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drink different

Le Riviste del vino: La Revue du Vin de France, settembre-ottobre 2013

La Revue du Vin de France, n. 574,settembre 2013, € 7.90 in Francia, € 8.50 in Italia

Il numero speciale di settembre della RVF è, come tutti gli anni, dedicato alle Foires aux Vins , al vino nella grande distribuzione.Ben 110 pagine  (delle 242 complessive) sono riservate  all’inchiesta su questo settore e alle offerte più convenienti che è possibile rintracciarvi in tutta la Francia.

 

RVF sept 13Per il resto, segnaliamo  però l’interessante intervista a Eric Rousseau, grande vigneron di Gevrey-Chambertin, che apre il numero, un servizio sulle vigne più alte del mondo, in Argentina; la curiosa vendemmia di Parigi, dove la vigna  ha ripreso piede (quella di Suresne è l’unica a guardare la Tour Eiffel).E ancora: gli outsder di Châteauneuf-du-Pape (il Domaine Boursan e i Vignobles Mayard),con un tete à tête  di vini dei due Domaines, dal 1990 al 2009.Poi un po’ di Loira: l’expertise du terroir del mese riguarda le terre dei grandi vini moelleux di Quarts de Chaume. Il servizio che segue resta ancora nella Loira per parlare degli Chinon del Domaine Bernard Baudry, con annessa verticale di La Croix Boissée , dal 1997 al 2011 (al vertice 1997, 2005 e 2009).Per l’itinerario del mese si va in Italia, nelle Langhe del Barolo e del Barbaresco; il grande accord è quello tra sogliola gratinata aux Viux Comté  e un vecchio Chablis  di Dauvissat , del 2001. C’è spazio ancora per un ritratto di Jean-Luc e Paul Äegerter, padre e figlio, titolari di una importante e dinamica Maison de négoce a Beaune, per le consuete rubriche, e, naturalmente, per  l’inserto centrale, di cui parliamo per ultimo, dedicato alle degustazioni.Questi i temi del numero di settembre: crus di Bordeaux, annate 2010 e 2011, vini “bio” di Beaujolais, grand cru Furstentum, in Alsazia, il tannat uruguaiano e buoni vini economici del SudOvest. Per la serie “Comprendere il vino” si parla del pressurage nei vini rossi.

Allegato al fascicolo, la Guide d'achat des crus, un libriccino con le valutazioni delle annate più recenti dei principali crus di Bordeaux e delle altre regioni vitivinicole della Francia.

 

La Revue du Vin de France, n. 575,ottobre 2013, € 6.20  in Francia, € 6.90 in Italia

RVF oct 13In copertina: Bordeaux e i cinesi; i tesori nascosti di Borgogna; le classifiche dei vini di Languedoc e Roussillon ed altri titoli.Si comincia con una intervista a Jean-Marie Le Pen, leader della destra estrema di Francia (ma non c’erano altri personaggi interessanti da intervistare?), ovviamente nostalgico dei vini della sua gioventù.Poi ecco i cinesi. Amano (troppo) Bordeaux e si sono già infilati in 45 chateaux. Non ingiustificate le inquietudini dei nostri cugini di Francia.Poi un servizio su come conservare i vini e le nuove tecnologie. Una riflessione: sulle riviste francesi e anglo-sassoni, questo tema viene periodicamente riaffrontato. Mai visto un articolo di questo genere sulle nostre riviste. Forse  gli italiani si bevono tutto il vino e non hanno l’abitudine di conservarne un po’?  Arriviamo così al tête à tête   tra due Domaines biodinamici della Côte de Nuits: il Domaine Arlaud e il Domaine Thibault Ligier-Belair, con  un confronto di vecchi e nuovi millesimi, dal 2005 al 2010, di vari cru di Morey-Saint-Denis e Vosne-Romanée.Questo mese  è la Maison de Champagne De Sousa, pioniera della biodinamica in questa regione, sotto analisi. A seguire una verticale di Caudalies millesimate, dal 1981 al 2006.Si va quindi in Svizzera per scoprire il terroir di Lavaux, ai bordi del Lago Lemano, dove sono vigne di grande interesse, in cui domina lo chasselas.Sorpresa: si vendemmia Chardonnay sulle Gueules Noires, sul Passo di Calais , a cui è dedicato il servizio che segue. Poi itinerario nel Minervois, in Languedoc; un incontro con Stephan Von Neipperg, tra i primi a voltare le spalle alla chimica nel bordolese, con il suo celebre Canon-La-Gaffelière a Saint-Émilion; il grand accord, tra astice blu a curry rosso con un raffinato Puligny-Montrachet del Domaine Leflaive. Infine il vino anti-crisi della Guascogna e le consuete rubriche. Torniamo ora ad occuparci dell’inserto centrale dedicato alle degustazioni.Questa volta si parla dei migliori rossi di Languedoc e Roussillon e del loro classement. Tre quelli che possono essere considerati i premier cru: il Terrasses du Larzac di Mas Jullien, il Côtes du Roussillon La Muntada di Gauby, e il Pays de l’Hérault  del Domaine de La Grange des Pères.Poi i tesori nascosti di Borgogna, di cui si parlava a proposito della copertina: sono le piccole appellations  da Chorey-lèes-Beaune  a Saint-Aubin. Qui le scoperte della RVF. Ancora: verticale del granmde Clos Saint-Denis del Domaine Dujac dal 1978 al 2009; Clos Joliette l sorprendente vino dolce dello Jurançon capace di sfidare i grandi Sauternes (annate 1971-2006); grandi Porto di Quinta do Noval (dal Silval alla mitica Quinta Nacional ), vini di Sicilia… Per “Comprendere il vino” si parla di débourbage.

(Pubblicato il 29.10.2013)




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