californiano di eccezione è dedicato il profilo di produttore: a Francis Ford Coppola e alla sua Inglenook. Il viaggio? Ancora States, in Virginia. Finalmente un po’ d’Italia: intervista a Jacopo Biondi-Santi. Infine, le consuete rubriche. Per chi investe in vino, focus su Angélus (annate 1985-2009).

(Pubblicato il 18.4.2012)

 

Decanter, vol 37, n. 6, March 2012, £ 4.20 (in Inghilterra)

Decanter_march_2012In continuità con il numero precedente, è ancora il Pinot nero al centro dell'attenzione della rivista nel mese di marzo. Dalla Borgogna si passa ai Pinot nero di altre regioni vocate per questo vitigno: Alsazia, Loira (Sancerre), Alto Adige, Germania, e, nel Nuovo Mondo, California, Oregon, Australia, Nuova Zelanda.Ai Pinot nero californiani del 2009 è dedicato anche il servizio successivo: un cinque stelle della Anderson Valley, a Mendocino , quattro a Sonoma (due della Sonoma Coast e due della Russian Valley), , uno di Santa Cruz. Poi si torna in Francia per il profilo di un grande Domaine borgognone di Morey-Saint-Denis, il Domaine Dujac. Ian D’Agata spezza una lancia a favore del Pinot grigio, e alla sua ingiusta fama di vino facile. Molto interesse per  i vini del Sud: le appellations del Languedoc in Francia e molta Sicilia (i migliori di Sicilia e i “local heroes”, le personalità del vino siciliano, da De Bartoli a Cos e Gulfi), poi il Marsala.L’intervista del mese è a Michel Chapoutier , le tasting guides sono sui Syrah cileni, i Rioja 2007, con tre Decanter Awards,e i rossi d’Argentina. Tornano ancora una volta Pinot nero (gli abbinamenti ai rossi di Borgogna) e la Languedoc, con il viaggio del mese, che questa volta tocca la regione di Pezenas. Per il vino da investimento ,questa volta, sono al centro di Champagnes di Krug: la “leggenda” di questo mese è un altro grande Borgogna, il Musigny grand cru del Comte de Voguë 1990. Infine le consuete rubriche (con gli assaggi di Steven Spurrier) e gli opinionisti. (Pubblicato il 19.4.2012)

 

Decanter, vol 37, n. 7, April 2012, £ 4.20 (in Inghilterra)

Decanter_aprile_2012Tutto Italia, questo numero speciale, come annuncia anche il titolo di copertina, Insiders’ Italy.E naturalmente è dedicato all’Italia anche il supplemento di 98 pagg.che lo accompagna. Vediamo: il numero si apre con un articolo di Richard Baudains, dal titolo “Territori inesplorati”. Sono quattro in Piemonte: quelli di Carema (Decanter Award, cinque stelle, per il Carema di Ferrando etichetta bianca del 2007); del Moscato d’Asti (cinque stelle anche per il Vigna vecchia Ca’d’ Gal 2010); del Dolcetto di Dogliani e del Timorasso; l’Alto Ad ige per il Lagrein di Gries (cinque stelle per il Lagrein di Niedrist 2009); le terre del Lambrusco DOC (ehi, ehi, cinque stelle per il Grasparossa della Tenuta di Pederzana e per il reggiano di Venturini Baldini) e quelle del Sangiovese di Romagna; del Salice salentino (per il rosati), Cirò (un Decanter Award per il “classico” di Santa Venere 2009), e il Cerasuolo di Vittoria (cinque stelle per quello di COS).Si continua con un servizio di Kerin O’Keefe, che sollecita la zonizzazione del territorio di Montalcino, vista la diversità dei vini prodotti (massimo riconoscimento per il Brunello 2006 di Gianni Brunelli a Montalcino, quelli di Caprili, stessa annata, a Tavernelle, Poggio di Sotto, a Castelnuovo dell’Abata e Sesti a Sant’Angelo) ; e poi il Lugana , definito da O’Keefe un vino bianco di livello mondiale con la finezza italiana. Pio Cesare è il produttore del mese (massimo riconoscimento per il suo Barolo 2007, ma molto bene tutti gli altri da uve Nebbiolo). Il Barbaresco dell’annata 2008 e la riserva del 2006 sono al centro del primo panel tasting (cinque stelle solo per il Tufo blu 2008 di Col dei Venti, ma ben 38 vini ne hanno ottenute quattro). Il secondo panel è invece per l’Amarone delle annate 2007 e 2008, con ben 8 Decanter Awards, a dimostrazione dei grandi livelli di qualità raggiunti. Il viaggio del mese è sempre in Italia, in Friuli, e anche l’analisi dedicata agli investimenti enologici mette a fuoco quelli italiani (Gaja e supertuscans). Sole enclaves non italiane in questo fascicolo, tutto dedicato ai nostri vini, che comprende anche un omaggio al purtroppo recentemente scomparso Giuseppe Quintarelli , grande firma dell’Amarone: il vintage report sul Rodano settentrionale, e le migliori scelte di vini sudafricani oltre le 10 sterline , oltre alle consuete rubriche e agli interventi degli opinionisti.

Veniamo ora al lussuoso supplemento , sempre dedicato al nostro paese. Si inizia con la fioritura dei “nativi”, dalla Nosiola al Coda di Volpe, si continua con i crus di Barolo e Barbaresco, le signore delle Langhe,e poi il Prosecco (cinque stelle per il Rive d’Ogliano extra-dry della Masottina, del 2010, l’Animae Brut Perlage, Vigna La Rivetta brut di Villa Sandi) , il Bardolino, il Chianti classico, l’altra Toscana, alla ricerca del nuovo Sassicaia (Decanter Award oper il Lombrone riserva di Collemassari 2007, Vallerana Alta Poggio Argentiera e Jessarte Guado al Melo, della stessa annata, e il Morellino Capatosta di Poggio Argentiera del 2009) . C’è spazio ancora per altri servizi: un omaggio all’Umbria, i vini da vigne vecchie (dal Piemonte alla Puglia e alla Sardegna), i maestri modesti (ossia i bravi enologi italiani, tanto diversi dalle grandi star internazionali ), i bianchi friulani ,”I love Lambrusco”(ma anche altri bianchi e rossi emiliani sia frizzanti che fermi), i migliori di Sicilia secondo Peter Mc Combie, i grandi vini dolci, e naturalmente si finisce con la grappa (Pubblicato il 19.4.2012).

 

Decanter, vol 37, n. 8, May 2012, £ 4.20 (in Inghilterra)

Decanter_may_2012Titolo di copertina dedicato ai migliori Bordeaux (Saint-Emilion e Pomerol 2009) e ai migliori vini da blend bordolesi nel Nuovo mondo.Si comincia proprio con questi ultimi e con i preferiti di Jon Bonné: per la California, quattro Decanter Awards (le famose cinque stelle), per due vini di Napa (Dominus 2008 e Continuum 2008), per il Clos du Cheval di Andrew Will 2008 e il Montebello di Ridge della stessa annata; nessuno in Australia, ma valutazioni lusinghiere per i blend dell’Australia occidentale; cinque stelle invece per un vino di Roberto De la Mota (già a Terrazas de los Andes), l’Unus 2008, uvaggio insolito di Malbec (70%) e Cabernet Sauvignon (30%). Ai vini della rive droite é invece dedicato il primo panel tasting di questo fascicolo: tre Award per Saint-Emilion (Beauséjour, Figeac e Beau-Séjour Bécot), nessuno per Pomerol.Abbondano invece i four stars.Ancora Francia , con il vintage report sull’annata 2010 nel Rodano meridionale. Grandi gli Châteauneuf-du-Pape, con ben 6 Awards in rosso e due in bianco, ma molto bene anche Gigondas e le altre appellations.Quindi Spagna : intervista a Telmo Rodriguez (grandi vini nella Rioja e Ribera del Duero), profilo di un mito iberico, Vega Sicilia, i migliori bianchi spagnoli (cinque Awards, di cui tre Rioja, un Rueda e un Ribeiro). Si fa avanti anche il vicino Portogallo con i grandi rossi del Douro, soprattutto della vendemmia 2009 (secondo panel tasting del mese): ben quattro i vini che ottengono la massima valutazione e vertice per la Reserva La Rosa di Quinta de la Rosa. C’é ancora spazio per il viaggio del mese, questa volta in Provenza, e per un’inchiesta sul futuro dei sommeliers nel mondodominato dai tablet. Poi le consuete rubriche (i ristoranti, i value picks del mese, l’enocollezionismo e le aste) e il punto di vista degli opinionisti. A chiudere, la “leggenda del mese” é un vino australiano: Hill of Grace di Henschke 1998. (Pubblicato il 21.4.2012)

 




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