Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Libri: Vini dell'emisfero Sud

Desimone, M. & Jenssen, J. (2012). The complete guide to Wine of the Southern Hemisphere, New York: Sterling Epicure, 580 pp,

Wine emisphereQuesto era un libro che mancava davvero: un libro cioè che presenti in modo organico i vini dell’emisfero del sud, non solo come mero elenco di etichette, ma in un inquadramento più generale, che consideri l’evoluzione dell’enologia e dei modi di vita di questi paesi. Ora che i vini di queste regioni cominciano ad essere presenti, grazie ai loro prezzi spesso molto allettanti, anche nei supermercati e sulle tavole dei ristoranti etnici, vale la pena di conoscere di più al riguardo.

La prefazione è di Michel Rolland, enologo globetrotter, gli autori sono Mike Desimone e Jeff Jensen, meglio conosciuti come i World Wine Guys, collaboratori di Wine Enthusiast e Wine Spectator. La presentazione è in ordine alfabetico: si parte dunque dall’Argentina e si finisce con l’Uruguay, passando per l’Australia, la Nuova Zelanda e il Sud Africa. 7 capitoli, ciascuno dedicato ai sette stati-bersaglio.Di ogni nazione , dopo una premessa generale, sono considerate le principali varietà coltivate, le regioni nelle quali si produce vino, quindi, per ciascuna di esse, case e vini: di quelli più rappresentativi è riportata l’etichetta. Non è finita: ciascun capitolo è completato da ricette della gastronomia locale per accompagnare i vini e alcune interviste a produttori rappresentativi (In their own words). Per l’Argentina, con Laura Catena (Catena Zapata) e Nicolas Adebert (Cheval des Andes), c’è Piero Incisa della Rocchetta,proprietario di Bodega Chacra, nel Rio Negro, che produce un interessante Pinot noir, il Chacra. Segue , in ordine alfabetico, il colosso Australia.Lo schema è lo stesso, ma ovviamente occorre un numero di pagine assai più numeroso: ampio spazio dunque ai vini delle Adelaide Hills, della Barossa Valley,della Clare Valley,Coonawarra, Eden Valley, Mc Laren Vale, Yarra, e così via.A seguire, le consuete ricette e le interviste a Michael Hill Smith, primo master of wine australiano, Peter Barry protagonista nella Clare Valley, e James Halliday, autore di celebri guide al vino australiano. E’ la volta del Brasile (va da sé, esaminato più rapidamente), quindi del Cile, altro paese affermatosi come produttore di vini di qualità dell’emisfero sud. Non solo Cabernet Sauvignon , Carmenere e Merlot. Crescono i vini bianchi da Chardonnay e Sauvignon blanc. Questa volta le interviste finali sono ben quattro: tra queste Alexandra Marnier Lapostolle (per intenderci: Grand Marnier & Clos Apalta). Due ampi capitoli, con la stessa struttura, sono dedicati a Nuova Zelanda e Sud Africa : l’accostamento di questi due capitoli (l’uno segue l’altro in ordine alfabetico), riferiti a due regioni così dstanti tra loro, dà un’idea dell’ampiezza dell’area considerata in questo libro. Ben sei le interviste che concludono il capitolo della Nuova Zelanda, paese emergente tra gli emergenti del vino mondiale, tra cui Bob Campbell, master of wine e tra i primi a scrivere dei vini della Nuova Zelanda, Helen Masters, di Ata Rangi, ed altri ancora. Interessante, per gli amatori del Pinot nero, la sezione dedicata al Central Otago.Il Sud Africa , tra i paesi dell’emisfero Sud, non è tra quelli con una storia enologica più breve, dal momento che vi si produce vino dalla metà del Seicento.Come sempre, dopo l’elenco delle varietà coltivate , tra le quali l’originale Pinotage, segue la descrizione delle regioni vitivinicole , cominciando dalla Coastal region, che comprende le aree più reputate del Sud Africa, Paarl, Stellenbosch,Constantia. Chiude il libro l’Uruguay, stato che solo ora comincia ad affacciarsi sulla ribalta internazionale, con l’intervista a Carlos Pizzorno, winemaker di origine italiana, da una famiglia di terza generazione. I Pizzorno producevano vini di qualità già dal 1910, nella regione del Canelones, nella parte meridionale dell’Uruguay, 20 miglia a nord di Montevideo (un Sauvignon blanc, un Tannat e anche uno spumante). Un buon libro, accessibile anche ai non specialisti, che consigliamo ai curiosi e a chi ama viaggiare oltreoceano.

(Pubblicato il 9-7.2014)




 Privacy Policy