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drink different

Le riviste del vino italiane gennaio-marzo 2013

Gambero Rosso, n. 253, febbraio  2013, € 4.90

Sempre meno vino nelle copertine del Gambero. Anche questa volta, a far titolo,”Cuochi & complici”, la fine delle rivalità esasperate tra gli chef, che è anche il servizio che apre  la rivista, dopo le consuete rubriche.

Poi Masterchef, e, finalmente, a pag,42, si comincia a parlare di vino, con un servizio dedicato a Castell’invilla, uno dei Chianti più appasionanti di Castelnuovo Beradenga, con una verticale  di dieci millesimi, dal 1971 al 2005 :vertice per il 1995, 95 punti, poi  1977 e 2004, migliore annata degli anni  duemila.Per il Gambero Rosso Travel è la volta della Franciacorta, con i migliori indirizzi di alberghi, ristoranti, cantine e shopping gastronomico.A seguire, un’intervista a Marta Lenzi, responsabile della Bibliothèque internationale de Gsatronomie di Lugano, Pulcinella e il ragù secondo il pittore napoletano Elio Mazzella,viaggio in Perù alla scoperta della cucina peruviana. La sezione cucina si occupa dei ravioli e dei loro  abbinamenti, limoni verdi in cucina,poi il banco di assaggio degli speck altoatesini. Si torna a parlare di vino con la rubrica “Uno contro tutti”, curioso concorsone  in cui vengono assaggiati i vini più diversi , dal Verdicchio di Jesi  al Barbaresco  per decidere il miglior accompagnamento del risotto al tartufo: alla fine vince un Barbaresco di Sottimano. In Bere bene sono presentate le migliori etichette di vini del Trentino e dell’Alto Adige, poi è la volta degli extra-vergine e i consueti consigli di ristoranti, caffè e gastronomie . Infine Bettane & Desseauve parlano nel loro intervento dell’ingresso di compratori esteri (in questo caso asiatici) e proprietà vitivinicole .

 

Gambero Rosso, n. 254, marzo  2013, € 4.90

Anche stavolta il vino è fuori dalla copertina del Gambero, occupata dalla riscossa del cremino (di cioccolato).E’ anche il servizio di apertura : i migliori artigiani, le novità dell’industria, i vini o i liquori adatti ad accompagnarli.Si parla poi di concept food, la nuova tendenza rappresentata dai locali monouso, che propongono cioè un solo prodotto, accompagnato da un design accattivante.Si arriva finalmente al vino, con il Nero dei Conti Zecca, un blend di Negroamaro e Cabernet , nato nel 1998 e stabilmente presente nella selezione dei migliori vini rossi pugliesi, con la consueta verticale (12 annate, praticamente tutte, dal 1998 al 2009: miglior risultato nel 2006).Si parla poi di Pallagrello, l’autoctono casertano,con le schede dei migliori, prima di passare ad un’altra intervista con un artista, Ugo Nespolo, irriducibile ammiratore (estetico) della pasta e fagioli, e alle ostriche che piacciono tanto a Tiziana Lodato .Gli itinerari di questo mese  riguardano  la Val di Cecina , con alberghi e B&B, ristoranti, negozi, e Marsiglia e la sua cucina provenzale.Poi: le uova in cucina , il banco d’assaggio delle  migliori tavolette di cioccolato al latte, quale bevanda (vino, tè nero, malt whisky) accompagnare al salmone affumicato.Bere bene si occupa di Abruzzo, poi gli extra-vergine da scoprire, e di nuovo i ristoranti,i caffé e le gastronomie. Infine Bettane & Desseauve, che parlano del ritorno al terroir.

 

 

 

Spirito di Vino, anno IX, n. 54, febbraio  marzo 2013, € 6.00

Spirito 54In evidenza, nella copertina,la verticale di Luce, il vino nato dalla joint venture Frescobaldi-Mondavi, poi otto annate di Bordeaux, Cannubi , vini georgiani ed altro.

Si comincia con la Toscana, con una verticale di Paleo, il grande Cabernet bolgherese de Le Macchiole: 16 annate, dal 1992 al 2009 : migliori risultati per la 2001 e la 2010, poi le altre.Un po’ di storia: gli orti milanesi di Leonardo, ricevuti in dono da Ludovico il Moro.Poi: la scoperta del Barolo di Vigna Elena (con una verticale di otto annate, dal 1998 al 2006), degustazione di grandi Bordeaux nella vineria Paradeis di Alois Lageder (un Latour del 1989 al vertice), ma si parla anche della frenata di Bordeaux e della lotta alla contraffazione in una nota di Maria Pranzo.Ecco quindi il servizio dedicato al Luce , dieci annate dal 1995 al 2009 (meglio di tutti l’annata 2004), e, a seguire, i vini delle origini, in Georgia, con una serie di assaggi di vini in anfora (kvevri), la cantina di Jaen-Claude Biver, presidente della Maison Hublot (orologi ), nella quale campeggiano numerose annate di Yquem a partire dal 1811 (!).Si parla quindi della “guerra di Cannubi” e della sentenza che delude le attese della Marchesi di Barolo, che aveva prodotto una ricca e articolata documentazione a sostegno delle sue tesi, di vini indiani (dell’India, sì) e di Nero di Troia. C’è  ancora spazio per le rubriche e gli assaggi di “Esperienze”.

 

(Pubblicato il 6.3.2013)




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