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drink different

Le Riviste del vino: Wine Spectator, marzo-maggio 2015

Wine Spectator, vol. 39, no.15,   March 31, 2015, $5.95

WS march 2015In copertina Anthony Bourdain, noto cuoco-scrittore, nonché uomo di televisione . Americano di New York, con nonni francesi, emigrati da Arcachon dopo la prima guerra mondiale,Bourdain aveva cominciato come chef in un bistrot di cucina francese di New York, Les Halles. Ora è autore di più di 10 libri di gastronomia di successo, nonché di diversi film e trasmissioni televisive. Ancora: la valutazione di 750 Bordeaux della vendemmia 2012, i migliori vini californiani da varietà del Rodano.

Il primo servizio è appunto quello .dedicato a Baudain, ormai una star televisiva. Poi Bordeaux 2012: un’annata considerata da Wine Spectator lievemente inferiore a quella del 2011(eccellente per Sauternes e Barsac), ma migliore della 2013: i vini sono giù piacevoli, da bersi oggi, non destinati a un lunghissimo invecchiamento. Al Top, per James Molesworth, Petrus, Le Pin e Trotanoy , tutti dei Pomerol, sulla Right Bank; sulla Left Bank, Haut-Brion , Latour, Margaux e Mouton-Rotschild.Il servizio seguente è dedicato al vino in crociera. Ben O’Donnel indica le migliori selezioni dei ristoranti delle grandi navi.Si passa dunque ai grandi rossi californiani derivanti da varietà classiche del Rodano (Syrah e Grenache). Ne parla Tim Fish, mentre Anna Worobiec parla dei bianchi, dalla Grenache blanc al Viognier.

Nella Buying Guide: il Gattinara 2006 di Nervi è nella selezione degli Highly Recommended. Un italiano anche tra i Collectibles (Barolo Rocche dell’Annunziata 2008 di Scavino), tre tra gli Smart Buys. Poi le consuete rassegne di assaggi ripartiti tra le varie regioni vitivinicole. Completano il numero le varie rubriche e le pagine degli opinionisti (James Laube sui vini del Sud Africa; Matt Kramer sul nuovo e il diverso nei vini).

Wine Spectator, vol. 40, no.1, April 30, 2015, $5.95

WS April 2015La copertina di questo numero è, se possibile, tutta italiana. Il titolo grande è dedicato alla famiglia Antinori, i Tuscan Trailblazers , i pionieri toscani. Ma ci sono anche i Barolo della magica annata 2010. Il numero si apre dunque con un ampio servizio dedicato agli Antinori, dal titolo “Family Trust”. Una sintesi delle etichette antinoriane nel mondo è a pag. 53, dal Chianti classico alle aziende americane .Segue un servizio sui migliori ristoranti di San Francisco, poi tocca ai produttori emergenti delle varie regioni del mondo: tra queste c’è anche la Sicilia. Infine eccoci al Barolo, “The Pride of Piedmont”, e alla grande annata 2010, che Wine Spectator valuta 97 punti, che ne fanno la migliore vendemmia degli anni 2000 , davanti a 2001, 2006 e 2007, ferme a 95. La selezione di Bruce Sanderson vede ai primi posti tre Barolo di Aldo Conterno (Cicala, Colonnello e Romirasco), insieme al Barolo di Bartolo Mascarello, al Brunate di Rinaldi e al Bric del Fiasc di Paolo Scavino. Poi segue una selezione dei migliori vini del Piemonte di varie annate, tra cui primeggiano i Barbaresco .La finestra sul Piemonte continua nelle pagine che seguono, dedicate ai Nebbioli del Nord e ai migliori Gattinara, da Antoniolo a Nervi . Infine la Buying Guide: i piemontesi non mancano neanche nelle selezioni dei vini più prestigiosi del mese, quelle degli Highly Recommended e dei Collectibles.Molti vini italiani , soprattutto toscani, anche nelle selezioni dei vini con miglior qualità-prezzo. Come sempre il fascicolo è completato dalle molte rubriche e dalle pagine degli opinionisti (James Laube parla dell’”Economics of Terroir”, Matt Kramer del fascino dei vini della Nuova Zelanda).

Wine Spectator, vol. 40, no.2, May 31, 2015, $5.95

TWS May 2015itolo grande di copertina per Ken Wright, il maestro del Pinot nero dell’Oregon, poi i rossi del Cile, la riscoperta dell’identità del Beaujolais.Si comincia proprio con Ken Wright con un ampio servizio sui suoi Pinot noir della Williamette Valley, in Oregon (a pag. 55 la mappa delle aree vitivinicole –AVAs- della regione). A seguire la cucina dei Finger Lakes, la zona dei laghi di origine glaciale nella parte settentrionale dello stato di New York, con il menu proposto da Wine Spectator .Kim Markus firma l’articolo successivo, dedicato ai vini cileni, di cui segnala i migliori a suo giudizio . Al Top un Cabernet e un Carmenére di Concha y Toro: il Don Melchor 2011 e il Carmin de Peumo 2012. Alison Napius parla della rinascita del Beaujolais , con le migliori espressioni nel Morgon e nel Moulin-à-vent, e poi dei migliori vini campani (tutti irpini) .C’è un po’ di Borgogna “global” nel servizio successivo, dedicato alla Maison Lucien Le Moine, fondata dal libanese Mounir Saouma e sua moglie israeliana Rotem Brakin. In chiusura, la Buying Guide. Naturalmente, ci sono l solite rubriche e le pagine degli opinionisti (Matt Kramer parla delle trasformazioni del palato, James Laube dei Cabernet della Napa Valley del 2013).

(Pubblicato il 2.6.2015)




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