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drink different

Riviste del vino in francese: gennaio -marzo 2013

La Revue du Vin de France, n. 568, febbraio 2013, € 6.20  in Francia, € 6.50 in Italia

RVF 568

 

Copertina per i rossi della Loira, con alcune belle bottiglie di Chinon e Sancerre  in vista, ma ci sono molti altri titoli in evidenza, dai Pinot noir di Alsazia e Jura ai migliori vini canadesi.E di fatti  sono questi i vini messi sotto esame nella sezione centrale della rivista, dedicata alle grandi degustazioni.

 

Tra i rossi della Loira ( 112 vini “schedati”, dagli Anjou  ai Vin de Pays du Val de Loire) dell’annata 2010, al vertice, secondo la RVF, è un Saumur-Champigny (Cabernet franc) , il Clos Rougeard  Le Bourg  (19/20), ma subito dopo è un Sancerre rouge (Pinot noir) di Vacheron, il Belle Dame (18.5). A seguire, l’altro cru del Clos Rougeard, les Poyeux, altri due Sancerre  rouge, quelli  di Alphonse Mellot, Génération XIX, e di Vincent Pinard , Vendanges Entières, e due Chinon (Coteau de Noiré di Philippe Alliet e Croix Boissée di Bernard Baudry , con 18p.). Molto bene anche il Saumur-Champigny La Marginale di Thierry Germain, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa (17.5).

Tra i vini  canadesi, a cui è dedicata la seconda grande degustazione,  è soprattutto l’Ontario  in evidenza, ma vi sono grandi novità anche nell’altra regione più vocata per la vitivinicoltura in Canada, la Columbia Britannica; più dietro, pur se in ascesa, il francofono Québec.

Belle sorprese tra  i Pinot noir di Alsazia e Jura : tra i primi , il Burtenberg 2009 di Marcel Deiss e Les Saintes Claires 2010 di Albert Mann . Nel Jura spicca invece il Côtes du Jura En Barberon 2010 del Domaine André et Mireille Tissot (17/20).

Non è finita: ci sono poi , tra le “scoperte”, le migliori cuvées “insolite” della Champagne, vini di Languedoc a meno di 15 euro, e, tra i vini esteri, gli chenin blanc del SudAfrica.La rubrica dedicata a “comprendere il vino”  descrive questa volta la “mise en perce”, ossia l’arte del voil nei vins jaunes del Jura.

Ad aprire questo numero era stata, come sempre, la “grande intervista”: si tratta di Carlos Ghosn, dirigente della Renault-Nissan, dopo essere stato diciotto anni alla Michelin, e grande appassionato di vini, di origini libanesi, che ha acquistato una proprietà nel Libano.Poi: un’inchiesta sulla fiammata dei prezzi delle barriques, e  i trofei del vino , ( la “scoperta”,  la marca,  l’enoteca , l’ipermercato, la cooperativa dell’anno., ecc.). Questa volta ci sono due “uomini dell’anno”: sono Gérard Perse e Hubert de Boűard  ( lo Château Pavie e lo Château Angélus, da essi rispettivamente diretti, hanno ottenuto la “promozione” al classement premier cru A di Saint-Émilion).

In questo numero anche: un servizio sugli champagnes di Agrapart , con una verticale della cuvée Minéral, dal 1979 al 2006; i vini (poco conosciuti) del Marmandais; due grandi Barsac a confronto (sono Coutet e Doisy-Daëne); un itinerario nel Péssac-Léognan, il grande “accord” , con un Lynch-Bages blanc.

Segnalo una intervista a Luca Roagna , che firma alcuni eccellenti Barbaresco e Barolo, e un bel  servizio fotografico  sulle luci dei climats borgognoni. Naturalmente completano il fascicolo le consuete rubriche  : i migliori indirizzi,i libri,  l’arte e il vino (questa volta si parla del Veronese) e le pagine degli opinionisti.

 

La Revue du Vin de France, n. 569,marzo 2013, € 6.20  in Francia, € 6.50 in Italia

RVF maezo 2013In copertina  i più grandi bianchi del Rodano, e poi le pepite sconosciute del Médoc, la mineralità del vino… Insomma c’è molta carne a cuocere. Si comincia con una lunga intervista a Gérard Depardieu, che parla naturalmente di vini, di quelli che ha prodotto, di Parker, d’ubriachezza e… di fisco.Poi si parla dell’emergenza contraffazione dei grandi vini e come difendersi dalle frodi.

 L’inchiesta del mese è di Florence Bal “Ma esistono i vini minerali?”. Oggi il termine minerale è abusato. Che cosa significa veramente e quando è corretto usarlo? Intervengono Olivier Poels, Michaël Moisseff, Antoine Gerbelle e Philippe Maurange.

E ancora: il face à face tra due Domaines della Côte de Nuits, Denis Mortet e Chantal Rémy (una  verticale-orizzontale di crus differenti, dal 1997 al 2011); Philippe Faure-Brac, miglior sommelier nel 1992 , parla in un’intervista  dei prossimi campionati del mondo tra sommeliers di Tokyo e delle sue esperienze; il ritorno di una grande Maison di Borgogna, quella di Albert Bichot e una verticale di Malconsorts (premier cru di Vosne-Romanée) del Clos Frantin.

La consueta “expertise du terroir” questa volta è dedicata ai crus del Muscadet; l’itinerario di viaggio è nella Côte de Beaune. Di seguito: ritratto di Olivier Dauga,venticinque vendemmie alle spalle, principalmente  a Bordeaux , gli “accordi” tra cucina cinese e vini francesi e le consuete rubriche.

Per concludere, parliamo dell’inserto centrale, dedicato alle grandi degustazioni. Il Palmarès del mese  riguarda i grandi bianchi del Rodano, già menzionati in copertina.Tra i bianchi del Rodano settentrionale, spiccano   gli Hermitage blanc, con al vertice  l’Ermite 2009 di Chapoutier (19/20). Sono di  Chapoutier anche due dei vini che compongono il terzetto che insegue con 18.5/20: De l’Orée 2009  e Le Méal 2001, insieme con l’Hermitage Les Recoules 1999 di Marc Sorrel. Tra i vini del Rodano meridionale  è invece lo Châteauneuf-du-Pape a fare la parte del leone.Migliore performance della degustazione è quella dello Châteauneuf-du-Pape Clos des Papes 1990 (19/20).Subito dopo Chateau Rayas 2011 (18.5).

Segue una interessante degustazione di Bordeaux praticamente sconosciuti. Si tratta di piccole proprietà, spesso a carattere familiare, che propongono produzioni, spesso molto ristrette, di ottima qualità a prezzi davvero competitivi.Un nome in particolare? Il Moulis Le Garricq del 2010: 17/20 per 11.300 bottiglie in tutto a 18 euro e mezzo l’una.Ci sono molte proposte interessanti, un po’ da tutto il Médoc, ma quelle più ghiotte sono  a Listrac e nel Moulis, dove non è  raro trovare belle occasioni intorno ai 13-15 euro la bottiglia.

Segue una curiosa degustazione cieca delle annate 2006 e 2007di Château Fombrauge , ammesso nel 2012 tra i grands crus di Saint-Émilion, e i grandi premiers classés  A e B (Ausone, Cheval Blanc, Angélus, Pavie e Figeac)delle stesse annate. Sorpresa: Fombrauge è sempre tra i vini giudicati migliori (con Figeac e Pavie, nel 2007, con 17/20, e con Pavie nel 2006, con 18/20).

Ancora una degustazione : sono i vini di Vercingetorige (ricordate l’Alvernia ?), quelli delle quattro denominazioni del Massiccio Centrale (Côtes d’Auvergne , Saint-Pourçain, Cote Roannaise e Côtes du Forez ) e delle IGP  Puy-de Dôme e Pays d’Urfé. E poi , ancora: gli ori di  Cadillac , grandi vini liquorosi della rive droite della Garonna, non distante da Sauternes, assaggi di vini galiziani e della Castiglia , e, per “Comprendere il vino”, come abbassare la gradazione alcolica dei vini.

 

Terre de Vins, n. 21, gennaio-febbraio   2013, € 6.00  in Francia, € 7.10  in Italia

TDV 21Copertina dedicata alla moda “Bio”. Spazio nella vetrina anche per i migliori Saint-Émilion, i vigneti di Marsiglia , architettura a Bordeaux, cucina a La Réunion.

Si comincia, dopo le consuete rubriche di apertura, con un servizio sulla rivoluzione degli architetti nelle grandi cantine del Médoc e della rive droite, poi segue l’”intervista sul divano”, a Marlène Soria, del Domaine Peyre-Rose (in Languedoc) e la saga dei Bernard a Bordeaux, gruppo familiare produttore di grandi Pessac-Léognan al Domaine de Chevalier e titolari di  una delle più importanti Maison de négoce di Francia, Millésima.

Poi: intervista a Gaspard Proust , protagonista su Canal +,ritratto di Eric Filipiak, enologo  a Cahors,  prima della sezione centrale, dedicata ai Palmarès di Bettane & Desseauve. Questa volta: Saint-Émilion grand cru del 2010  (al vertice  Château Rochebelle , poi Château Franc-Mayne  e Clos Madelaine); i migliori 100 vini biologici in undici pagine (spicca il 20/20 assegnato alla Sélection de Grains Nobles Altenbourg di Albert Mann, in Alsazia); vini del resto del mondo (c’è anche un italiano, il Rosso di Montepulciano 2009 di Poliziano); infine le bollicine di San Valentino ( tra cui un piccolo champagne di vigneron di Les Riceys, il Brut Prestige di Walczak, a 8 euro e 75 la bottiglia!). I viaggi di questo numero sono  dedicati a  Marsiglia  (cosa visitare, dove sostare , mangiare, bere) e all’Oregon, alla ricerca del Pinot noir americano.Infine: i distillati, cucina a La Réunion, i libri e gli oggetti del mondo del vino.

(Pubblicato il 22.2.2013)




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