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drink different

Le riviste del vino: Decanter, settembre-novembre 2013

Decanter, vol 39, n. 12, September 2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

DEcanter sept.13Sud della Francia, Rioja, Chianti classico e Porto Vintage 2011 nei titoli di copertina. Si apre con  la Francia  meridionale, nella rassegna di Andrew Jefford : da ovest verso est, il meglio di Cahors, Madiran. Jurançon, Couilloure,Cotes-du Roussillon-Villages, Fitou, St.-Chinian, Faugères, Terrasses du Larzac, Pic-St-Loup, Côtes de Provence, Bandol.

Si resta in Francia  nell’articolo che segue, dedicato al profile di un produttore,che, in questo numero, é il Domaine de Vogűé, in Borgogna e, più oltre, per parlare dei grandi Cabernet Franc ultracentenari della Loira.

Altri articoli  di questo numero, molto internazionale, sono dedicati ai vini di altre regioni europee. Segnaliamo  il vintage report  dedicato alla (grande) vendemmia 2011 del Porto Vintage, con le valutazioni di Richard Mayson (più avanti un’analisi degli investimenti per il  Porto vintage di Cockburn dal 1896 al 2011), e la guida alle migliori  annate del  Chianti classico (dal 2000 al 2010) , secondo Richard Baudains. La penisola iberica ritorna con un articolo di Margaret Rand dedicata  ai grandi Sharries e il grande panel tasting dedicato alla Rioja, con quattro vini outstanding: La Gran Reserva Faustino I 2001, La Reserva Valenciso 2006, la Reserva Bodegas Muriel 2008 e La Reserva Viña Arana, La Rioja Alta del 2005, che hanno ottenuto valutazioni superiori ai 95/100 .Non manca la Grecia, di cui si parla sempre molto poco, ma i suoi Assyrtiko appaiono molto interessanti: 16 vini considerati di alta qualità , un Santorini 2012, della Haridimos Hatzidakis tocca i 18.5/20 , equivalenti a 95/100.Eccoci dunque al Nuovo Mondo , presente con  servizi  sui vini del Margaret River (Australia), i Pinot noir di Martinborough (Nuova Zelanda) e l’itinerario del mese, Cape Town, in SudAfrica.

Poi le consuete rubriche, tra le quali  segnaliamo un interessante dibattito, su quanto sia consistent la critica del vino. Si chiude con la Wine Legend del mese: il Cros Parentoux, Vosne Romanée 1er cru di Jayer 1990.

Allegato a questo numero è il supplemento annuale (48 pagine) dedicato alla California.In breve gli articoli: La nuova California; le famiglie del vino di Napa; Napa, il ritorno alla finezza; Cabernet delle vendemmie 2010 e 2011; funzionano le AVA?; i migliori siti per il Pinot noir californiano; i vini delle regioni meno famose: grandi Chardonnay; l’eccellenza  dei ristoranti.

 

Decanter, Award Edition 2013, £ 4.99 (in Inghilterra)

Decamter aw 13Si tratta del consueto numero speciale (344 pagine) dedicato, come ogni anno, ai Decanter Award, che quest’anno celebrano i 10 anni,La prima parte è dedicata alla illustrazione della  metodologia adottata e alla presentazione del panel di esperti che hanno effettuato le valutazioni, infine le statistiche . Si passa quindi alla illustrazione dei trofei internazionali per categoria (tipologia di vino e fascia di prezzo, sotto o sopra le 15 £).Spicca la grande presenza di Nuovo Mondo nell’assegnazione degli international trophies:non è certo sorprendente uno champagne al vertice degli sparkling oltre le 15 £, ma è un Blanc de blancs cileno ad aggiudicarsi il trofeo della fascia inferiore di prezzo. E poi:rispettivamente un vino neozelandese e uno australiano per i Riesling di prezzo inferiore o superiore; un altro neozelandese e un sudafricano per i Sauvignon; gli Chardonnay sono ancora entrambi del Nuovo Mondo, un cileno e un australiano. Spuntano un Albariño delle Rias Baixas per i vini da varietà singola sopra le 15 £ e un rosé provenzale tra i rosè della fascia di prezzo più alta.Ma i vini vincitori a base di Pinot noir sono un vino canadese della British Columbia e, per il prezzo più alto, un Pinot noir tedesco . Per i vini “bordolesi”? Un cileno e un rosso ungherese. Quelli con varietà del Rodano? Francesi? Manco a dirlo: uno Shiraz sudafricano e uno australiano.Fortunatamente l’Italia si aggiudica i trofei per i vini da varietà autoctone italiane (un Montepulciano d’Abruzzo e un  Barolo riserva), anche perché di queste varietà, all’estero ce n’è poco.Persino nei vini fortificati, Spagna e Portogallo , per la fasce di prezzo inferiore,  soffrono la concorrenza del Nuovo Mondo e dei paesi emergenti, come la Croazia.

Esauriti i premi internazionali, si passa a quelli regionali.Per l’Italia ci sono i premi regionali del Piemonte, della Toscana, del Veneto,del Sud Italia e il regionale d’Italia , cià che ci dà un’idea della rappresentazione “esterna” del mondo del vino italiano.

 

Decanter, vol 39, n. 1, October  2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanter oct.13Questo numero è interamente dedicato ai vini del SudAmerica. Perché? Si domanda l’editoriale introduttivo. Perché non c’è alcun’altra regione vitivinicola al mondo che abbia compiuto i progressi del Sud America negli ultimi dieci anni.E allora: si comincia con una rassegna dei migliori 50 vini sudamericani al di sotto delle venti sterline.Non solo vini rossi. E difatti , nell’elenco, ci sono anche uno spumante brasiliano, naturalmente molti Chardonnay, argentini e cileni, ed ancora Sauvignon blanc, Sémillon. Torrontés, alcuni sorprendenti Riesling. Tra i rossi, naturalmente la fanno da padrone le varietà bordolesi , tra le quali spiccano il Malbec e il Carmenère, prevalentemente monovarietali, ma ci sono anche interessanti Pinot noir cileni e vini a base di uve syrah.Top scores proprio per un Pinot noir cileno della Leyda Valley e un Cabernet franc argentino di San Carlos, delle cantine Catena Zapata.Il servizio di Patricio Tapia, che segue, parla dei vini “estremi” di Cile e Argentina, prodotti in vigne a oltre 1.500 metri di altitudine. Tra questi, impressionante un blend di Malbec e Cabernet Sauvignon argentino  da vigne a 2.600 metri.Peter Richards parla dei pionieri della vitivinicoltura cilena, gli Old Dogs.: De Martino, Lapostolle, Errazuriz, Undurraga.L’intervista del mese è a Pedro Parra e Alberto Antonini: il primo, uno specialista di terroir cileni e argentini, e il secondo un winemaker toscano impegnati nella creazione di vini small-scale  capaci di esprimere le caratteritiche dei diversi terroir.Nell’articolo che segue, Anthony Rose  descrive l’età dell’”illuminismo” del Malbec. Poi è la volta degli investitori stranieri in SudAmerica, da Lafite a Torres.L’articolo che segue esce dalla diade Cile-Argentina e si occiupa del Brasile: più famoso per il calcio che per il vino, ci sono cose nuove anche lì. Per l’Uruguay basta un riquadro a pag. 61.Anche l’itinerario di viaggio è ovviamente sudamericano: l’Uco Valley in Argentina; un altro itinerarario si occupa degli Hotel-boutique del Cile. I panel tasting del mese sono rispettivamente dedicati  al Malbec argentino (al vertice quattro Malbec appunto dell’Uco Valley) e ai Pinot noir cileni (di buon livello, con un vino outstanding: Leyda Valley Grey di Viña Ventisquero 2012, 18.5/20).

E ancora, le consuete rubriche, le pagine di Steven Spurrier , 25 ottimi vini sotto le 20 sterline , non più solo sudamericani ), per finire con la Wine Legend, quella di un Cabernet cileno, il Casa Real 1989 di Santa Rita ((Alto Maipo).

 

Decanter, vol 39, n. 2, November  2013, £ 4.30 (in Inghilterra)

Decanter nov.13Titoli di copertina: si parte dall’enigma amletico “ Decantare o non decantare?”, poi Saint-Émilion 2010, Barolo 2009 e buoni spumanti per Natale.Si apre con la guida di Decanter… alla decantazione. Problema controverso. Meglio con i vini giovani o con quelli invecchiati? La prova è fatta con tre diverse annate di Lynch-Bages  (1996, 2000 e 2006) e tre Cabernet Sauvignon Hillside  di Shafer (stesse annate).Evidenze parzialmente controverse, ma: una aerazione, anche breve (un’ora) sembra giovare sempre, specie per i i vini più vecchi, ma oltre le due ore si rischia.Poi: il nuovo regime di Figeac e le reazioni  degli amatori del vecchio stile Figeac dopo l’arrivo di Michel Rolland. Dopo tanta  Italia. Si comincia con il vintage report del Brunello (annata 2008 e riserva 2007) (al top Biondi Santi 2008 , 18.5/20; Brunelli, il Marroneto e la Gerla, con lo stesso punteggio: per le riserve, Canalicchio di Sopra, Conti Costanti e ancora Biondi Santi). Si resta in Toscana con il profilo di Panzano, grande territorio del Chianti classico (grande Vigna del Sorbo di Fontodi riserva 2009). Ancora Italia con il panel tasting dedicato al Barolo 2009 (sopra tutti il Cannubi Boschis di Virna, 19/20, poi, un soffio sotto,  il Sarmassa di Brezza, il Le Coste di Monforte, Diego Conterno, il Monforte di Pecchenino, il Ciabot Tanasio di Sobrero e il La Morra di Stefano Farin).Poi è Australia: i vini di McLaren Vale, il profilo di De Bortoli, una delle wineries più influential d’Australia.Il servizio successivo di Christy Canterbury si occipa dell’acquisto della mitica Eisele Vineyard da parte di Latour. Ancora: il panel tasting dei Saint-Émilion del grandissimo  2010. Al vertice Beauséjour e Figeac. Più giù il neo-promosso Angélus e Cheval Blanc.Eccoci quindi agli sparkling di Natale: Sud Africa, Australia, Veneto, crémant di Bourgogne, Loire e Jura, cavas spagnole e, naturalmente, sparkling  del West Sussex .L’itinerario del mese è dedicato a Santa Barbara County, in California. Poi le rubriche, i vini di Steven Spurrier, gli investimenti e, per finire, la Wine Legend: TBA 1976 di Egon Muller-Scharzof, grande Riesling Trockenbeerenauslese della Mosella.

Pubblicato il 1.11.2013)




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