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drink different

Le Riviste del vino: Wine Spectator, agosto-ottobre 2013

Wine Spectator, vol. 38, no.6,   August 31, 2013, $5.95

WS aug. 13

 

La copertina di questo numero  principalmente dedicato ai ristoranti  con le migliori cantine , con il titolo , alquanto enfatico “The List”, riporta la foto di Thomas Keller, del ristorante Per sé, grand award 2013 della rivista.

Ristoranti del vino dunque e i premi di Wine Spectator, come ogni anno.Soprattutto d’America, naturalmente, ma non solo. L’elenco completo è riportato, paese per paese , e per gli USA, stato per stato, nelle pagine centrali della rivista, da pag. 81 a pag. 149. Curioso: ci sono anche i ristoranti delle navi da crociera.Non manca un po’ d’Italia, con 5 Grand Award. Al  plotoncino dei “vecchi” (ad aprire l’elenco il ristorante- enoteca Pinchiorri, grand award dal 1984, poi Il Poeta contadino di Alberobello, dal 1997,  e i due ristoranti “promossi” nel 2004, La Pergola di Roma e La Bottega del Vino di Verona) si aggiunge quest’anno La Ciau del Tornavento, primo ristorante del Piemonte e del Nord-Ovest d’Italia a entrare nell’elenco. A La Ciau  è dedicato un articolo di Robert Camuto, insieme con altri  che hanno ottenuto quest’anno il riconoscimento, tra i quali  il già citato Per sé di New York .

Tra gli altri servizi di  questo numero, quello dedicato ai vini australiani, con punteggi stellari alla vendemmia 2012, per gli Shiraz di Barossa e della Mc Laren Valley e ai Cabernet di Coonawarra.Tra i vini preferiti di Harvey Steiman, il Grange 2008 . grande Shiraz di Penfold’s, con ben 100 punti su 100, seguito da un altro Shiraz, della Barossa, il Single Vineyard Marananga di Two Hands, con il ragguardevole punteggio di 98 /100.

Poi, i bianchi della California, di Maryann Worobiec. In maggioranza ancora gli Chardonnay, con oltre 95.000 acri  nel 2012 (un po’ meno di quelli di dieci anni prima), poi , sostanzialmente stabile, il Sauvignon blanc, con i suoi 15.000 acri, mentre si assiste al crollo dello Chenin blanc (da 29.000 a 6.000 acri negli ultimi venti anni, con un’estensione meno che dimezzata negli ultimi dieci) e alla rapida crescita dell’emergente Pinot gris, oggi  terza varietà per estensione delle vigne.Sono comunque soprattutto dei Sauvignon blanc i vini preferiti dall’autore nella sua selezione, con pochi “estranei”: un bianco “rodaniano” (Roussanne e Grenache blanc) e un Pinot gris, rispettivamente al terzo e quarto posto.

Nello spazio dedicato ai viaggi c’è un servizio dedicato ai migliori wine bar di Barcellona. Segue quindi la consueta Buying Guide ,  a cui vanno aggiunte le rubriche e le pagine degli opinionisti.Per quanto riguarda la Buying Guide, spicca la presenza del Contrada Porcaria 2010 di Passopisciaro, tra i vini Highly Recommended del mese (92 punti). Tra gli Smart Buys, un bianco veneto  (il San Vincenzo di Anselmi 2011), mentre  c’è un rosso toscano (blend  di Sangiovese e Syrah) di Badia a Coltibuono, il Cancelli 2011, tra i Best values del mese.Tra le regioni italiane in vetrina: Sicilia, Toscana , Umbria e Veneto, con spumanti e bianchi e rossi “misti” di altre regioni.

Gli opinionisti: James Laube ricorda André Tchelistcheff, Kim Marcus parla dell’ascesa dei rosé provenzali e Matt Kramer della scelta dei vini estivi.

 

Wine Spectator, vol. 38, no.7,  September  30, 2013, $5.95

WS sept. 13Copertina dedicata ai profumi della cucina italiana , con altri titoli minori per i Borgogna bianchi 2010, la rinascita del Rye Whiskey (se ne parla nella rubrica  riservata agli Spirits) e la guida ai ristoranti di Portland.Il servizio di apertura è dunque per il cibo italiano in America, con sei chef che interpretano le diverse cucine regionali italiane. All’insegna dell’”Italian food,American creativity”, il titolo , un po’ inquietante dell’editoriale di Marvin R. Shanken e Thomas Matthews. Sam Gugino  descrive la “tavolozza italiana”, i migliori ingredienti della cucina del nostro paese,  dai pomodori all’aceto.

Poi, vino: i “vibranti” bianchi borgognoni del 2010, di Bruce Sanderson. Nella valutazione di Wine Spectator, la vendemmia 2010, per i bianchi di Borgogna, vale 93 punti , come la 2008 e la 2005, ritenute le migliori del decennio.Al vertice dei favoriti  (i Top Wines) di Sanderson,  quattro grand cru della Cote de Beaune (due Bâtard-Montrachet e due Chevalier-Montrachet), poi uno Chassagne-Montrachet  e un Corton-Charlemagne. Nessuno Chablis. Al vertice il Bâtard-Montrachet di Chartron e lo Chevalier-Montrachet di Philippe Colin  con 97 punti.

Dopo l’ampia rassegna dei migliori ristoranti di Portland (Oregon), arriva un servizio dedicato ai grandi vini dolci di Klein Constantia, in Sud Africa.

La Buying Guide: Masseto 2010 (con 95 punti) Ornellaia 2010 (94) e Amarone Vigneto Alto di Bussola (94) tra i Collectibles del mese e Mongrana 2010, il rosso maremmano di Querciabella tra gli Smart Buys.Per i vini italiani, i focus sono su Campania, Friuli, Barolo, Toscana (rossi e Vernaccia di San Gimignano), Veneto (Amarone e altri rossi), misti di varie regioni.

Tra le pagine degli editorialisti, segnalo quella di Matt Kramer, che si interroga su che cosa diventa leggenda.

 

WS octob 15 13

Wine Spectator, vol. 38, no.8,   October 15, 2013, $5.95

In copertina la foto di Josh Jensen, pioniere del Pinot noir in California, al quale è anche dedicato il servizio di apertura di questo numero. Più in piccolo, i Top wines e i Best values della viticultura spagnola, freschi vini bianchi friulani e incontro con lo chef Tom Colicchio.

Cominciamo con Jensen e il suo sogno di riprodurre in California i grandi Pinot noir della Borgogna.. A seguire un servizio sui  Pinot noir di Calera, i più  borgognoni della California, secondo Jacques Seysses del Domaine Dujac.James Laube resta sulla California e il Pinot noir con un servizio sulla fredda annata 2011 (il migliore è quello delle Santa Lucia Highlands, di medio livello l’annata per i Pinot dell’Anderson Valley, Carneros, Santa Barbara e Sonoma).Top  Pinot per Laube il Blue-Slide Ridge di Marcassin, Sonoma Coast, del 2007, con 97 punti, a cui segue, subito dopo, un altro Pinot di Marcassin della stessa annata.Poi i sei produttori da seguire: Aiken,Bohème, Enroute,Ram’s Gate, Valdez Family e Ziata.

Grande cucina e realities si mescolano nella vita dello chef Tom Colicchio, a cui è dedicato il lungo servizio che segue.Poi si torna al vino e Kim Marcus indica i 100 migliori vini che costano meno di 15 dollari: ci sono anche 15 vini italiani, 12 rossi e 3 bianchi. La parte del leone la fa la Toscana, con ben 9 vini (tutti rossi), poi la Sicilia con tre e un vino per Puglia, Lazio e Veneto.

Crescono i vini spagnoli, non solo Rioja , Ribera del Duero e Priorat. Seguono tre miniverticali:  L’Ermita, rosso del Priorat di Alvaro Palacios, con quattro annate consecutive, dal 2006 al 2009; Ribera del Duero Pingus, cinque annate , le stesse con in più il 1998; e infine la Gran Reserva Conde De Valdemar , un Rioja, con cinque vecchie annate, dal 1970 al 1994. Nella lista dei vini raccomandati, la parte del leone la fanno ancora Rioja e Ribera del Duero, più sotto Priorat e Toro.Ancora Spagna a seguire con la grenache di montagna, e due cantine in evidenza: le Bodegas Borsao e Alto Moncayo.

Finalmente Italia, con i bianchi del Friuli, un servizio di Alison Napjus. Vini migliori i blend di uve locali. Tra i  monovarietali Chardonnay, Malvasia, Sauvignon, Pinot grigio e Ribolla. Top wine il Plus 2009 di Bastianich  (93 punti), poi due bianchi di Podversic Damijan.

Siamo infine arrivati alla Buying Guide.Da segnalare la presenza di ben tre vini italiani (tutti rossi) tra gli Highly Recommended, con punteggi molto elevati: il Taurasi Radici riserva di Mastroberardino 2006 (94), il Ghiaie della Furba di Capezzana 2007  (92) e un Sagrantino di Montefalco, il Signae 2007, di Cesarini Sartori (92). Tra gli Smart Buys, un Chianti classico 2007, di Rodano, e il bianco San Vincenzo del veneto Roberto Anselmi 2012. Il Santa Cristina 2011 di Antinori è invece l’unico italiano tra i Best Values.

Nelle consuete reviews che chiudono il fascicolo  sono sotto analisi i vini campani, i bianchi del Friuli, naturalmente,, i rossi friulani, la Barbera d’Alba,, i Chianti e altri vini toscani, Sicilia, Umbria, e misti di varie regioni.

Nei servizi brevi e nelle rubriche  che aprono questo numero, questa volta segnalo: l’acquisizione di Araujo, mitica proprietà della Napa Valley, da parte di Latour, il peso dei gradi di alcol nella valutazione dei vini (Laube) e i vini naturali (Kramer).

(Pubblicato il 27.10.2013)

 

 

Wine Spectator, vol. 38, no.9,   October 31, 2013, $5.95

 

WS oct. 13Copertina dedicata al nuovo design delle cantine e ai collectors, i collezionisti del vino.Nei titoli minori: grandi vini italiani, dalla Toscana e dal Sud Italia e Top restaurants a New York

 

Si comincia all’insegna del design con le nuove cantine , un servizio di Lizz Munro, nel quale sono descritte le cantine realizzate  d alcuni collezionistii, dalla California al Texas, da Vancouver al Kansas.

 

Si passa quindi ai ristoranti  di New York, che, nel 2013,  ha ottenuto ben  180 Wine Award da Wine Spectator. Eccoci finalmente all’Italia. Apre la Toscana  (annata 2011 stimata potenzialmente superiore a 2009 e 2010, sui livelli del 2008). Interessante notare come al vertice della personale graduatoria di Bruce Sanderson ci siano tre Vinsanto di Montepulciano e del Chianti classico (ma poco più sotto ce ne sono altri due), poi soprattutto rossi toscani da vitigni internazionali: Bolgheri e Maremma fondamentalmente. Il Chianti classico?  (solo tra i Top values: Gabbiano, Le Corti, Masi, Rocca di Castagnoli, Cancelli, Brolio, per cominciare. Più giù Montepulciano , anch’esso senza alcuna presenza tra i Top wines.Ancora Toscana con il ritratto-intervista di Giovanni Manetti, di Fontodi, e poi il Sud, “The Italian Frontier”. Nel Sud sono comprese tutte le regioni italiane dalle Marche in giù, fino alla Sicilia., ma sono soprattutto Campania  e Sicilia ad essere rappresentate nella lista dei vini migliori, con poche intrusioni di Abruzzi, Umbria, Basilicata  Sardegna (naturalmente con uve  Cabernet) e persino della Calabria (un vino di Odoardi).Lazio, Marche e Puglia sono confinate ai Top values: i buoni vini a basso costo. La varietà più premiata nella graduatoria di WS , con il Nero d’Avola , è l’Aglianico, con quattro vini tra i primi dieci. Tra questi è naturalmente il Taurasi Radici di Mastroberardino , e a Mastroberardino e ai vini iripini di Terredora e Feudi di San Gregorio è  dedicato il servizio che segue, di Robert Camuto. Eccoci alla Buying Guide: tra gli Highly Recommended, questa volta ci sono il Flaccianello  della Pieve 2010 (94) e, sorprendentemente, il vino entry de Le Macchiole (vendemmia 2011). Tra i Collectibles (i grandi vini da invecchiare) fa la sua comparsa il Sassicaia 2010 (94). Due Chianti classico ed altri due rossi toscani (un Nobile e un Rosso di Montalcino) nel gruppo degli Smart Buys; un altro rosso toscano (ma cabernet-merlottizzato) è infine tra i Best Values.Nelle review che chiudono il fascicolo: molta Francia (Rodano), e, per l’Italia , Bolgheri,Chianti classico, Nobile, Vin Santo,altri toscani.Per concludere, le molte rubriche e le pagine degli opinionisti. James Laube ritorna sui vini naturali, alquanto critico.

(Aggiornamento pubblicato il 29.10.2013)

 




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