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drink different

Le Riviste del Vino: Decanter, aprile-agosto 2013

Decanter, vol 38, n. 7, April  2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanter April 2013Il titolo principale della  copertina di questo numero è  per i vini del Rodano settentrionale e la vendemmia del 2011.Quindi i nuovi Malbec argentini e il terroir, la contraffazione dei grandi vini, Les Terrasses du Larzac. Ad aprire il fascicolo di aprile è l’articolo sullo scandalo del secolo, la  contraffazione di grandi bottiglie di Borgogna e Bordeaux, nel quale, dopo l’arresto di Rudy Kurnawian, Mike Steinberger analizza in profondità gli effetti di questo caso sui produttori, i collezionisti e gli appassionati .

Nell’articolo seguente, John Livingstone-Learmonth presenta un dettagliato report sulla vendemmia 2011 nel Nord del Rodano: un’annata più fredda delle precedenti, che ha dato vini meno potenti, ma di grande freschezza ed equilibrio . Il servizio è completato dagli appunti di degustazione dell’autore, partendo dalle appellazioni più settentrionali. Top score per un Côte-Rotie, La Péroline  Vignobles Levet, con 18.5 punti su 20, e  ben tre Cornas: i Vieilles Vignes di Alain Voge e  di Tardieu-Laurent  e il Reynard di Thierry Allemand. Il servizio successivo, di Christelle Guibert ci porta in Argentina , nella regione di Mendoza, per conoscere i nuovi Malbec (ma anche Cabernet, Chardonnay e Sauvignon) terroir-driven,  che superano la più semplice varietalità: al vertice proprio uno Chardonnay, il White Stones Adrianna Vineyards 2009 di Catena.Di nuovo polemiche sulla riclassificazione di Saint-Emilion: Jane Austen spiega  il ritorno degli avvocati sei mesi dopo la nuova classificazione del 2012. Uomo dell’anno di Decanter è Gerard Basset, master of wine e già campione mondiale dei sommeliers, al quale è dedicato un articolo di Brian St. Pierre. E’ la volta delle Terrasses du Larzac, che sono il bersaglio del profilo regionale del mese di James Lawther MW: un territorio interessante ancora relativamente poco conosciuto della  Languedoc.Dopo un 2009 molto ricco e un superbo 2010, il vino della vendemmia 2011 è di buon livello, ma più variabile.Punteggio più alto alla degustazione epr il Mas Jullien 2009, che riporta 18 punti su 20. Due i panel tastings di questo mese. Il primo è dedicato ai rossi del Bierzo, geograficamente nella provincia di Léon, che collega  il bordo estremo della Galizia, il Léon e le Asturie.Il secondo è dedicato ai vini del Médoc e di Saint Émilion grand crus del 2003.Nella prima degustazione, due i vini outstanding: il Cepas Viejas Dominio de Tares 2009 (18.75/20) e il Villa de Corullon  dei Descendientes de J Palacios  2010 (stesso punteggio), due vini di annate con caratteristiche opposte: molto calda la 2009 , più fresca ed “atlantica” quella del 2010. Sorprende la mancanza di vini di prima grandezza nell’annata 2003 nel Médoc e a Saint-Émilion. Tra i primi al top Grand Puy-Ducasse (17.75/20), che precede di mezzo punto Mouton-Rotschild  e Rauzan-Gassies. Tutti Pauillac i migliori con la sola intrusione di un Margaux, appunto Rauzan-Gassies (ma tra i vini degustati non c’è Montrose, per il quale quella del 2003 fu un’annata eccezionale).Sul millesimo 2003 a Bordeaux ritorna poi la rubrica dedicata agli investimenti.La sezione dedicata alle degustazioni comprende  anche una selezione di Borgogna 2011 . Tra i bianchi, i migliori sono risultati due Puligny, uno Chassagne e un Meursault premier cru; tra i rossi, vertice per un Nuits-Saint-Georges (Clos de l’Ariot dell’omonimo Domaine, con 18/20).La guida di viaggio del mese è dedicata allo stato di Wahington e ai vini dell’AVA Walla Walla. Completano il numero le numerose rubriche, le segnalazioni dei ristoranti, i libri, i vini di Steven Spurrier e i value picks del mese.

 

Decanter, vol 38, n. 8, May 2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanter May 2013La copertina del numero di maggio è dedicata alle star emergenti del vino italiano, al Chianti classico 2009 e ai rossi del Rodano meridionale.Si comincia appunto con l’Italia, protagonista di questo mese, in un servizio di Richard Baudains, Ian D’Agata e Monty Waldin.Quali sono le stelle emergenti? Castello di Tessarolo e Luigi Baudana in Piemonte, l’Abbazia di Rosazzo in Friuli, Filippi  nel Veneto, la Balia di Zola in Romagna, Pian dell’Orino e Antonio Camillo in Toscana, Sartarelli e Pievalta nelle Marche, Cataldi Madonna e Tiberio in Abruzzo,Quintodecimo in Campania. Tom Maresca, in un altro servizio, parla della futura Côte d’Or d’Italia: si tratta della Campania, (soprattutto l’Irpinia), con i suoi grandi bianchi: Greco di Tufo Chablis-like e  sontuosi Fiano di Avellino. Ai vini italiani sono anche dedicati i due panel tastings del mese: al Chianti classico riserva 2009  e alle annate 2010 e 2011 della Barbera d’Alba.Un solo oustanding per il Chianti classico riserva , quello di Villa Mangiacane (18.5/20) , ma una quindicina i vini considerati di livello eccellente e “altamente raccomandati”, per un’annata calda, che ha dato vini di buona qualità complessiva, ma più teneri e da bere più giovani.Due le Barbere che hanno raggiunto la soglia dei 18.5/20: la Volupta 2010 di Bosco Agostino e il Fides (stessa annata) di Pio Cesare.Annata 2010 classic, il 2011 promette molto bene.Si parla ancora d’Italia e di Toscana nel profilo di un produttore del mese,dedicato  ad Ornellaia, il grande bolgherese.Non è finita: l’itinerario di maggio è dedicato alla Costa degli Etruschi e ai suoi grandi supertuscans. E, per finire, anche la Wine legend di questo numero è per un vino italiano:il Monfortino di Conterno nell’analisi di Stephen Brook. Poi si parla un po’ di  Francia,. Si comincia con i vini del Rodano Sud, con il vintage report dell’annata 2011dello specialista John Livingstone-Learmonth: un’annata più accessibile  delle due precedenti, i cui vini vanno ancora aspettati. Al vertice, naturalmente, i migliori Châteauneuf-du Pape e Gigondas, ma buone le valutazioni anche delle altre appellazioni, da Vacqueyras a Tavel e Lirac. Anche il “Profilo di una regione” di maggio è dedicato a una regione francese, Crozes-Hermitage, nel Rodano settentrionale (terroir, migliori produttori, le migliori bottiglie del 2010). Nella Buying Guide di Decanter di questo mese, il terzo panel tasting è dedicato agli emergenti sparkling inglesi: dopo un eccezionale 2009 e un buon 2010, un difficile 2011 e un 2012 piuttosto negativo, con alcuni buoni vini e quantità assai ridotte. Il migliore? Il Grosvenor 2009 di Ridgeview (18/20).Si riparla dei vini di Washington con le scelte di Stephen Brook (bene soprattutto i Cabernet e buoni Syrah).   Complatano il numero un articolo dedicato alla cantina del Governo britannico e i suoi tesori, le consuete rubriche , le pagine degli opinionisti.

 

 

Decanter, vol 38, n. 9, June 2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanterjune 2013L’annata 2012 a Bordeaux è il titolo principale del numero di giugno, che comprende anche un corposo supplemento di 120 pagine, sempre dedicato a Bordeaux. Sempre in copertina: splendidi Cabernet cileni a meno di 16 sterline e perché bottiglie identiche della stessa cassa di vino sono sempre diverse tra loro.

Si comincia con Bordeaux 2012, annata da dimenticare per i Sauternes, ma con bianchi secchi e Bordeaux a dominanza Merlot abbastanza interessanti. Cosa occorre? Un giusto prezzo. Ne parla Steven Spurrier con James Lawther e Jeannie Cho Lee, che hanno degustato i vini di questo millesimo con lui. Gli outstanding? Pochissimi: tre premier cru di Pauillac (Latour, Lafite e Mouton-Rotschild), due Margaux (Margaux e Palmer), un rosso (Haut- Brion) e due bianchi di Pessac-Leognan (ancora Haut-Brion e La Mission Haut-Brion). Sulla right bank: Cheval Blanc a Saint-Emilion, Lafleur e Petrus a Pomerol. Sorpresi? Nessun vino outstanding nel Sauternais e Barsac. Però molte piccole pepite Capbern-Gasqueton a Saint-Estèphe, La Dauphine a Fronsac, Le Petit Village, a Saint-Emilion ed altri ancora.Ad Alfred Tesseron. Grande artefice della rinascita di Pontet-Canet è dedicata l’intervista che segue. Per il profilo regionale del mese si va nel Sud-Ovest della Francia per parlare del terroir del Madiran. Paul Strang  degusta i migliori rossi da uve Tannat della zona e  deliziosi Pacherenc du Vic-Bilh.Ancora Francia per “le scelte dell’esperto” (Stephen Brook) nella sezione dedicata alle grandi degustazioni e ai panel tastings, con i Riesling secchi alsaziani, e con un bell’itinerario di viaggio nel Maconnais, in Borgogna. Si finisce con lo Champagne Salon Le Mesnil 1985, la bottiglia “da leggenda” del mese, senza trascurare  l’analisi dedicata sempre agli Champagne Salon nella rubrica sugli investimenti nel campo del vino.Poi ancora molta Europa, con i migliori cava spagnoli secondo Margaret Rand, e il cuore rosso dell’Austria , il Burgenland e i suoi Blaufrankisch secondo Brook. Poi è la volta del Nuovo Mondo.Innanzitutto Australia: si comincia con il profilo della d’Arenberg:  la storia inizia nel  1912 con l’acquisto di 20 ha.di vigne nella McLaren Vale da parte di Joseph Osborne, nel 1959 il lancio della nuova etichetta d’Arenberg, nel 2012 la celebrazione del centenario.Il servizio è corredato dalla degustazione dei vini dell’azienda da parte di Tim Atkin. Si parla ancora di vino australiano nel secondo panel tasting del mese, dedicato agli Chardonnay dell’Australia occidentale.Dopo un eccellente 2009, tre annate molto calde di buona qualità. Al top il Robert Bowen Margaret River 2010 di Domaines && Vineyards, il Wisdom Pemberton 2011  di Houghton e il Wilyabrup Margaret River 2011 Rosily Vineyard.Poi tocca al Cile e ai suoi Cabernet Sauvignon di Maipo. Vini di vertice nella degustazione delle ultime annate, il Puente Alto Signature Apaltagua (Alto Maipo) 2010 e il Pirque Undurraga  2011 (Alto Maipo). Per finire, le consuete rubriche, gli assaggi di Steven Spurrier , i migliori value-wines del mese, i ristoranti e i pub, le pagine degli opinionisti.

Ed eccoci al supplemento dedicato a Bordeaux 2013.Si comincia con i cambiamento ai vertici degli Châteaux più importanti, a partire da Olivier Bernard, nuovo Presidente della Union des grands crus .Poi i value-Bordeaux, cioè la qualità a prezzi non eccessivi, secondo Margaret Rand: da Le Bosq a Saint-Estèphe a Chasse-Spleen, a Moulis.Nel servizio seguente Jane Anson si occupa delle nuove bellissime cantine e della sfida tra i grandi architetti a Bordeaux.James Lawther parla  della nuova tendenza degli Châteaux ad acquistare e assorbire proprietà : in poco più di 60 anni i produttori sono diminuiti da oltre 60.000 a meno di 8.000, ma le dimensioni medie delle proprietà sono corrispondentemente aumentate di due volte e mezza.Segue il club dei super-secondi grandi cru, da Ducru-Beaucaillou  a Cos d’Estournel , con quelli in attesa di farne parte, da Pontet-Canet a Lynch-Bages. Ian D’Agata spiega perché ama il Saint-Julien.Per lui al vertice Léoville-LasCasas e Ducru-Beaucaillou, ma non vanno dimenticati Saint-Pierre  e Beychevelle. Alexandre Schmitt è “il naso di Bordeaux” : ha lasciato il mondo del profumo per diventare importante consulente di grandi  Châteaux.James Lawther ci conduce in un tour di Saint-Émilion  e le sue cantine, propnendo i suoi assaggi più interessanti dell’annata 2010.A seguire, Pomerol vista da Neal Martin.Per lui al vertice sono Trotanoy 2009 e Petrus 2001.Di seguito Steven Spurrier  giudica le annate dal 1980 al 1989 del Médoc.Molti altri i servizi di questo supplemento: Stephen Brook descrive le migliori 10 vendemmie di Sauternes e Barsac, Ian D’Agata si sofferma sui grandi rossi e soprattutto  bianchi Pessac-Leognan, la difficile ascesa dei produttori di Cadillac, i top 20 Bordeaux del 2009 secondo Steven Spurrier (“ la migliore annata della mia vita”). Poi: négociants a Bordeaux e itinerario ad Arcachon e Cap Ferret.

 

Decanter, vol 38, n. 10, July 2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanter july 2013Il titolo centrale della copertina del numero di luglio è riservato ai migliori Rioja tra il 1990 e il 2010. Seguono: rossi di qualità in Languedoc a meno di 20 pounds, la filosofia di Krug e l’ultima column di Michael Broadbent. Dopo 433 numeri consecutivi, infatti, Mike Broadbent, da sempre firma di Decanter ha deciso di andare in pensione.Sarah Kemp gli dedica un affettuoso saluto in apertura di questo numero. Il primo servizio è la Power List del 2013, cioè la indicazione dei 50 personaggi più influenti del mondo del vino (numero 1, Pierre Pringuet, CEO di Pernod Ricard). L’intervista del mese è per Paul Draper , winemaker’s winemaker 2013 dell’Institute of Masters of Wine, e chief executive officer di Ridge Vineyards dal 1988.C’è molto Nuovo Mondo in questo numero. Si comincia con il profilo del terroir di Elquì e Limari, in Cile, a cui fa seguito un servizio dedicato alla Virginia,una regione in crescente sviluppo dal punto di vista enologico (nove regioni e 7 AVAs, con 230 aziende vitivinicole,l’80% delle quali concentrate nella parte centro-settentrionale); infine, nella sezione dedicata alle grandi degustazioni, uno dei panel tastings è per i Sauvignon blanc della Nuova Zelanda  (un solo vino outstanding, la Reserve 2011 dell’Awatere Valley, a Marlborough, di Yealands, ma molti vini di alta qualità, in un’annata , la 2011, discreta, ma non straordinaria). Ma naturalmente, la parte del leone continua a farla ancora una volta l’Europa. L’articolo principale di questo numero, lo si è detto,è quello dedicato ai grandi Rioja, di Sarah Jane Evans , con la sua Guida alle migliori annate del ventennio 1990-2010 (eccellenti 1982,1994 e 1995, 2001,2004 e 2005, 2010) e  ai top Riojas (al vertice il Contador 2007 di Benjamin Romeo , con 19/20).Agli Champagne Krug è dedicato il profilo del  produttore di Essi Avellan, L’altro panel tasting del mese ci porta nella Francia del Sud, per i vini di St.-Chinian e Faugères, grande annata 2010 e ben quattro vini outstanding).Ian D’Agata presenta la sua selezione di Prosecco; per il viaggio del mese si va invece in Grecia, in Peloponneso. Infine uno Château Haut-Brion blanc del 1989 è il vino leggenda che chiude questo numero.Due articoli “generalisti” sono da segnalare: il primo è dedicato al difficile equilibrio tra innovazione e tradizione nel mondo del vino e il secondo al riscaldamento climatico.Naturalmente, oltre a tutto ciò, ci sono le consuete rubriche, le pagine degli editorialisti, le presentazioni di ristoranti, pub, sommeliers, e i vini di Steven Spurrier e la selezione dei value-wines del mese.

 

 

Decanter, vol 38, n. 11, August 2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

 

Decanter aug 2013Questi i titoli: in rilievo, Saint-Aubin blanc, i grandi vini di terroir australiani, in Italia (Barbera d’Asti, Amarone e rosso di Montalcino), i migliori Pinot noir del Nuovo Mondo sono a Victoria, in Australia.Si comincia con i migliori 20 vini terroir.driven d’Australia secondo Anthony Jefford, il quale individua nell’altitudine il vero fattore critico.All’interno, nella sezione dedicata alle grandi degustazioni, il secondo panel tasting è dedicato ai Pinot noir di Tasmania e Victoria, sempre in Australia. Entusiasmanti quelli della Mornington Peninsula e della Yarra Valley dell’annata 2010, con ben sette vini valutati outstanding (quattro della Mornington Peninsula e due della Yarra Valley a Victoria e uno della Freycinet Coast, in Tasmania). Si parla di Pinot noir ed è normale quindi pensare alla Borgogna, presente in questo numero con due servizi: il primo dedicato ai volti nuovi del vino borgognone, e il secondo il panel tasting dedicato al Saint-Aubin blanc, una appellazione della Côte de Beaune, ingiustamente considerata minore rispetto a quelle assai più note di Puligny, Chassagne e Meursault, ma che è in costante ascesa qualitativa, come mostrano i risultati di questa degustazione.E’ invece destinato ad uno dei più classici  produttori alsaziani, Trimbach, il profilo del produttore del mese. Ancora in Francia è l’itinerario enoturistico del mese, riguardante il territorio di Bandol e Cassis.Molta Italia, in questo numero: il produttore del mese è il veneto Masi, a cui è dedicato il profilo di questo fascicolo; poi è la volta della Barbera d’Asti, nel servizio di Stephen Brook e  del rosso di Montalcino (ne scrive Karin O’Keefe, autrice di un recente bel volume sul Brunello , recensito sul nostro blog); infine il ritratto di Riccardo Illy, dal caffè al vino. Tim Atkin presenta i vini dello Swartland , in Sud Africa (bianchi deliziosi e ottimi Syrah); torna la Spagna con i bianchi di Rueda nell’analisi di Jane Evans; poi  ci sono i week-day wines , i vini  con ottimo rapporto qualità-prezzo (meno di 20 sterline la bottiglia): coup de foudre per il Two Constantia Glen 2012 tra i bianchi e la Petite Jeanne, Côtes du Rhone del Domaine la Roche Buissière 2012 tra i rossi.Completano questo numero i vini di Steven Spurrier, le consuete rubriche (per gli investimenti, focus sul Gruaud-Larose, con 13 annate, dal 1833 al 2003, valutate da Steven Spurrier) e il vino-leggenda del mese: uno Shiraz australiano, il Bin 1590 di Lindeman, annata 1959.

 

(Pubblicato il 9 e 10.7.2013)




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