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drink different

Riviste del vino in inglese gennaio-marzo 2013: Decanter e Wine Spectator

Decanter, vol 38, n. 5,February  2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

In copertina: 58 grandi vini rossi del Nuovo Mondo a meno di 15 sterline, e poi  crus bourgeois di Bordeaux 2010, bianchi  borgognoni del 2011, cabernet californiani .

Si comincia, dopo le pagine dedicate alle rubriche, alle lettere e e agli opinionisti , appunto con i rossi del Nuovo Mondo: Argentina, Cile, Australia,Nuova Zelanda, Sud Africa, e infine California.Vini argentini e cileni alla ribalta, con i top scores di questo servizio: 19/20 per un Mendoza  , Uco Valley, l’Unanime 2007 di Santa Ana, e una Syrah Reserva cilena , della Leyda Valley, Viña Leyda 2010.

Prima di passare ai bianchi della Borgogna, Isabelle Legeron si interroga (con un certo scetticismo) sulla attuale affidabilità del sistema delle classificazioni come indicatori di effettiva qualità dei vini.

Ecco dunque i bianchi della vendemmia 2011 in Borgogna.Ottimi risultati nello chablisien e nella Côte de Beaune (non sono considerati i bianchi della Côte chalonnaise e del Maconnais): 19/20 per il grand cru Le Clos di Jean Paul e Benoît Droin a Chablis, ma eccellenti bottiglie a Meursault , Puligny, Chassagne e , naturalmente,  di Corton-Charlemagne  (18.25 Bonneau du Martray e Louis Jadot).

Poi: intervista a sir George Fistonich, fondatore di Villa Maria; i primi cinquant’anni di viticultura in Oregon e i suoi favolosi Pinot noir; profilo di Col d’Orcia, nota azienda  di Montalcino; acquistare vini online.

I panel tastings del mese  sono dedicati ai Cabernet californiani (Napa e Sonoma)  dell’annata 2009 e ai crus bourgeois di Bordeaux 2010.Tra i primi ( degustazione disappointing, deludente, secondo Linda Murphy , rispetto alle annate 2008 e 2007), due vini di Napa giudicati outstanding , con 18.5/20: un cabernet di Howell Mountain, Dunn Vineyards, e quello di Oakville Ranch .

Bei risultati nella degustazione di crus bourgeois bordolesi. Nessun vino ritenuto oustanding, ma molte buone bottiglie (Haut-Médoc in testa) sotto le 18 sterline, con punteggi di 90/100 e più.

Tocca poi ai rossi friulani, con il Terrano di Skerk 2009 al vertice. Subito  al seguito Refosco-Merlot di Miani  2007, ma molto bene  i Refosco  in purezza del 2008 e 2009, il Merlot de I Clivi (2003),Duline (2004) e il giovanissimo Vertigo 2011 di Livio Felluga .La Guida di viaggio del mese é dedicata alla Loira centrale . Poi c’é ancora spazio per i vini di Steven Spurrier e quelli del week-end, per il ristorante dell’anno  (The Vineyard, a Stockcross), whiskies affinati in fusti di grandi vini (dall’Amarone ai Bordeaux), le rubriche dedicate ai collezionisti e agli investitori. Infine , la leggenda del vino del mese é per un bianco alsaziano, un Riseling Grains Nobles di Hugel, 1976.

 

 

Decanter, vol 38, n. 6, March  2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Emozionanti vini cileni al centro della copertina di questo numero di marzo, ma si parla anche di Rodano (la stella nascente di Rasteau, Saint Joseph 2010), Borgogna (rossi 2011 e Volnay 2010), e ancora: di vini che si addormentano e di dove bere bene a Parigi.

Si comincia appunto con la new –wave cilena vista da Peter Richards: eccitanti Sauvignon  blanc, Chardonnay e anche Riesling di San Antonio e Cachapoal (impressionante il Duquesa d’A Grand Chardonnay du Chili di Aristos, con i suoi 19.5/20), e, tra i rossi, croccanti Syrah a Elqui  e Viña Leyda, ma anche terrosi Pinot noir  di bella tessitura  (come quello di Monsecano,  Casablanca) e persino qualche sorprendente Sangiovese (Viña Mayu).

Poi si passa ai rossi di Borgogna della vendemmia 2011 , che sarà rilasciata  nel prossimo autunno.Grandi rossi nella Côte de Nuits : gli Chambertin di Rosseau e Dujac  (ma non é una novità), a Morey-Saint-Denis  (ancora Dujac e Rosseau, naturalmente Ponsot  ),  Comte Georges de Vogűe e l’emergente Domaine de la Vougeraie a Chambolle-Musigny,Domaine d’Eugénie a Vougeot, La Tâche e Richebourg del Domaine de la Romanée-Conti .

Ancora Borgogna in uno dei panel tastingd del mese. Sotto esame é il Volnay premier cru dell’annata 2010: belle riuscite secondo Stephen Brook , con diversi vini oustanding, soprattutto a Champans e Santenots.

Si muove anche il Rodano, con la nuova star di Rasteau , a cui é dedicato il profilo regionale di questo  mese, con alcuni vini sorprendenti da uve Grenache piantate prima del 1924 (l’Heritage 2010 del Doaine des Escaravalles). Restiamo nel Rodano con il secondo panel tasting, dedicato ai vini di Saint-Joseph dell’annata 2010. Buona qualità, soprattutto da parte dei produttori che hanno saputo valorizzare l’autenticità , anche se preoccupa l’ascesa dei prezzi.

Un pizzico di Champagne nell’intervista Richard Geoffrey, detto anche Mr Dom Perignon, dove é chef de cave dal 1996. Segue un’interessante inchiesta di Charles Curtis sul “sonno del vino”. Perché molti vini , dopo essere stati piacevoli in gioventù, sembra che sprofondino in un lungo letargo, per poi risvegliarsi solo molti anni dopo?  Intervengono Steven Spurrier, Michael Schuster e Hugh Johnson.

Matt Stamp spiega come si diventa Master Sommelier: l’esame é difficilissimo e riescono solo quelli che “respirano” vino da sempre.Ancora vini interessanti da assaggiare: i vini di Città del Capo, in Sud Africa, le alternative ai bianchi di Sancerre (dai Pouilly-Fumé  ai Menetou-Salon e ai vini di Reuilly).

Patricia Courcoux Lepic  introduce i wine lovers ai migliori indirizzi di Parigi .Poi: i ristoranti e i bistrot, le pagine degli opinionisti  (da Broadbent a Jefford), i vini del week-end, il collezionismo, gli investimenti finanziari del vino, la wine legend del mese: Monte Bello 1970 di Ridge, Santa Cruz Mountains, in California.

 

Wine Spectator, vol. 37, no.14,   January 31-February 28, 2012, $5.95

La copertina di questo numero è  dedicata  agli Editors’ Picks, le scelte degli esperti della rivista: cosa bere, cosa conservare, dove mangiare ed altro. Poi:  vini dell’Oregon da più di 90 punti,whiskies rari, cioccolato per San Valentino…

Si comincia, dopo le consuete rubriche di apertura e le pagine degli editorialisti, appunto con le suggestioni degli editors, James Laube, Harvey Steiman,Thomas Matthews,Kim Marcus, Bruce Sanderson, Tim Fish, James Molesworth,Nathan Wesley , e non solo uomini: ci sono anche Maryann Worobiec, Dana Nigro e  Alison Napjus.Poca Italia nei loro consigli: meno male che Bruce Sanderson è innamorato del Piemonte, ma, udite udite, ci sono anche dei vini del Sud Italia: Nathan Wesley ama il Trebbiano di Valentini e i Greco di Feudi e Terredora. Una sorpresa? Ovviamente c’è molta Francia: Champagne, Borgogna e Rodano soprattutto, ma niente Bordeaux, neanche l’ombra. Meno male che ci sono i cinesi.

Poi: whiskies invecchiati (il più caro? Un Macallan Cire Perdue in Lalique vecchio di 64 anni), la delicatezza dei vini   dell’Oregon e le sue 16 AVAs (denominazioni di origine), a partire ovviamente dalla Williamette Valley, Riesling americani  di Finger Lakes  nella regione  di New York,il  bilancio del 2012 nei più importanti paesi del vino nel mondo. Almeno qui ci siamo pure noi. Ma attenzione, secondo WS, se c’è un terzo (33%) dei vini stimati  tra 90 e 94 punti, tra i 95 e i 100 ci sono solo 2 vini su cento (3 in Piemonte).Infine, la Buying Guide.Top score per un Pinot Noir di Sonoma, di Marcassin, della vendemmia 2007 (97/100), ma, insieme con uno Châteauneuf du Pape , il Deus ex-machina del Clos St.-Jean 2010  e un Corton grand cru Clos du Corton di Faiveley dello stesso anno, a 96 punti ci sono due Barolo di Aldo Conterno: Colonnello e Romirasco 2008 . Subito dopo c’è anche Cicala 2008, dello stesso produttore, con 95 punti.Nell’eccellenza ci siamo ancora: preoccupa la scarsa presenza italiana negli Smart Buys e nei Best Values.

 (Pubblicato il 24.12.2012)




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