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drink different

Libro: Barolo e Barbaresco secondo Kerin O'Keefe

O’Keefe,K. (2014). Barolo and Barbaresco. The King and queen of italian wine. Oakland (CA): University of California Press, 346 pp., rilegato, $ 39.95

Barolo and BarbarescoDopo i due volumi su Franco Biondi-Santi (2004) e sul Brunello di Montalcino (2012), Kerin O’Keefe, studiosa di letteratura anglo-americana e giornalista enologica, già collaboratrice di Decanter e italian editor di Wine Enthusiast, pubblica questo volume dedicato ai due grandi rossi langhigiani.

Trasferitasi in Italia, l’autrice ha sposato un italiano, autore delle fotografie che corredano il volume, ed è da sempre una grande estimatrice dei vini italiani, che mostra di conoscere molto bene. Questo secondo libro dedicato al Barolo e al Barbaresco segue lo stesso schema di quello di due anni fa sul Brunello. Nella prima parte viene dettagliatamente descritta la storia dei due vini e delle loro denominazioni, nella quale viene sottolineato il ruolo del generale Staglieno, del conte di Cavour e della Marchesa di Barolo Giulia Colbert Falletti nella nascita del Barolo moderno. In questa prima sezione l’autrice descrive accuratamente l’evoluzione dall proprietà vitivinicola nelle Langhe, la distinzione tra produttori e vignaioli, la nascita delle prime selezioni da vigne singole, la crescente sensibilità per la vitivinicoltura sostenibile. Ampio spazio è naturalmente assegnato all’esame della geologia delle Langhe e della differenziazione dei loro suoli, delle caratteristiche climatiche e dei suoi recenti mutamenti, e della sua varietà regina (il Nebbiolo).

La prima parte si conclude con i temi che sembrano maggiormente appassionare l’autrice: la Barolo War degli anni ‘90, tra produttori tradizionalisti e modernisti, nella quale, come già per il Brunello, essa si schiera senza esitazioni dalla parte dei primi, e il controverso problema delle zonazioni, dall’introduzione delle menzioni geografiche aggiuntive al caso Cannubi.

Nella seconda parte la O’Keefe descrive i “villaggi” del Barolo, da Barolo e Novello a Verduno, Grinzane Cavour,Roddie Diano d’Alba, con le differenziazioni dei loro terroirs e i diversi cru, completati dai profili dei maggiori produttori. Qui forse sta il limite principale del libro, in quanto la selezione , certo indispensabile, delle aziende, annovera una serie di omissioni importanti, da Roberto Voerzio a Vietti e Vajra. La stessa osservazione vale per quanto riguarda la terza parte del libro, dedcata al Barbaresco, la “regina” delle Langhe, dove la mancata menzione di produttori come i marchesi di Gresy, Bruno Rocca Rabajà e de La Spinetta sono difficilmente comprensibili in un libro che vorrebbe essere esaustivo.

Pur se con qualche riserva per una punta di settarismo e per le incompletezze di cui si è appena detto, il libro è comunque interessante e ben documentato e fornisce una esposizione accurata delle principali questioni attinenti i due grandi vini langhigiani, per cui lo consigliamo agli appassionati, che vi troveranno molte notizie e molti spunti di discussione.

(Pubblicato il 2.3.2015)




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