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Libri: Sud Africa, grandi di Langa, Australia

Vini del Sud Africa

Swart E. & Smit I. (2009). The Essential Guide to South-African Wines. Terroir & Travel. Green Point (SA): Cheviot Publishing

Swart_e_SmitIl Sud Africa é un paese con una storia vitivinicola tutt’altro che recente: le prime vigne vi furono infatti impiantate da Jan van Riebeeck, un funzionario della Compagnia delle Indie, già nel 1652, ossia più di 350 anni fa, eppure, al di fuori del mondo anglosassone, i vini di questo straordinario paese sono ancora quasi del tutto sconosciuti. A colmare questa lacuna giunge questo bel libro di Elmari Swart e Izak Smith. E’ giusto però aggiungere tra gli autori anche il fotografo, Jaap Scholten, che firma le moltissime belle foto che corredano questo volume.

Elmari Swart è la fondatrice della Cheviot Publishing, ed è enologa diplomata alla Stellenbosch University. In questa seconda veste produce anche dei ricercati “vins de garage” (solo 1.200 bottiglie l’anno), con il marito. Izak Smit è invece un consulente agricolo con esperienze commerciali nel Regno Unito.

Il libro (250 pagine illustratissime) presenta un quadro molto dettagliato della vitivinicoltura sudafricana, organizzata in Wine Pockets, ossia in distinte aree geografiche , ciascuna comprendente specifici terroir caratterizzati da propri stili locali di produzione dei vini. Ogni pocket rappresenta una distinta area di coltivazione della vite , di cui vengono descritti terroir, i migliori produttori e i loro vini bandiera. Ogni pocket è inoltre corredato di mappe dettagliate e proposte di brevi itinerari di viaggio wine-oriented.

Il primo capitolo è una rapida overview sull’enologia sudafricana (storia, suoli, caratteristiche climatiche,varietà delle uve). Il secondo ( e più lungo capitolo) descrive i diversi Pockets (da quello di Cape Point alle aree di Stellenbosch e Paarl e ogni altra località del SudAfrica). Il terzo capitolo è dedicato alla degustazione e ai diversi stili di vinificazione; nel quarto si considerano l’acquisto del vino, le vendemmie, e gli abbinamenti cibo-vino. Infine, l’ultimo capitolo è dedicato lla conoscenza della cultura locale (viaggiare in SudAfrica, la cucina, gli alloggi).

La storia della vitivinicoltura sudafricana ha vissuto molte traversie, dalle prime esperienze di van Rebeeck. Dopo un inizio abbastanza incerto , nel quale l’uva era prodotta, più che per fare il vino, per decorare giardini e verande, un deciso salto di qualità si ebbe con l’arrivo, nel 1688, degli ugonotti francesi in esilio, prosperando notevolmente , specie alla fine del settecento, favorita anche dal blocco dell’esportazione di vini francesi in Gran Bretagna, a seguito delle guerre napoleoniche. Alla fine dell’ottocento buona parte dei vigneti fu distrutta de devastanti infezioni , poi la guerra anglo-boera, completò l’opera, riportando la vitivinicoltura sudafricana ai minimi termini. Ora, specie dopo la fine dell’apartheid, l’enologia sudafricana è di nuovo in rapida crescita (il Sud Africa è il nono paese produttore di vino del mondo), anche qualitativa, e ha dato vigoroso impulso alle esportazioni. In Italia una buona selezione di vini sudafricani è importata dalla Afriwines, una azienda attiva dal 2005 .

Chiudiamo questa scheda con alcuni assaggi di vini sudafricani, recentemente degustati, a base di Pinotage. In Sud Africa sono presenti molte qualità di uve importate dall’Europa: oltre alle varietà bordolesi, lo chenin blanc, il sauvignon, il riesling e il gewűrztraminer tra le varietà a bacca bianca.

Pinotage_11Il pinotage è il vitigno più caratteristico del Sud Africa, pur derivando, per incrocio, da due varietà non autoctone, il cinsault e il pinot noir. Il nome deriva dal fatto che in Sud Africa il cinsault era confuso con hermitage (syrah), sicché è entrato erroneamente nel termine composto creato per denominare la nuova varietà L’incrocio fu creato da Abraham Izak Perold, un professore di enologia all’università di Stellenbosch, nel 1925. I vini a base di Pinotage in purezza, specie se molto giovani, sono molto piacevoli e fruttati, con note affumicate e terrose molto caratteristiche, anche se un po’ rustici e, nelle versioni meno riuscite, con note olfattive di acetone non sempre gradevoli.

Quelli che abbiamo provato, sono invece molto buoni. Cominciamo da due Pinotage in purezza: si tratta delle annate 2009 e 2011 di Diemersfontein (entrambi importati in Italia), e sono prodotti nella zona di Wellington nel distretto di Paarl. Il vino della vendemmia 2011 si presenta di colore rubino alla vista, all’olfatto dà note di caffè , cioccolato e prugna, al palato è ricco, con tannini molto morbidi, molto piacevole (85/100). Il vino del 2009 si presenta su un registro più maturo, con note balsamiche, affumicate, è più speziato, caldo e molto vellutato in bocca, con tocchi di cioccolato, prugne nere secche, cannella (86/100).

IdiomConcludiamo con un Cap blend , ossia un vino che risulta da un uvaggio, nel quale, oltre a classiche varietà bordolesi, è presente una percentuale significativa di pinotage. In questo che vi presentiamo, l’Idiom Cap Blend del 2006, c’è un 31% di Pinotage, insieme con un 39% di Cabernet sauvignon, Cabernet franc (20%) e Merlot (10%). In genere questo tipo di blend è sottostimato rispetto ai più internazionali Bordeaux blend (Cabernet e Merlot) e ai Rhone blend (Shiraz, Mourvedre, Viognier), ma questo è davvero un vino interessante, con un naso molto intenso e balsamico, nel quale si avvertono frutti rossi , la banana, tipica del pinotage, pepe, erbe selvatiche; al palato risulta molto ricco, denso, minerale, con tannini setosi (89/100).E’ prodotto nella regione di Stellenbosch in vigne a 200-350 metri di altitudine sul livello del mare, su suoli a base di granito, su strati di argilla (Pubblicato il 7.6.2012)

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Barolo e Barbaresco.

NAtlanteon può mancare nella biblioteca dei wine lovers l’Atlante delle vigne di Langa, pubblicato da Slow Food Editore.Curato da Carlo Petrini,con la collaborazione di Vittorio Manganelli, questo bel libro (352 pagine, di grande formato, corredato da molte belle foto e numerose etichette), dopo una breve introduzione dedicata al Nebbiolo e alla storia dei due vini langhigiani per eccellenza, il Barolo e il Barbaresco, illustra , comune per comune, i diversi cru che hanno fatto la grandezza di questi vini. Si comincia dal Barolo, che fa anche la parte del leone, occupando circa i due terzi del volume, per poi passare ai comuni e ai cru del Barbaresco. L’illustrazione dei diversi terroirs è arricchita da numerose appendici, dedicate ai grandi personaggi del Barolo e del Barbaresco, a testimonianze , nonché preziosi indirizzi, di aziende, ristoranti, strutture che fanno ospitalità

 

AAVV (2008). Atlante delle vigne di Langa. I grandi cru del Barolo e del Barbaresco. Bra (Cn): Slow Food Editore, € 25.00.

 

Vini australiani.

Halliday_AustraliaE’ uscita, completamente revisionata, l’edizione 2012 del Wine Companion Book di James Halliday dedicata ai vini australiani: un librone, nel quale sono censite praticamente tutte le aziende che producono vino in Australia, in ordine alfabetico. Ciascuna contrassegnata con un numero da 1 a 5 stelle, indicante il livello di qualità complessivo, una breve scheda, con indirizzo, website, giorni di apertura, ettari di proprietà, enologo. Segue la descrizione dei vini migliori, elencati a seconda del numero dei bicchieri (fino a 5) che ne esprime la valutazione quantitativa. Appositi indici mettono in risalto i migliori vini della Guida , organizzati per vitigno, e le migliori linerie regione per regione.

I “Ten dark horses” di Halliday per il 2012 (le dieci aziende che hanno raggiunto i livelli di qualità più alti): Ballabourneen, Hunter Valley (SW); Bulong Estate, Yarra Valley (VIC); Burke & Wills Winery, Heatcote (VIC); Credaro Family Estate, Margaret River (WA); Crittendon Estate, Mornington Peninsula (VIC); Freeman Vineyards , Hilltops (NSW); Lamont’s Winery; Laurance of Margaret River, Margaret River (WA); Rocland Estate, Barossa Valley (SA); Sittella Wines, Swan Valley (WA).

Molto ricco, molto dettagliato, molto pragmatico.

Halliday J. (2012). James Halliday’s Companion Book 2012 edition, Prahran (Victoria): Hardie Grant Books, paperback,        $ 36.95.




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