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Climats de Bourgogne: un patrimonio millenario

A.A. V.V. (2013), Climats du vignoble de Bourgogne. Un patrimoine millénaire exceptionnel. Grenoble: Glénat, 224 pp. , € 49.00

ClimatsQuesto bel libro di grande formato è stato pubblicato nel 2013 a sostegno della presentazione della candidatura della Borgogna per il patrimonio dell’UNESCO. Anche se ora tutto si è concluso, vale la pena di parlarne ugualmente, perché, a parte la magnifica documentazione fotografica che ne accompagna le pagine, sono numerosi i temi che interesseranno gli appassionati e gli specialisti della Borgogna.

I climats, come è noto, sono una delle specificità della vitivinicoltura borgognona: sono il prodotto di una costruzione plurisecolare, alla quale hanno concorso, quasi in ugual misura, la natura e l’uomo. Questo libro, con il concorso di molti specialisti, ne esamina tutti gli aspetti. Si parte naturalmente dalla storia : dal Medioevo e dal lavoro straordinario compiuto dai monaci benedettini e cistercensi, che ebbe nel Clos de Vougeot il suo emblema, per arrivare ai giorni nostri. Nella seconda parte del volume sono esaminati quattro dei più famosi climats della Cote.d’Or: Le Montrachet, lo Chambertin Clos-de-Bèze, il Corton Clos du Roi e La Romanée-Conti. Nella terza parte sono i siti, i paesaggi, i borghi, i nomi dei climats ad essere esaminati, e il complesso sistema di parcelle, muretti, cabotes che li contrassegnavano. Nella parte successiva sono le due grandi capitali del vino borgognone, Dijon e Beaune, e due grandi proprietà religiose , cariche di una   storia millenaria: il Clos de Vougeot e Saint-Vivant de Vergy, le cuveries (quella dei Duchi a Chenove e quella dello Chapitre a Beaune) e i grandi celliers e le caves (da Clairvaux al cellier cistercense dell’abbazia di Maizières a Beaune). Un capitolo conclusivo richiama i diversi aspetti dell’eccezionalità dei climats borgognoni.

Completano il volume una prefazione di Bernard Pivot, Presidente del Comitato di sostegno alla candidatura, e i ringraziamenti di Aubert de Villaine, mitico régisseur del Domaine de la Romanée-Conti.

In definitiva un libro da guardare e da consultare, che consiglio a tutti gli appassionati dei vini della Borgogna: per comprendere qualcosa di più, che non si vede nel bicchiere, ma ne costituisce un valore aggiunto.

(Pubblicato il 14.10.2015)




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