Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Le Riviste del vino: Wine Spectator, aprile-luglio 2013

Wine Spectator, vol. 38, no.1,   April 30, 2013, $5.95

La copertina (con foto)  è per Oscar Farinetti, “The Italy Champion”, e l’espansione nel mondo di Eataly. Altri titoli di copertina sono per i vini del Piemonte, Bruno Giacosa, maestro del Nebbiolo, la cantina privata di Michael Mondavi e i migliori vini “da acquistare subito” della California.

WS april 13E  il servizio di apertura è proprio dedicato a Eataly, e il suo nuovo,”rivoluzionario “ approccio al vino e al cibo italianoLnove pagine di foto e testo) , a cui segue un altro servizio dedicato all’impero del vino che Farinetti sta costruendo, dalla Borgogno al “vino libero”.A seguire, vini di qualità e buon prezzo dalla California, di Tim Fish, ripartiti secondo le varie provenienze: Mendocino, Paso Robles,Santa Barbara, Sierra Foothills,Sonoma, e “altri intorno”Un esempio? Un Vin Gris di Sierra Foothills, 92 punti, per 16 dollari.Ritorna il Piemonte, con il Barolo 2008, secondo Bruce Sanderson: un’annata più fredda della media degli ultimi anni, un’annata come quelle di un tempo: qualità ottima ,sui livelli di quelle del 2006 e del 2007 (ma per trovarne una davvero brutta, bisogna tornare indietro fino al 2002, cui seguì un mediocre 2003).Barolo Top, secondo Sanderson, è il Monprivato Ca’ d’Morissio riserva 2004 di Giuseppe Mascarello , 98 punti. Miglior value è quello del  Barolo di Azelia 2008 , 93 punti (ma un prezzo dieci volte inferiore rispetto a quello del  precedente in USA).Completa idealmente il servizio sul Barolo un altro articolo, di Mitch Frank, dedicato a Bruno Giacosa “The Quiet Man” delle Langhe (100 punti per il suo Barolo Rocche del Falletto riserva 2000).Ancora Italia: Elisabetta Foradori e i vini delle Dolomiti, i grandi spumanti Ferrari , Inama e la “resurrezione “ del Soave.Quindi la consueta Buying Guide (per l’Italia: Piemonte, Toscana, Sardegna e Trentino Alto Adige) , le  rubriche ( la “cantina privata” di cui si parla in questo numero è quella di Michael Mondavi, 10-12.000 bottiglie ) e le pagine degli editorialisti (James Laube si occupa di tappi, il successo dei tappi a vite in Nuova Zelanda e Australia, e la maggiore resistenza ad impiegarli in Europa e in America).

 

Wine Spectator, vol. 38, no.2,   May 31, 2013, $5.95

WS May 13La copertina di questo numero é interamente dedicata al Sushi e al suo grande successo in America, e al maestro di Sushi Jiro Ono, di cui parla il  servizio  di apertura. Poi: i ristoranti del Sushi a Tokio e negli Stati Uniti, l’ABC del Sushi, il codice del Saké,i migliori saké giapponesi, i true believers del saké in America.

Insomma, un numero consacrato al Giappone , al suo sushi e al suo saké. Si torna quindi in Europa, con un servizio dedicato  alla Spagna e ai vini di Raul Perez, e un altro  sulla nuova epoca d’oro  dei Riesling tedeschi:  una serie di annate spettacolose praticamente ininterrotte negli ultimi dieci anni, con 2005 e 2009 ai vertici e un grande 2011.Si chiude con un po’ di Nuovo Mondo, parlando questa volta di vini cileni e del crescente successo soprattutto dei suoi rossi, ma anche dei suoi eleganti vini bianchi. Infine, le  consuete rubriche, le pagine degli editorialisti (James Laube descrive “un approccio più semplice al vino”,con alcuni consigli) e la Buying Guide: c’è molta Italia, con Piemonte e Toscana (grandi Brunello), naturalmente, ma anche Abruzzo , vini siciliani , Prosecco, rossi di Puglia e di altre regioni .Al vertice un Brunello, la Riserva gli Angeli de La Gerla 2007, con 97 punti.

 

Wine Spectator, vol. 38, no.3,   June 15, 2013, $5.95

WS June15-13Copertina dedicata alle “nuova frontiera” del Pinot nero californiano, e all’Anderson Valley di Mendocino, che apre questo numero  con un ampio servizio di James Laube.Ottimi Pinot noir, con al vertice l’Angel Hawk 2009 di Black Kite (95 punti), , ma anche altri ottimi rossi (Zinfandel, Syrah , senza dimenticare  Dolcetto e Sangiovese), buoni bianchi (Chardonnay e Pinot gris) e persino  qualche sparkling.Dopo il vino,segue  un tour enogastronomico  di Mendocino, California settentrionale, con i migliori indirizzi. Si parla di Pinot nero ed ecceo un servizio sui rossi borgognoni del 2010, “la sorpresa” : un’annata eccellente , soprattutto in Côte de Nuits, forse appena un soffio sotto un grande 2009. Nella graduatoria personale di Bruce Sanderson, al vertice due grands crus di Chambolle-Musigny,  il Bonnes Mares 2009 Newman e il Musigny di Georges Roumier 2010, con 97 punti. Top value è un vino di Savigny-lès Beaune, il Les Pimentiers di Arnoux père et fils , 91 punti per 35 dollari la bottiglia .Ancora Borgogna, con un servizio dedicato al Doomaine de Montille. C’è spazio per altri due articoli: il primo, di James Molesworth, è dedicato ai vini della Loira (vertice per i moelleux di Quarts de Chaume e Coteaux du Layon), il secondo, di  MaryAnn Worobiec, alla Nuova Zelanda (ottimi Pinot noir di Central Otago e Marlborough, Sauvignon blanc e Chardonnay). Quindi, le consuete rubriche, gli editorialisti (James Laube parla dell’inflazione dei wine ratings) e la Buying Guide: naturalmente anche molta Italia (Brunello, Amarone e Valpolicella, Soave, vini pugliesi, sardi e siciliani).

 

Wine Spectator, vol. 38, no.4,   June 30, 2013, $5.95

WS june 30-13“Lo Zinfandel torna a ruggire” é il titolo che copre la copertina di questo numero. Ma c’è un po’ di spazio anche per i Brunello da comperare oggi, l’esckusiva Bordeaux 2012 e imigliori nuovi ristoranti di San Francisco.E’ proprio il nuovo volto ( o i nuovi volti) del fine dining di San Francisco che ha il compito di aprire  il fascicolo. Poi tocca  al ruggito dello Zinfandel, il vitigno più amato dagli americani, che non vogliono sentir parlare delle sue origini europee.Ne parla Tim Fish , che è incantato dagli Zinfandel di Larry Turley, con vigne nella Napa Valley, a Paso Robles e in Sierra Foothills, che produce degli Zinfandel molto colorati e di grander struttura.Al vertice della graduatoria di  Fish, il Paso Robles Dusi Vineyard 2011, con i suoi 85 punti. Subito dopo un altro servizio dedicato allo Zinfandel e alla sua rinascita, dello stesso autore, che  indica anche quali sono le stars di questo vitigno in California.Sempre Fish firma poi un terzo servizio, sempre consacrato allo Zinfandel, con un report sullla controversa annata 2010. E’ Bordeaux a riportarci nel Vecchio Mondo, con un servizio di James Molesworth sull’annata 2012, dal titolo significativo: “Peaks and valleys”.Il rating del 2012 è sui livelli di quello del 2011:un pochino meglio nella Right Bank, decisamente peggio nel Sauternais, dove diversi Chateau , tra cui Yquem, non usciranno in questa annata, ma solo con i loro bianchi secchi.Dagli assaggi in botte, il top score del 2012 toccherebbe a Cheval Blanc, ma i migliori sono tutti della Right Bank (Saint-Emilion e Pomerol, più giù i migliori Pauillac, Saint-Julien e Margaux Il servizio che segue, di Mitch Frank, parla dell’”arma segreta” di Bordeaux, Eric Boissenot e i suoi consigli. Boisenot è infatti il consulente di oltre 200 aziende vinicole, tra cui quattro premier cru del Médoc.

Si passa quindi ai bianchi d’Austria, e in particolare ai Grűner Veltliner, con una bella annata 2011, non ai livelli delle annate 2006 e 2008, ma su valori nella media delle altre annate del nuovo millennio, tutte di buon pregio.Kim Marcus segnala poi i suoi preferiti, ma bisogna arrivare al sesto posto della sua graduatoria per trovare un Grűner (un Kremstal del 2011), percjhé al vertice  ci sono quattro Trocken neerenauslese  del Burgenland.Ed eccoci a Montalcino, così amata dagli americani. In una parola: 2008 eleganti e 2007 potenti.Annata 2008 più fredda e con piogge, che ha dato vini meno muscolosi, ma più fini ed equilibrati. Bruce Sanderson mette al vertice  la riserva gli Angeli di La Gerla del 2007 e subito dopo la riserva  di Caparzo della stessa annata. Infine, le rubriche, gli editorialisti (Matt Kramer parla di ciò che davvero conta nel vino:clima, suolo e varietà, con un elogio delle varietà indigene) , e la Buying Guide : L’Italia? Oltre ai sempre presenti Piemonte e Toscana, qwuesta volta c’è un po’ di Campania,Sicilia e Veneto. Stavolta al vertice c’è un Amarone classico, il Mazzano di Masi 2006, 94 punti.

(Pubblicato  il 2-7-2013)

 

 

Wine Spectator, vol. 38, no.5,   July 31, 2013, $5.95

 

WS aug 2013La copertina di questo numero  éé dedicata al Sud Africa e all’invito a scoprirne i vini e il territorio. Più in basso, gli Chardonnay della California del 2011 e le grandi griglie d’estate.

 

Si comincia proprio  con il Sud Africa, con una serie di servizi dedicati alla valutazione delle ultime vendemmie  (2011 e 2012 bene, un po’ al di sotto dell’eccellente annata 2009),ai profili dei migliori produttori, ai vini raccomandati  da James Molesworth (al top un Syrah di Stellenbosch, del 2008, un Vin de Constance di Klein Constantia, dell’annata 2007, e un rosso Eastern Cape di Anthonij Rupert 2007, con 95 punti).Poi: ABC del Sud Africa, viaggio in Sud Africa, Città del Capo, Stellenbosch e Franschhoek,Paarl e Swartland (ristoranti , alberghi, indirizzi).

 

Eccoci alle griglie d’estate, con il menu di Wine Spectator  :tra i vini consigliati per accompagnare i piatti c’è anche un Barolo , il Vigna S. Caterina 2007 di Guido Porro.

 

Infine , la sofferta  vendemmia 2011 per lo Chardonnay californiano: risultati abbastanza omogenei tra le diverse zone, sui livelli del 2008. Jim Laube indica i vini raccomandati. Al top un vino del 2010, uno Chardonnay della Napa Valley , The Judge, di Kongsgaard, con 96 punti (!),Ma  subito dopo c’è un vino del 2011, l?Eastside, Chardonnay della Russian River Valley  di Aubert.

 

C’è spazio per i buoni value-wines del Portogallo, con un buon 2010 e un 2011 molto promettente. Miglior vino, per Kim Marcus, un rosso del Douro di Niepoort, il Batuta 2009, con 94 punti.

 

Eccoci infine alla consueta Buiyng Guide. Tra gli Smart Buys c’è il Nipozzano di Frescobaldi del 2009.Vini italiani sotto esame in questo numero: Campania, Lazio, e rossi di Puglia  e Toscana. Poi le solite, numerose,  rubriche e le pagine degli opinionisti: Matt Kramer spiega come scegliere i vini dell’estate.

(Pubblicato il 3.8.2013)

 




 Privacy Policy