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drink different

Riviste del vino sotto l'ombrellone

La Revue du Vin de France, n. 563, luglio/agosto 2012, € 5.90 in Francia, € 6.50 in Italia

RVF_luglio-agosto_2012E’ estate e, come tutti gli anni, arriva la rivincita dei rosé: vini Cenerentola, che alcuni continuano a considerare né carne né pesce, e però, quando se li trovano davanti, in una calda serata estiva, belli freschi e profumati, chissà perché, ci danno sotto , bicchiere dopo bicchiere. Dunque la prima grande degustazione dell’inserto centrale è dedicata ai 50 migliori rosé del Sud della Francia.Sorprendentemente, questa volta, non è la Provenza a farla da padrona, ma la Languedoc-Roussillon, con ben quattro vini tra i dieci con il punteggio più alto, ma al vertice , oltre al Palette di Château Simone (che non è una sorpresa), un rosé del Rodano, un vin de table Parisy di Château des Tours. Ancora: Olivier Poussier, nella sua rubrica dedicata agli abbinamenti, suggerisce un rosato di Couillioure con i peperoni.

L’altra grande degustazione è invece dedicata al Sangiovese toscano. E’ da un po’ che la maggiore rivista di vino francese sembra aver cambiato atteggiamento verso i vini di oltre frontiera, e , tra le regioni più amate, vi è certamente la Toscana. Brunello, Chianti classico e IGT 100% Sangiovese sugli scudi, dunque. Colpisce che non ci sia neppure un solo Nobile di Montepulciano.Top scores per i Brunello di Case Basse e Il Paradiso di Manfredi (sorprende un po’ la 2003) e ottime valutazioni anche per i vini di Manetti . A seguire, nella stessa sezione centrale, in carta colorata, i venti millesimi che hanno fatto la leggenda di Cheval Blanc (tra cui il mitico 1998, 20/20, di cui abbiamo parlato nel nostro servizio “Angeli e cavalli” il 17.2.2011 ) e una verticale della riserva di Beaucastel, Hommage à Jacques Perrin: come dice il sottotitolo, più un inno che un omaggio, a questo grande vino rosso , che rappresenta il trionfo del mourvèdre.Poi: il raro Beaujolais blanc,i bianchi della Côte de Bourg, vini argentini di assemblage,quindici vini bianchi per l’estate. Segnaliamo inoltre, in questo numero pre-estivo, decisamente ricco, il face-à-face, nel quale si confrontano sei grandi annate (dal 1937 al 1989) dello Châteu Gilette (vedi il nostro servizio dell'8.2.2012) e i Vouvray moelleux del Domaine Huet. Interessante anche l’ampio servizio dedicato ad una regione meno conosciuta dal punto di vista vitivinicolo, la Savoie e i suoi crus. Non mancate di leggere il servizio di apertura di questo numero, la Révelation del mese, sugli effetti della mondializzazione dei mercati del vino e le vicissitudini dei grandi Bordeaux, tra viaggi transoceanici e contraffazioni. Poi c’è ancora spazio per le vigne di Eguisheim (Alsazia), i vini di Yves Cuilleron (verticali di Condrieu e Saint-Joseph) e per un bell’itinerario di viaggio nella Champagne attorno ad Épernay.Infine le consuete rubriche, e i quiz sul vino per l'estate. Il grande “accord” è tra uno sformato di patate con aragosta e caviale con il saké Sachi Junmaï (!) .Chi vuol sapere di champagnes ultracentenari, legga la rubrica di Antoine Gerbelle (proprio in fondo alla rivista), in cui racconta, tra l’altro, del suo assaggio dell’incredibile Veuve Clicquot del 1840 “pescato” nel Mar Baltico 

  

Wine Spectator, vol. 37, no.3 June 15, 2012, $5.95

WS_june_15-2012La copertina di questo numero riporta in primo piano una serie di servizi dedicati a Sonoma, California: i migliori ristoranti e hotels, escursioni, cantine da visitare. Poi, in pInot noir della Nuova Zelanda, e i vini della Loira.Dunque, 22 pagine di Sonoma, con itinerari nella Sonoma Valley,a Carneros, nell’Alexander Valley, Dry Creek e Russian River.Per ognuna le schede di wineries e ristoranti, a cura di Maryann Worobiec e Tim Fish. A seguire , come recita il titolo del servizio, “Avanguardia” della Nuova Zelanda: i nuovi Pinot nero. Un ottimo 2010 , probabilmente migliore annata dell’ultimo decennio, un po’ sopra 2005 e 2007, a cui segue un 2011 sulla stessa scia positiva.Vertice per il Pinot noir di Martinborough 2010 di Ata Rangi : 94 punti, elegante, preciso ed equilibrato, un filo sotto il Marlborough di Greywacke.Poi James Laube delinea i ritratti delle migliori cantine. A chiudere, gli Chardonnay e i Sauvignon blanc neozelandesi delle ultime tre annate raccomandati da Maryann Worobiec . Veniamo dunque alla Loira, con i suoi bianchi, secchi e soprattutto moelleux, e i suoi sapidi rossi da Cabernet franc. Secondo Molesworth, che ha curato il servizio, grandi 2009 e 2010, ai livelli del 2005; 2011 eterogeneo, con valori vicini a quelli del 2007 e del 2008. Tra i preferiti sono soprattutto i Quarts de Chaume , i Coteaux du Layon e i Vouvray moelleux. Poi Sancerre, Savennières e Pouilly-Fumé tra i bianchi; Chinon e Bourgueuil i pochi rossi in classifica. Fermo restando che le preferenze sono preferenze e non si discutono, viste anche le annate considerate, stupisce però che, tra i bianchi non ci siano i grandi Savennières di Joly , i Pouilly Fumé di Didier Daguenau e i Sancerre di Alphonse Mellot ( o Cotat o Pinard o Vacheron), o i Vouvray del Domaine du Clos Naudin, e, tra i rossi, nessun Saumur-Champigny: come ignorare Clos Rougeard oppure Roches Neuves?

Come sempre, completano anche questo numero, le selezioni della Buying Guide e le consuete rubriche.Tra le pagine degli opinionisti, ricordiamo quella di James Laube, dedicata alla vendemmia 1982 di Bordeaux e il nuovo ciclo da essa aperto, e quella di Matt Kramer, che richiama l’importanza del consenso intergenerazionale e la necessità di essere consapevoli dei limiti delle degustazioni cieche: un metodo importante, forse indispensabile, ma spesso incapace di cogliere in profondità la vera qualità di un vino Stradivari.

 

 Wine Spectator, vol. 37, no.4 June 30, 2012, $5.95

WS30june2012“Il fascino della Borgogna” é il titolo di copertina di questo numero dedicato pressoché interamente alla Francia. Un primo servizio di Bruce Sanderson parla della Borgogna “accessibile”, ossia quella dei vini di grande qualità che possono essere acquistati a prezzi moderati: gli Chablis village, i Chorey-lès-Beaune,i Marsannay e i Mercurey, i Rully e i Saint-Aubin.Seguono quelli raccomandati da Sanderson. Poi la Borgogna piacevole: partendo da Beaune, come esplorare piacevolmente la Côte d’Or: alberghi, ristoranti,indirizzi. Ancora Bruce Sanderson sulla Borgogna: grandi rossi del 2009 ( e del 2008). Annata 2009 inferiore (di poco) solo al grande 2005 e sugli stessi valori (forse meglio) del 2002. L’annata 2010, che verrà distribuita in autunno, è di grande valore, intermedia tra 2008 e 2010: frutto maturo, tannini succosi, grande equilibrio. Nella personale graduatoria di Sanderson al vertice sono due vini di Chambolle: un Bonnes Mares e un Musigny grand cru, poi un Clos de Bèze. A 96/100 troviamo un Corton, due grand cru di Gevrey, un Richebourg e due Clos de Vougeot. Stupisce che nella lista dei migliori , a parte il Richebourg di Grivot, non ci sia alcun vino di Vosne-Romanée, ma le opinioni non si discutono. Dopo la Borgogna, ecco Bordeaux, con le prime valutazioni della controversa annata 2011. E’ James Molesworth a occuparsene. Grandissima annata per i vini del Sauternais (per lui superiori anche a quelli del 2010), sui livelli del 2009,mentre per i rossi, sia della left che della right bank, la qualità é paragonabile a quella del 2008. Top reds dell’annata 2011, con valutazioni tra 93 e 96/100, sono dieci vini, guidati da un magnifico Cheval Blanc:tre sono dei Pauillac premier cru , due Pessac-Léognan, due Pomerol, un Margaux, un Saint-Julien, e-naturalmente- un Saint-Émilion.Poi molta right bank, soprattutto Saint-Émilion: 9 dei 16 vini che hanno una banda di valutazione compresa tra 102 e 105 sono appunto dei Saint-Émilion.Nel Sauternais , vertice per Yquem e Rieussec, ma i migliori Barsac sono subito dietro.Un po’ di California con i migliori Zinfandel del 2009 e del 2010, tra i quali si distinguono quelli di Paso Robles. C’è ancora spazio per un articolo dedicato a John Kapon, aggressivo wine auctionist di New York, poi la Buying Guide: per quanto riguarda i vini della vecchia Europa, stavolta sono quelli del Rodano a spuntare le migliori valutazioni.Infine, le consuete rubriche e le pagine degli opinionisti.

(Pubblicato il 18.7.2012)

 

Wine Spectator, vol. 37, no.5 July 31, 2012, $5.95

WS_July_2012I migliori Chardonnay di California sono il tema principale di questo numero, come é anche evidenziato dal titolo di copertina. James Laube ha selezionato i 30 produttori più prestigiosi, presentandone le migliori etichette. Lo stesso Laube commenta in un articolo a seguire l’annata 2010: i migliori a Sonoma e Napa, un po’ sotto le grandi annate 2007 e 2009, sui livelli del 2008, poi Carneros e Santa Barbara. Top wines (con 96 punti) uno Chardonnay di Sonoma di Aubert del 2009 e uno della Russian River Valley di Shibumi Knoll della stessa annata, poi altri tre Chardonnay della Sonoma Coast, uno della Napa Valley e un altro della Russian River Valley appena un punto sotto. Poi: nuovi orizzonti in Australia, con Tempranillo e Vermentino che affiancano con crescente successo i tradizionali vitigni aussie (Shiraz in testa), con i vini raccomandati da Harvey Steiman: 98 punti (ullallà) per due Shiraz (uno di Barossa del 2008 e un altro della Eden Valley del 2006), e per un complesso Muscat NV di Rosewood Vineyards. Poi ancora moltissimo Shiraz e Chardonnay. Ancora Australia nella “retrospettiva” del mese, dedicata allo Chardonnay Yattarna di Penfolds, il contraltare bianco del mitico Grange, con le annate dal 1995 alle ultime del 2009 e 2010. Quindi i nuovi vini portoghesi secondo Kim Marcus: tutti del Douro i top wines, con al vertice un Touriga Nacional del 2009, ma i top values vedono la grande ascesa dell’Alentejo.Annata piuttosto difficile, quella del 2009 nel Douro, sotto i livelli di 2007, 2008 e 2004, ma ha dato vini equilibrati e di stile un po’ più leggero. E’ estate , e naturalmente via libera al barbecue: l’articolo “gastronomico” è infatti dedicato al grilling texano. Poi la consueta Buying Guide: Brunello di Montalcino nelle selezioni più prestigiose, quella dei vini Highly recommended (Le Chiuse riserva 2006, 96 punti), e dei Collectibles (Biondi Santi riserva 2006, con 97 punti).Molto bene, in genere, comunque, tutti i Brunello , specie le riserve,dell’annata 2006, con Caprili, La Fiorita, Ciacci Piccolomini, Pacenti, Poggiarellino e Castello Romitorio con le valutazioni più alte Infine le rubriche e le pagine degli opinionisti: James Laube parla degli “attimi fuggenti” della degustazione di un grande vino, Matt Kramer , nel suo “Fahrenheit 55”(cioè poco meno di 13 gradi centigradi) parla di rossi bevuti freddi, Ben O’ Donnel cerca di rispondere alla domanda se degustatori di vino si nasce oppure no.

(Pubblicato il 9.7.2012)

 

Decanter, vol 37, n. 10, July 2012, £ 4.20 (in Inghilterra)

Decanter_july_2012E’ il momento della Nuova Zelanda: anche Decanter , in questo numero, dedica un servizio ai migliori Pinot noir e un altro ai migliori bianchi della Nuova Zelanda.Grande annata 2010, per Decanter ben dieci Pinot noir, di cui cinque di Central Otago, guadagnano le fatidiche cinque stelle. Poi tre di Marlborough e due di Waipara. Al vertice, con i suoi 19.5/20, il Block 5 di Felton Road,intenso e di grande profondità. Ai bianchi (non solo Sauvignon, ma anche Viognier, Riesling, Pinot gris e vitigni insoliti come l’Albarino) è dedicato invece un servizio di Margaret Harvey –sua la selezione dei migliori- : tra questi un sorprendente sparkling dal nome Miru Miru (nome maori per le bollicine). Anche la Guida di viaggio del mese è dedicata alla Nuova Zelanda, e in particolare alla Central Otago , con mete, alberghi, ristoranti e top wineries. Restiamo nel Nuovo Mondo per un servizio dedicato ai bianchi australiani, con i dieci migliori produttori del paese secondo Huon Hooke.Poi si torna al Vecchio Mondo: innanzitutto Borgogna. Quello dedicato ai Premiers crus di Chablis del 2010 è uno dei due Panel Tasting del mese. Ben sette vini ottengono le 5 stelle: tre sono dei Mont de Millieu, tre dei Fourchaume, gli altri sono un Montée de Tonnerre (di Simonnet-Febvre), che ottiene anche il punteggio più alto, e un Vaucoupin. Ancora Chablis nell’intervista a Michel Laroche , noto produttore di Chablis , con espansioni in Cile, Sud Africa e California. Restiamo in Borgogna per l’altro tema proposto in copertina : “Value white Burgundy”, ossia bianchi di grande valore-e accessibili- di Borgogna.Curiosi e intriganti i suggerimenti su come acquistare un vino con la qualità di un Corton Charlemagne con il budget di unoi Chablis premier cru (oppure un Mâcon per un più costoso Meursault).Ancora Francia, con un articolo dedicato a rispondere alla domanda:”Come sapere quando stappare uno Champagne non millesimato?”, e poi l’altro Panel Tasting , banco d’assaggio dei vini del Médoc e di Saint-Émilion della controversa annata 2002: un’annata non in grado di rivaleggiare con i grandi millesimi, ma che ha avuto alcune eccellenti riuscite, con il vantaggio di essere sotto quotata. Infine i rossi di Cahors: è Ian D’Agata a occuparsene, che descrive l’ascesa di questo vino negletto, dopo l’esplosione avuta in Argentina dei vini da uve Malbec. C’è spazio per le consuete rubriche (gli investitori troveranno le consuete pagine dedicate alle novità sulle aste, i rendimenti dell’annata 2002 a Bordeaux, e gli aggiornamenti alle tabelle dei prezzi dei migliori Bordeaux dal 1961 ad oggi e le grandi annate di Porto vintage dal 1927). Chiusura, come sempre, con la Wine Legend del mese; Latour 1961 (oggi, tra le 2.600 e le 5.800 sterline la bottiglia nelle aste). (Pubblicato il 1.7.2012).

 

Decanter, vol 37, n. 11, August 2012, £ 4.20 (in Inghilterra)

Decanter_august_2012E’ tempo di crisi, e Decanter apre questo numero di agosto con un articolo dal titolo quanto mai significativo, “Fatti furbo”, nel quale si danno diversi suggerimenti su come cercare i vini di valore che costano poco. Il secondo articolo riguarda l’ascesa degli sparkling inglesi. La qualità migliora , ma i prezzi restano alti ed inoltre c’è il rischio che la costante espansione dei vigneti possa dar luogo ad un eccesso di offerta controproducente per lo sviluppo del settore.Il vintage report del mese è dedicato questa volta ai vini bianchi secchi della Loira: un’annata meno ricca di quella precedente, ma che ha dato vini freschi e meno alcoolici.Dalla Francia si passa alla Spagna, per il profilo di una storica azienda della Rioja, la Marquès de Murrieta.

Interessante l’articolo che segue, di Ian D’Agata, sull’importanza del colore.Come “leggere” il colore del vino?Tra gli esempi c’è anche un vino italiano, il rosa del Five Roses (ne parliamo anche nei “Piccoli assaggi” di questa settimana).Si avvincinano le Olimpiadi di Londra , e Decanter prova ad abbinare i vini selezionati per l’occasione alle varie specialità agonistiche: lo Chardonnay Löwegang di Lageder 2008 è abbinato al volley di spiaggia.Prima di passare alla Buying Guide, c’è una intervista ad Emanuela Stucchi Prinetti, di Badia a Coltibuono. I panel tastings del mese sono dedicati rispettivamente al Brunello di Montalcino 2007: denso, ricco e di gran corpo, ma povero di acidità, forse-secondo Decanter- non adatto a lunghissimi invecchiamenti. Due soli i five stars dell’annata, ma oltre 100 sono i vini di qualità buona oppure ottima. Grande performance dell’Albariño della Rias Baixas : ben otto i vini giudicati outstanding.Buona annata quella del 2011 per i Riesling tedeschi, forse un po’ meno concentrati di quelli del 2010, ma di ottimo livello. Anthony Rose indica quali sono i suoi preferiti.La Guida di viaggio del mese è dedicata alla Champagne. Come sempre, località, alberghi, ristoranti e cantine da visitare.Restano le rubriche e le pagine degli opinionisti: nella sezione dedicata ai collezionisti e agli investitori, si parla del flop della vendita en primeur dell’annata 2011 dei vini di Bordeaux, che ha toccato molti grandi nomi, come Cos d’Estournel, Cheval Blanc e Figeac, dell’accresciuta domanda di vini di Borgogna nelle aste e i consigli per investire bene nel vino.Grandi bottiglie: la leggenda del mese è uno Champagne, un Krug del 1928, il favorito di re Giorgio VI d’Inghilterra; Michael Broadbent parla di un eccezionale Vin de Paille del 1893.Infine, se n’è andato il nostro Aldo Conterno: Decanter gli dedica un ricordo di Kerin O’Keefe (Pubblicato il 18.7.2012).

 

Gambero Rosso, n. 246, luglio 2012, € 4.90

Gambero_luglio_2012Copertina dedicata a “La forza del gelato” (siamo a luglio), lo spazio vinoso è principalmente affidato a un confronto tra due dei migliori e più noti Verdicchio marchigiani: il Podium, Verdicchio dei Castelli di Jesi di Garofoli, e il Mirum , Verdicchio di Matelica dell’azienda La Monacesca: due verticali che mostrano come questo bel vino bianco marchigiano sia anche capace di reggere molto bene gli anni Al Franciacorta biologico del Barone Pizzini è dedicato il servizio che segue , poi ampio spazio per i sassi di Matera e le masserie di Puglia, le tapas ai mercati di Madrid, il cibo canadese,vari articoli di cucina (pesce azzurro e meringhe) . Un Frascati (l’Epos di Poggio le Volpi) è il vino migliore sugli spaghetti al pomodoro secondo l’”Uno contro tutti” del mese, dedicato agli abbinamenti. Devo confessare che questa rubrica mi sconcerta un po’. Non si capisce infatti come vengano selezionati i vini da provare in abbinamento al piatto-bersaglio. Sembra che ci sia un gruppo di amici, ciascuno dei quali porta una bottiglia di qualcosa, scelta in base a chissà quale criterio (personale? definito in partenza da qualcuno? teorico?) e poi si mangia e beve: molto divertente, come gioco tra amici, forse anche utile didatticamente, ma che senso ha? L’anteprima del mese affronta la controversa annata 2011 di Bordeaux. Tutto insieme, per la verità con assai scarso equilibrio : poco Pauillac , molto Margaux e Saint-Julien (uno solo) per la rive gauche , Saint-Émilion e Pomerol per la rive droite, tre vini del Sauternais , nessun vino di Saint-Estèphe , dell’Haut-Médoc, delle Graves e di Pessac-Léognan (mi correggo, c’è Château Pape-Clément, impropriamente classificato come semplice Bordeaux blanc). Francamente è un po’ sconcertante vedere Château Palmer tra le “novità” e vini come Lynch-Bages e L’Evangile tra le “promesse”. Comprendo che quello è lo schema adottato in questa rubrica, ma quando la sua applicazione rischia di produrre effetti un po’ paradossali, forse qualche ritocco servirebbe. Poi le solite rubriche e l’intervento di Bettane & Desseauve sul vino nel Mediterraneo .

 

 

Bibenda , trimestrale, anno XI, n. 41, giugno 2012, € 9.00

Bibenda_41Copertina enigmatica, quella di questo numero : un classico cruciverba vuoto, che allude al servizio di apertura, dedicato ai “vini passatempo”.Un gioco per l’estate che offre lo spunto per parlare di 21 vini, uno per ciascuna regione d’Italia.

Poi è il turno delle paste ripiene (tortellini & Co.) e i vini per accompagnarli al meglio. A seguire, l’annuncio e il programma (molto vasto e intrigante ) del 46° Congresso dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS), che si terrà a Roma l’1 e il 2 ottobre prossimi. Più avanti un servizio sui vini del Bibenda Day 2012 , ventitré gioielli enologici italiani e di oltre confine. Quindi due belle verticali, di due vini molto diversi: quella de I Sodi di San Niccolò, toscano (25 annate, dal 1980 al 2007), e di un vino di Calabria, il Duca di Sanfelice, una riserva del Cirò (11 annate, dal 1995 al 2009).Si va ancora più a Sud con i rossi del Faro: Faro e Rosso del Soprano di Palari (mini-verticali dell’uno e dell’altro) e poi in Umbria con i vini del Castello delle Regine, ad Amelia, in provincia di Terni.

Dopo il servizio dedicato al Gruppo Italiano Vini, apparso sul numero precedente, ecco un servizio su un altro gruppo di cantine (“Cantine che fanno gruppo”), quelle del Gruppo Fondiaria SAI.   Bibenda non trascura i vini che si producono all’estero, e questa volta si occupa di un grande interprete del tannat (Alain Brumont e il suo Madiran) e dei preziosi Riesling di Zilliken, con alcune annate storiche . Infine, le consuete rubriche: dagli olii ai distillati, le emozioni enoiche di Monica Carluccia e gli appunti di degustazione di Alessandro Brizi (Pubblicato il 2.7.2012)

 

Spirito di Vino, anno IX, n. 50, giugno-luglio 2012, € 6.00

SdV_giugno_luglio_2012E’ il numero 50 della rivista, nata come supplemento di Monsieur nel 2004. Spirito di Vino ha pensato di celebrare questo traguardo nel suo articolo di apertura, dal titolo “Cin cin…quanta numeri” attraverso altrettanti spumanti (uno per numero). Molti altri i servizi. Una lode ai benefici effetti del vino sul sistema cardiovascolare è quello di Stefano Reggiani, che illustra i risultati delle ricerche del biochimico Fulvio Ursini, che si interessa ai fenomeni dell’invecchiamento. A seguire, un reportage di Andrea Battilani sulla vendemmia 2010 nella Côte de Nuits, attraverso le impressioni riportate ai Grands jours de Bourgogne,tenutesi lo scorso marzo: qualità eccellente (e prezzi in ulteriore ascesa), quantità in forte riduzione (su questo argomento vedi anche le nostre note a novembre scorso fatte in occasione della vendita all’asta degli Hospices de Beaune).

I vini del Castello di Vicarello (miniverticali di quattro annate dal 2004) , Barolo Monfalletto di Cordero di Montezemolo (otto annate dal 1957, l’annata più vecchia , e il 2007),annata 2006 del Brunello di Montalcino, Brunello Belpoggio 2001-2010 (ultime annate, ovviamente, in evoluzione) ,“bianchi naturali” sono i temi “vinosi” dei servizi che seguono. E poi Cotidie Restaurant a Londra, il ristorante di Bruno Barbieri, e Spiritodivino, elegante ristorante enoteca, bed and breakfast di Montefalco. Molte le rubriche (Rossi & Co., Perlage, Alta gradazione, Esperienze…) con novità, anticipazioni, resoconti. In chiusura il supplemento Taste, il dopo Vinitaly (Pubblicato il 2.7.2012).

 

Terre de Vins, n. 18, luglio-agosto 2012, € 6.00 in Francia, € 7.10 in Italia

TdV18In copertina una odalisca danzante, vestita di rosa, annuncia il tema principale di questo numero, la moda dei rosé.E di fatti ai rosé è dedicata una delle due sélections Bettane + Desseauve , che occupano la parte centrale della rivista: i coup-de coeur, i 13 vini top e i migliori per ciascuna regione di Francia. L’altra degustazione, questa volta, riguarda i second vins di Pessac-Léognan 2009 e 2010. Il migliore? Le Clementin de Pape-Clément. Gli altri servizi: la saga di questo numero, una serie di articoli dedicati alle grandi dinastie del vino, è dedicata ai Faiveley di Nuits-Saint-Georges. Ancora Borgogna nell’intervista dedicata all’attore-imitatore borgognone Laurent Gerra , appassionato di vino e proprietario di vigne in Borgogna, nel Beaujolais e nelle Côtes de Provence.L’”incontro sul divano” è con Véronique Sanders, che dirige dal 1998 Haut-Bailly a Pessac Léognan,il terroir di turno è quello di Cassis, c’è molto Sud, in questo numero: Cap-Ferret, luogo di ritrovo dei vignerons di Bordeaux; le scisti di Faugères, nell’Hérault, polpi in tavola in Languedoc, degustazione di nuove cuvées a Montpellier.Si esce dalla Francia per un itinerario oltre Reno, a Mainz. Poi le consuete , numerose rubriche (Pubblicato il 19.7.2012).




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