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drink different

Le riviste del vino sotto l'albero

Gambero Rosso, n. 251, dicembre 2012, € 4.90

Si avvicina Natale e i titoli di copertina sono per il panettone, le ricette delle feste e i migliori spumanti, ma anche le grandi farine italiane degli antichi mulini a palmenti.

GR_251Vediamo innanzitutto la parte “vinosa” di questo numero.Non poteva mancare un servizio sugli Champagnes: questa volta si parla di quelli di Ruinart e delle sue antichissime crayères profonde fino a quaranta metri sotto terra.Vericale di Dom Ruinart ,Vertice per gli champagnes del 1988 (93/100), poi, naturalmente, il grande 2002, insieme con un sorprendente 1979.Poi una selezione di assaggi di 47 champagnes di varie Maison, da André Jacquart e Ayala a Veuve Clicquot. Per la rubrica “Uno contro tutti”, dedicata ai migliori accordi cibo-vino è la volta dello zampone. A vincere è il Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo di Cavicchioli, incalzato dal Classese brut di Monsupello Si finisce con l’”opinione “di Bettane & Desseauve, che da alcuni mesi collaborano con la rivista, che si occupa questa volta del delicato rapporto tra qualità e prezzo del vino.

Per quanto riguarda la sezione “food” del Gambero , ovviamente ampio spazio al Natale: panettone, innanzitutto (ma c’è un angolino  anche per il pandoro),regali di Natale, fughe gourmet, dalle Langhe a Modica, poi: riso e saké; i migliori ristoranti italiani in Europa e nel resto del mondo; mangiare a Montecarlo; grandi chef (è la volta di Paco Roncero,che ha esportato la sua cucina dalla Spagna a Hong Kong); viaggio gastronomico a Brooklyn; parmigiano reggiano, gli extravergini; i migliori ristoranti “da vino” d’Italia.Delle farine e dei molini s’è detto, poi, come sempre, la segnalazione dei migliori caffè.Infine, due supplementi alla rivista: le ricette delle feste di Roberto Petza e una guioda gastronomica  al Veneto.

Allegato al numero l'opuscolo sui migliori indirizzi per mangiare comperare nel Veneto.

(Pubblicato il 9.12.2012)

 

Gambero Rosso, n. 252, gennaio 2013, € 4.90

Gambero_gennaio_2013Un grande piatto di crostacei e frutti di mare campeggia sulla copertina di questo numero di gennaio, accompagnato dal titolo “Giochi di Capodanno”.Ed è proprio il sevizio di Stefano Polacchi , con le foto di Paolo Della Corte, dallo stesso titolo, ad aprire la rivista, con il menu di Gianfranco Pascucci, chef a Fiumicino.

Il cuore della parte vinosa del Gambero di questo mese è invece affidato alla grande verticale dei vini di Bruno Giacosa:le riserve di Barbaresco, Asili be Santo Stefano, e di Barolo, Rocche di Castiglione, Falletto e Vigna Rionda, dal 1971 al 2004.

Poi, per la rubrica “Bere bene”, i buoni vini sotto i dieci euro , gli oscar nazionali e regionali della Guida Berebne 2013. Ancora vino nell’”Uno contro tutti” di gennaio: questa volta è di scena il prosciutto di maiale nero calabrese e i migliori abbinamenti (un Lambruscob reggiano, quello di Ermete Medici).Infine grappa: da Berti a Nonino. Tutto il resto è cucina e gastronomia: le foto di Oliviero Toscani per il volume “Come in famiglia” dedicato alle migliori trattorie d’Italia dal Gambero Rosso e Contadi Castaldi; i piatti preferiti della cantante Silvia Mazza; il mondo delle polpette; specialità della Val di Fiemme,e , ancora, i viaggi: ristoranti di Praga, cucina e vini in Sud Africa. Chiudono il numero le consuete rubriche dedicate all’olio, al mangiare fuori, i migliori negozi gastronomici .

Allegata a questo numero, la mini-guida del Friuli-Venezia Giulia (ristoranti,vino,olio,formaggi,prodotti tipici)

(Pubblicato il 6.1.2013)

 

Wine Spectator, vol. 37, no.11, November 30, 2012, $5.95

WS_30nov2012Copertina dedicata ai vini della Valle del Rodano e alla eccezionale vendemmia del 2010 , e a Michel Chapoutier, grande personaggio di quella regione.

Si comincia con un servizio sulla cucina cosmopolita di Miami Beach e i migliori ristoranti della città.Poi è la volta di re Michel (Chapoutier) e dei suoi grandi vini del Rodano, ma anche di un numero rilevante di joint venture in altre regioni di Francia (Schieferkopf in Alsazia e Domaine Bila-Haut, nel Roussillon), in Portogallo e Australia. Di seguito James Molesdworth, che ha firmato anche il servizio dedicato a Chapoutier, fotografa la vendemmia del 2010 nel Rodano, a suo giudizio la migliore degli ultimi dieci anni, 2005 e 2009 inclusi (98 punti la sua valutazione).Quindi le migliori bottiglie . Al top dei rossi, nel Rodano settentrionale, l’Hermitage rouge 2009 di Jean Louis Chave (98/100), seguito a ruota da un Côte Rotie di Michel e Stéphane Ogier. Tra i bianchi, è ancora un Hermitage di Jean-Louis Chave , con lo stesso punteggio ,a guidare la classifica dei migliori. A sud, è uno Châteauneuf-du-Pape a occupare la posizione di vertice : questa voltasi tratta di un vino del Domaine de St.-Préfert, il Collection Charles Giraud del 2010, con i suoi 99 punti su 100, sia pure in coabitazione con un Gigondas (impressionante l’ascesa di questa appellation) dello Château de St.-Cosme, La Poste 2010. Tra i bianchi è invece il Vieilles Vignes di Beaucastel del 2011 (uno Châteauneuf-du-Pape blanc) il vino col punteggio più alto (96), insieme alla Cuvée spéciale Vieilles Clairettes 2010 di St.-Préfert. Ancora Rodano, con un servizio sui Condrieu di Château-Grillet e uno sul winemaker Philippe Cambie , dell’omonimo Domaine, e consulente di diverse altre aziende della regione del Rodano ed altre francesi e non solo.

C’è abbastanza spazio per altri tre servizi: uno sui migliori spumanti italiani, di Alison Napjus (Anna Maria Clementi di Càdel Bosco 2004 e Riserva Giulio Ferrari del 2001 i vini di vertice, con 91 punti); uno sui Merlot californiani e , infine, sul pranzo di Natale in Virginia. Quindi, la consueta Buying Guide.Due Barolo (il Gavarini Chiniera di Elio Grasso del 2008 e l’Arione di Gigi Rosso del 2007 tra gli Highly recommended, rispettivamente con 95 e 94 punti. Un altro Barolo, il Mosconi di Conterno Fantino, ancora del 2008, con i suoi 95 punti , è tra i Collectibles.

Italia purtroppo assente tra gli Smart Buys e i Best Values.

Completano il numero le solite rubriche e le pagine degli opinionisti: questa volta segnalo la pagina di James Laube sui pericolosi brettanomiceti, a cui si deve lo sgradevole odore di stalla che assume il vino che ne è contaminato.

 

Wine Spectator, vol. 37, no.12, December 15, 2012, $5.95

WS15dec2012Si tratta di un numero molto denso. In copertina il Pinot nero dell’Oregon, e poi Malbec argentini, viaggio nel Douro, rossi dello stato di Washington.

Si comincia con il Douro portoghese, a firma di Robert Caputo: dove bere e mangiare piacevolmente, gli alberghi e le residenze migliori. Ecco poi il Pinot nero dell’Oregon, un perfect match, come dice il titolo dell’articolo di Harvey Steiman.

Il servizio di apertura continua con: le venti wineries dell’Oregon da conoscere assolutamente, come invecchia il Pinot nero dell’Oregon, l’ABC del Pinot, ovviamente nella Williamette Valley e oltre.

E’ la volta , quindi, dei Malbec argentini, che, dopo alcune vendemmie sofferte, raggiungono con quella del 2010 la via della maggiore qualità. La lista dei vini raccomandati da Nathan Wesley vede al vertice un Finca Altamira del 2010, Malbec di Mendoza di Achaval-Ferrer , con i suoi 96 punti. Seguono di presso il Finca Bella Vista 2010 della stessa azienda e un rosso della Rio Negro Valley (Bodega Noemía de Patagonia) del 2010.

Passiamo ai vini di Washington:ultime vendemmie non ai livelli di quelle del 2006 e soprattutto del 2007 e 2008, ma comunque alti. 2010 e 2011 sono state annate più fredde dopo un caldo 2009, ma la qualità è egualmente molto buona.

Syrah al meglio, e di fatti sono tre Syrah a occupare le posizioni più alte nella graduatoria di Harvey Steiman. In particolare al vertice è un Syrah della Columbia Valley del 2009 di Charles Smith (97/100).A seguire i nuovi volti del vino di Washington.

Ancora due articoli “vinosi”: un servizio sul flagello Premox (premature oxidization di alcuni vini bianchi borgognoni) e uno dedicato a Francesco Ricasoli e alla sua famiglia, della storica casa chiantigiana.

E poi: tecnologia in cucina, la cucina-laboratorio di Nathan Myhrwold; il menu di Wine Spectator e , infine, la “crisi” del tartufo, sempre più raro e più costoso.

Eccoci finalmente alla Buying Guide. Stavolta non c’è nessun italiano nelle categorie più alte , ma ci sono il Villa Antinori rosso del 2009 e il Nebbiolo delle Langhe dei Fratelli Oddero della stessa annata tra gli smart buys. Ancora un vino del Piemonte, una Barbera del Monferrato dei Marchesi di Barolo, Maraia 2011, tra i best values, ossia i migliori acquisti a poco prezzo.All’interno , i vini italiani sotto esame sono: Barbera d’Asti e di altri territori, Dolcetto di Alba e Dogliani, Gattinara, Gavi, vini delle Langhe, Nebbiolo d’Alba, Moscato d’Asti, Roero Nebbiolo e Arneis ed altri piemontesi. Poi rossi toscani e spumanti.

Restano le consuete rubriche e le pagine degli opinionisti: James Laube parla delle aziende californiane nate nel 1972, mentre Matt Kramer ci dice che cosa avrebbe fatto se avesse saputo prima quello che sa ora.

(Pubblicato l’11.12.2012) 

 

Wine Spectator, vol. 37, no.13, December 31, 2012, $5.95

WS_top_2012Il numero di fine anno é dedicato alla classifica del Top 100, ovvero dei migliori vini del 2012 secondo Wine Spectator.

Vino dell’anno questa volta è un vino “rodaniano” della Napa Valley, il Relentness di Shafer Vineyards del 2008 (80% Syrah e 20% Petite Syrah), da una parcella di 14 acri impiantata nel 1994: 96 punti, che non è il punteggio più elevato in assoluto (questo primato spetta al vino quarto classificato, lo Chateauneuf-du-Pape di Clos des Papes del 2010, 98 punti), ma la graduatoria di WS non dipende unicamente da esso, bensì anche da altri criteri, non ultimo il prezzo, naturalmente negli Stati Uniti.

E’ infatti bene ricordare che i Top wines di WS sono tutti vini importati negli USA. E’ indubbio comunque che, in questo momento, i vini del Rodano del Sud sono quelli preferiti dai palati degli assaggiatori di questa rivista: al secondo posto c’è un Gigondas e al quarto, appunto, uno Châteauneuf-du-Pape (poi ancora un altro al 12° posto, con 97 punti, cioè più di quelli del vincitore, e un altro ancora al 16° posto, con lo stesso score del Relentness).Bisogna scendere al quinto posto per trovare un Bordeaux, ed è un Sauternes , e l’unico Pinot noir nelle prime dieci posizioni è uno della Williamette Valley, Oregon (dove sei Borgogna?). Primo degli italiani, in nona posizione, un Brunello di Montalcino, il 2007 di Ciacci Piccolomini di Aragona: per trovarne un altro, bisogna arrivare alla 17° posizione, con il Barbaresco 2007 de Il Punset.

Altra graduatoria è quella dei 100 Outstanding Values ( vini con i più alti scores a poco prezzo, cioè meno di 20 dollari. Tra i rossi al vertice un Bandol del Domaine de l’Olivette (Châteauneuf non è poi lontana). Tra i bianchi, a vincere, è uno Chardonnay del Maconnais.

Poi: champagne e altre bollicine (al vertice il Clos du Mesnil di Krug del 2000, 98 punti), i migliori spumanti d’America (96 punti per un vino della Williamette Valley,A seguire, la Buying Guide.Nessun italiano nelle categorie di maggior prestigio, ma un bianco iripino , il Fiano di Vesevo 2011, tra gli Smart Buys (90 punti). Non resta che lo spazio per le consuete rubriche, i libri, i commenti degli opinionisti e un servizio sulla Wine Experience 2012 di New York. 

(Pubblicato il 22-12.2012) 

 

 La Revue du Vin de France, hors série n. 23, novembre 2012, € 7.90 in Francia, € 8.00 in Italia

RVF_hors_srie_23Copertina intitolata “La cantina ideale” con le migliori 500 bottiglie,questo numero “fuori serie” comprende molti articoli interessanti.

Si comincia con l’intervista a Jean-François Piège, talentuoso chef del ristorante parigino Thoumieux, per poi passare a un bel servizio forografico dedicato alle iscrizioni, ai graffiti e ai disegni che decorano le mura delle antiche crayères della Champagne.

A seguire il dossier cognac, con una serie di articoli sul suo terroir e la carta dei suoi crus, su come degustare per apprezzarlo al meglio questo distillato, e infine sulle migliori riserve di cognac.

Al centro di questo numero, due servizi dedicati ai due Châteaux recentemente promossi a premiers crus classés A di Saint-Émilion, Château Pavie e Château Angélus, a ciascuno dei quali è dedicata una verticale delle migliori annate.

Jérome Baudouin presenta il suo diario dei suoi 10 giorni di viaggio in Cina alla scoperta delle nuove regioni viticole e delle nuove aziende cinesi: un servizio molto interessante per comprendere meglio i cambiamenti che hanno investito la Cina e il continente asiatico.

Quindi è la volta della rassegna delle migliori bottiglie dell’anno: estere, e naturalmente soprattutto francesi, dalle sorprese ai vini di sogno, per concludere con le migliori bollicine della Champagne e della Loira.

Completano il numero vari articoli brevi di attualità,come la guerra fredda dei costruttori di armoires à vin contro le multinazionali del freddo,libri e news, oltre ad alcune pagine dedicate allo shopping (bicchieri ed altri accessori per il servizio del vino).

(Pubblicato il 12.12.2012)

 

La Revue du Vin de France, n. 567, décembre 2012-janvier 2013, € 6.20 in Francia, € 6.50 in Italia

RVF_dec_2012La parte maggiore di questo numero è dedicato ai più grandi rossi di Borgogna. Vi sono presentati i 50 migliori Domaines e le loro cuvées più abbordabili e quelle di maggior prestigio.Nella ristretta cerchia dei Domaines d’exception: Leroy, Confuron-Cotetidot, Georges Roumier, Trapet père et fils, La Romanée-Conti, Jacques-Frédéric Mugnier, Bernard Dugat-Py, Georges de Vogűé, Armand Rousseau, Emmanuel Rouget, Laurent Ponsot, Clos des Lambrays, Clos de Tart, Dujac.

Nella sezione centrale, dedicata ai banchi d’assaggio, i migliori Champagnes secondo il giudizio della RVF. Al vertice, con 19.5/20 il Cristal 2002 di Roederer, e subito dopo il, Rosé Dom Pérignon 2002 e il Blanc de noirs extra brut Aÿ Vezelle Terme 2002 con 18.5/20. In mezzo un Coteaux-Champenois rougedi Aÿ, La Cote aux Enfants 2009 di Bollinger, con 19/20.

Poi, nello stesso inserto,le schede dei migliori Saint-Émilion dopo il nuovo classement, partendo dai premier grand cru classés A, ai classés B e ai semplici grand crus classés.Ancora: vini ciprioti; l’appellation Maranges, cenerentola della Côte d’Or e le sue migliori riuscite;vendemmie tardive nella rubrica “capire il vino”.

Altri servizi interessanti: vini su misura, il fenomeno Crushpad, che permette di confezionare e acquistare vini di assemblage di proporia scelta , e le iniziative europee, pilotate da Château Lynch-Bages; intervista ad Alexandre de Lur Saluces, ora allo Château de Fargues, dove tenta di rinnovare i fasti di Yquem; itinerari provenzali, a Baux-de Provence, i vini di Maury. Infine le consuete rubriche, su ristoranti, wine bar, libri, e le pagine degli opinionisti.

(Pubblicato il 13.12.2012)

 

Decanter, vol 38, n. 3, December 2012, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanter_dec_2012Molta Francia, come sempre, in questo numero. In copertina sono in primo piano i Best-value Bordeaux, vale a dire quelli con il più conveniente rapporto qualità-prezzo.All’interno, un ampio servizio dedicato ao migliori Bordeaux del 2012 (cru bourgeois, Saint-Émilion e Pomerol del 2009 e Médoc grand cru del 2009e del 2002). Più avanti, uno dei panel tasting é dedicato ai Blaye, ai Côtes de Bordeaux e ai Côtes de Bourg del 2009. Anche per il profilo del produttore del mese si resta a Bordeaux, con Chateau Grand-Puy-Lacoste.Poi Borgogna.: l’altro panel tasting é dedicat ai migliori Vosne-Romanée del 2010 (vertice per il cru Malconsorts del Domaine Dujac e Les Petits Monts di Latour, con 18.75/20); l’intervista é per il carismatico Laurent Ponsot e alla sua lotta contro i falsari (“Le società d’Asta non fanno tutto il possibile”).E’ la volta della Champagne: se ne parla in un interessante articolo storico, che rievoca la più drammatica vendemmia della sua storia, quella del 1914. Poi, vini iberici:gli Sherry scelti da Sarah Jane Evans e itinarario di viaggio nel Douro e ad Oporto. Da leggere un interessante articolo di Jancis Robinson, autrrice di un noto libro sui vitigni del mondo, sulle 10 varietà di uva da assaggiare assolutamente. Tra queste ci sono anche il nostro Primitivo (ovvero Tribidrag, Zinfandel o Crljenak Kaštelanski) , il Vermentino (o Pigato o Favorita) e il Carignano/Mazuelo. C’é spazio anche per un po’ di Nuovo Mondo:il vintage report del mese é dedicato ai rossi dell’Australia meridionale del 2010. Un po' d'Italia? C'é la guida (sponsorizzata) al territorio di Montecucco. Infine le consuete, molte rubriche , la Decanter wine legend ( stavolta é il Petrus del 1945). Per chi considera il vino anche un investimento ci sono i consigli di Joe Roseman.

 (Pubblicato il 21.12.2012)

 

Decanter, vol 38, n. 4, January 2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanter_jna_2013Numero molto vario, questo di gennaio.Ovviamente siamo in periodo natalizio, ed ecco allora i vini delle feste (“40 fantastici vini molto convenienti”) e un servizio sul Natale in Borgogna (la cena di Natale dei Roulot e dei De Montille a Meursault). La Borgogna ritorna nel primo dei due panel tastings del mese , con i Meursault del 2010, e nella sezione riservata ai collezionisti, dove John Stimpling parla delle paure sull’ascesa dei prezzi dei vini borgognoni. Altri territori: vini libanesi; grosses gewächs (sta per grand cru) tedeschi della grande annata del 2011; un bell’itinerario di viaggio nel territorio di Wachau, in Austria; poi, nei rimanenti  panel tastings di questo numero, Pinot neri di Marlborough (Nuova Zelanda) e Champagnes millesimati del 1992 e 1993; Porto tawny di venti anni. Bordeaux é nell’intervista a Philippe Dalluin, direttore dello Château Mouton-Rotschild, un po’ d’Italia é in un’altra guida sponsorizzata dedicata al Friuli. C’é poi un bell’articolo sui vini dolci, nel quale Natasha Hughes illustra le varie tipologie di vini dolci , dalle vendemmie tardive agli ice-wines. Infine le consuete rubriche e la leggenda del mese, dedicata al Porto Taylor’s vintage del 1927.

(Pubblicato il 22.12.2012)

 

 

Terre de Vins, n. 20, novembre-décembre 2012, € 6.00 in Francia, € 7.10 in Italia

TDV20In copertina, al centro: Bollicine da festa, dedicato agli Champagnes. Si tratta della selezione di Bettane &Desseauve, ripartita in diverse sezioni: i migliori qualità/prezzo (coup de coeur: Coquelicot Berthemès, 16.5/20), i biologici (coup de coeur, il Mailly grand cru di Francis Boulard, 17/20),i magnum (Brut Réserve di Charles Hedsieck, 16.5/20), da aperitivo (Grand cru Blanc de blancs Marie Lancelot 2006 di Lancelot-Pienne, 17/20),da pasto (Elisée 2006 di Pierre Bertrand, 16.5/20), rosé (Brut Rosé Jean Lallenment, 16.5/20).

Sempre a proposito di Champagne.c’è l’intervista ad Amélie Nothomb, scrittrice belga molto popolare in Francia, grande amatrice dello Champagne, e la saga del mese è dedicata azd Alain Thiénot, dell’omonima Maison di Champagne. Ci sono poi i Crémant delle varie regioni di Francia, sette “pepite” a meno di 7 euro la bottiglia.

Poi: le nuove star di Saint-Émilion, con un servizio dedicato agli Châteaux che sono stati “promossi” nella nuova classificazione dei grands crus.Nella parte centrale è ancora Bordeaux, con il palmarès dei migliori Médoc a meno di 50 euro la bottiglia (al top un Saint-Julien, Langoa-Barton 2010, con 18.2/20, poi, distaccato, Batailley 2010, un Pauillac, con 17.3/20).

Altri territori alla ribalta, in questo numero: il Beaujolais, con l’incontro con Georges Duboeuf, la Loira , per i Bourgueuil del Domaine de la Chevalerie, l’Alsazia (escursione a Starsburgo) e il Valais svizzero. Poi è la volta dei migliori ristoranti di Montpellier, dei cognacs millesimati e le consuete rubriche.

(Pubblicato il 22.12.2012)

 

Terre de Vins, hors-série décembre 2012, € 7.00 in Francia, € 7.10 in Italia

TdV_21Bel numero hors-série (la rivista è bimestrale, e pubblica, oltre ai sei numeri canonici, altri due numeri fuori-serie l’anno), interamente deedicato ai vini dolci naturali del Sud . “Douceurs du Sud” è il titolo di copertina. Si comincia con l’ABC delle parole dei vins doux naturels (VDN) e la cartina dei terroirs delle varie appellations, dal Beaumes-de-Venise al Banyuls.Di seguito, cinque noti sommeliers spiegano come si degusta un vino di questa tipologia, da un Rivesaltes “storico” del 1914 o un Maury del 1925 ai nuovi Rivesaltes rosé dell’annata.Poi: intervista ad Alain Marty, fondatore di Wine & Business Club, e proprietario di una casa a Banyuls-sur-Mer; la guerra delle grandi marche per i VDN nella grande distribuzione; grandi Rivesaltes al Domaine de Rancy; la saga dei Cazes a Rivesaltes. E’ poi la volta del grande terroir di Banyuls “a tre dimensioni” (suolo, clima ed esperienza umana) secondo Bernard Saperas; il GICB (Groupe interproducteurs Collioures et Banyuls) e il dinamismo commerciale del Cellier des Templiers, che rappresenta oggi il 70% della produzione del GICB.Seguono un’ ampia degustazione di vini dolci naturali coordinata da Michel Bettane (al vertice un Maury hors d’âge della Préceptorie de Centernach) ed un’altra di Muscat de Noël , ovviamente del 2012 (punteggio più alto quello del Domaine Rière Cadène, con 17/20). Quindi gli itinerari di viaggio: il primo è nelle terre del Banyuls (dove andare, mangiare, bere, dormire) , il secondo in quelle del Maury, e infine quelle del Rivesaltes.Chiudono il numero un servizio sulla cucina dello chef Christophe Comes alla Galinette di Perpignan e un altro sugli abbinamenti tra formaggi e VDN.

(Pubblicato il 7.1.2013)

 

Bibenda , trimestrale, anno XI, n. 43, dicembre 2012, € 9.00

Bibenda_43Accompagnato da un ricco supplemento di 128 pagine interamente dedicato al Friuli,questo numero della rivista dell’AIS si apre con un servizio sui cibi e i vini “col botto”, ossia di lusso, per celebrare il Capodanno all’insegna dell’ottimismo . Vale a dire che chi non può pemetterseli (un etto di caviale Beluga del Mar Caspio, 2.500 euro l’etto, una bottiglia di Champagne Dom Perignon Oenothèque del 1992, 1.200 euro) deve rassegnarsi ad essere pessimista. Poi finalmente si parla di Chianti, e precisamente di Chianti classico , grande rosso toscano, che si vede sempre meno (ahimé) sugli scaffali delle nostre enoteche : sotto esame sono annate 2009 e 2010, e, per le riserve, il 2008 (per le riserve). Al vertice il Vigna del Sorbo di Fontodi del 2009, con 92 punti; poi, subito dietro, con 91, la riserva 2008 di Monsanto e quelle  di Capannelle e del vigneto Rancia di Felsina del 2009, il Chianti classico “base” di Querciabella del 2010 . Ancora Toscana, a seguire, con un ampio servizio sui “tre scrigni” (Colemassari, Grattamacco e Poggio di Sotto). Poi si passa ad altre regioni:Trentino, con la cantina La Vis, e le altre cantine (toscane) associate ,Villa Cafaggio a Panzano in Chianti  e Poggio Morino, a Scansano; Valtellina, con una verticale di Sfursat 5 stelle, dal 1989 al 2009 (al vertice proprio il 1989 con i suoi 95 punti, poi, con 93, 1995,2001 e 2007); Veneto, con i vini di Rocca Sveva; Sicilia, con le migliori Malvasia delle Lipari e i dolci da abbinare ; i Barolo e gli altri vini langhigiani di Terre davino .

Continua, in questo numero, la serie dei servizi dedicati agli importatori di Champagne.: questa è la volta di Sun Import, cone sue etichette (Jacques Lassaigne,Charles Dufour,la cooperativa Le Mésnil, Nathalie Falmet, Arlaux,Vve Fourny & Fils, André Clouet, con il suo Champagne Un jour de 1911 al vertice, con 93 punti su 100). La parte internazionale della rivista è dedicata al Canada orientale (non solo icewines, ma anche eccellenti Riesling e altri ottimi bianchi da uve Chardonnay e rossi da Pinot nero e uve bordolesi, C’è spazio per un articolo dedicato alla Guida di Bibenda,ed altri dedicato ai benefici effetti del vino e alla guerra dell’olio tra Italia e Spagna, nonché alle consiete rubriche di degustazione , dagli Appunti al Magazzino delle emozioni, più olii e distillati.

Un rapido sguardo al supplemento dedicato al Friuli. Si comincia con il Carso, poi è la volta di Aquileia,quindi, via via, si passa agli altri territori, da Lison-Pramaggiore a Latisana . Le Grave, Isonzo , Collio e i Colli orientali.Altri servizi sono dedicati ai cibi tipici del Friuli e a Trieste capitale del caffè. Si chiude con i grandi vitigni friulani.

(Pubblicato il 6.1.2013)

 

Spirito di Vino, anno IX, n. 53, dicembre 2012-gennaio 2013, € 6.00

SdV53Questo numero esce con il supplemento Fine Spirits, dedicato ai distillati.In copertina:Fare affari in Oriente, poi brindisi con lo champagne, Barolo Mascarello, trippa e spumanti Berlucchi, Nebbiolo top, fisica delle bollicine.Di Oriente si parla nell’editoriale del Direttore Franz Botré e nei servizi di apertura: la cronaca del debutto a Hong Kong dell’edizione asiatica della rivista e in Tendenze. la scoperta dei vini rossi in Cina.Poi molte bollicine: gli champagnes dei Baroni de Rotschild, laboratorio champagne negli studi di Gérard Liger-Belair , spumanti di Franciacorta al Park Laurin di Bolzano, le riserve di Laurent-Perrier; il matrimonio d’amore degli spumanti Berlucchi con la trippa nella cena organizzata dalla casa vinicola nel cinquecentesco Palazzo della Lana a Borgonato con due grandi chef; cuvée R.Lalou di Mumm. Poi tocca al Piemonte, con due servizi: il primo dedicato alla grande verticale dei cru Monprivato e Ca’ d’Morissio di Mauro Mascarello (al vertice il Ca’d’Morissio 2004, con 98 punti, poi il Monprivato 1989 con 97); il secondo ai migliori vini da Nebbiolo : Barolo 2008 e riserve (del 2006 e 2007); Barbaresco 2009 e riserve del 2007 e 2008; Roero 2009 e riserve del 2008 .Al top il Barolo Ca’ Mia 2008 con 94 punti su 100.

Poi Toscana: Gelasio Gaetani d’Aragona Lavatelli e la sua Ex vinis, Coevo, il “Chianti di domani” di Cecchi e il ritorno del fiasco chiantigiano secondo Ruffino. Poi ancora servizi sull’articolo 62 e i suoi effetti sulle enoteche e nella grande distribuzione, vino e grandi orologi, profumi di erbe e grande cucina da Enzo e Velentina a Torri di Quartesolo, e , naturalmente, le molte rubriche di sempre.

Nel supplemento Fine Spirits: Whiskies vecchi, spiriti di Sicilia,bar da whisky sulle rive del Clyde, rhum biologico ad Haiti ed altri articoli.

(Pubblicato il 6.1.2013)




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