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drink different

Le Riviste del vino: Wine Spectator di agosto e settembre 2015

Wine Spectator, vol. 40, no.6, August 31, 2015, $5.95

WS aug 15“The World’s Greatest Wine Lists” é il titolo principale di copertina. Si tratta infatti del numero che Wine Spectator dedica ogni anno ai migliori ristoranti del vino. I nomi del 2015: Aux Beaux Arts a Macao, Bleu Provence e Marcello’s La Sirena in Florida, Capo, Plumed Horse e Spruce in California, Pearl & Ash, New York, Print Hall, in Australia.

Quindi l’elenco, stato per stato, degli USA innanzitutto (la parte maggiore, ovviamente), e poi delle altre nazionalità. L’Italia? Più o meno i soliti nomi degli altri anni. I tre awards:Antica Bottega del Vino a Verona,Enoteca Pinchiorri a Firenze,Il Poeta contadino ad Alberobello, La Ciau del Tornavento a Cuneo,La Pergola a Roma.

A parte i ristoranti del vino, poca altra roba: i migliori vini australiani e le distillerie del Gin. Naturalmente la Buying Guide che conclude tutti i numeri di WS: solo piemontesi nelle categorie più prestigiose e un toscano tra i vini “intelligenti”.Restano le rubriche e le pagine degli opinionisti (James Laube sull’arrivo di Matt Courtney alla Arista Winery e Matt Kramer sulla storia “da bere”).

 

Wine Spectator, vol. 40, no.7, September 30, 2015, $5.95

WES sept 15Al centro di copertina, in questo numero i vini da pesce. Poi Borgogna bianchi del 2012, Pinot nero californiano del 2013 e le bevande fredde al caffè.

So comincia con una serie di servizi dedicati alla “Fish story”: come si prepara il pesce e con quali vini accompagnarlo a tavola. A seguire è l’arte del Pinot, sul Pinot nero californiano della annate 2012 e 2013, buone anche se non al livello della 2009. Nella selezione di James Laube, al vertice tre Pinot della Russian Valley e uno di Carneros.Poi Aaron Romano presenta Oakland : dove mangiare e che cosa bere. Il servizio che segue è dedicato ai bianchi di Borgogna dell’annata 2012: basse rese e ottime maturazioni. Interessante che per Bruce Sanderson questa annata, con 2011 e 2007, sarebbe appena un soffio sotto la 2010 , la 2008 e la 2005, giudicate le migliori annate delle ultime dieci per i bianchi di questa regione, ma migliore della 2009 (chardonnay esotici con strutture esili). Al vertice, per l’autore, due Montrachet e due Bâtard-Montrachet , poi un Corton-Charlemagne. Si chiude con la “trinità del whisky” secondo Jonny Mc Cormick: Scozia, Giappone e USA. Completano il numero, come sempre, la Buying Guide (come sempre, tra i vini italiani, Piemonte e Toscana nelle selezioni più prestigiose, e ancora Toscana tra gli smart buys e i best values), le consuete rubriche e le pagine degli opinionisti (la Vinexpo di James Laube e il ruolo dell’emozione nel vino per Matt Kramer).

(Pubblicato il 4.9.2015)




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