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drink different

Riviste estere

Decanter

Su Decanter di dicembre vengono proclamati i Vini dell’anno. Tra i 100 best values, anche 14 vini italiani, 10 piemontesi (quasi tutti Barolo) e 4 toscani (Chianti classico).I punteggi più alti sono stati riportati dal Barolo Prunotto 2005 (19/20) e dal Chianti classico riserva la Gabbiola 2006 (19/20). Segnalo la review sulle vendemmie degli Champagne millesimati, a cura di Margaret Rand. Il 2008 è valutato la migliore annata degli ultimi venti anni nella Champagne, il 2001 la peggiore dal 1995 ad oggi.; 2005 e 2007 buone annate per lo Chardonnay, 2006 per il Pinot noir. I consueti Panel Tasting sono dedicati, questa volta, ai Puligny e ai Chassagne Montrachet del 2008 e ai Syrah australiani (2005-2009) , Focus sui Riesling tedeschi del 2009 , i vini dell’Etna (con il Passopisciaro 2006 e il Magma di Cornelissen dello stesso anno sugli scudi) e i nuovi Pinotage sudafricani. Questo numero (interessante, da leggere) comprende un supplemento dedicato ai vini del Rodano settentrionale..

 

Wine Spectator

Rodano al centro anche dell’ultimo numero (30 novembre) di Wine Spectator, con i top wines dell’annata 2008 sia della parte meridionale (Chateauneuf du Pape, in primis, ma anche gli altri vini, meno importanti e celebrati: Gigondas, Vacqueiras, Ventoux, Lubéron, etc.), sia settentrionale (Hermitage, Crôzes Hermitage, Côte Rotie e Condrieu). L’annata 2008 è considerata modesta , con uno score di 86 per il Nord e 88 per il Sud, punteggi che la pongono appena sopra il disastroso 2002, ma ben al disotto dell’annata 2009, considerata la migliore degli ultimi dieci anni. Questo numero è dedicato ai collectors, i collezionisti e le loro cantine all’insegna dello “Small  is beautiful” ma “Bigger is better”: molte belle foto e la guida del Cellaring Basics , i fondamenti dell’arte della cantina. Interessante l’intervista-ritratto di Stéphane Derenoncourt, presentato come il Ribelle preferito di Bordeaux , la cui prospettiva è rappresentata come opposta a quella di Michel Rolland: mago della cantina e della vinificazione, quest’ultimo, quanto il primo è attento al suolo e alle vigne. Natale si avvicina e quindi non poteva mancare un servizio sulla cena di Natale: lo spunto è la cena di Natale di Dickens con i vini per accompagnare i piatti del menu. Anche questo numero ci è sembrato interessante e i wine lovers non se lo faranno sfuggire.

 

La Revue du Vin de France

Arrivata al n. 547 con il fascicolo di dicembre, é la più popolare rivista francese di vini, Naturalmente i vini francesi la fanno da padroni, ma, specie negli ultimi anni, c’è stata una maggiore apertura ai vini di altri paesi, in particolare italiani e spagnoli (in questo numero si parla di vini del Priorat). La parte centrale della rivista è dedicata alle degustazioni. Questo mese si parla degli Champagne , come il calendario in qualche modo impone, e dei Bordeaux 2001 (Dix ans après), che in qualche modo conferma e consolida il giudizio di una “buona/ottima annata”, forse eccessivamente oscurata da quella precedente, allorquando i prezzi, a Bordeaux, ebbero la prima grande impennata di quest’ultimo decennio (ripetutasi poi nel 2005 e nel 2009).

Gli articoli principali sono “La bataille des architectes” scatenatasi a Bordeaux , dove molti Chateaux crus classés stanno rinnovando le loro cantine, sia dal punto di vista tecnico che estetico (esemplare, da questo punto di vista, il lavoro di Wilmotte a Cos d’Estournel); il “giallo”-perché proprio di questo si tratta- di Léoville, la storia della divisione del grande cru di Saint Julien nei tre Léoville (Las Cases, Barton e Poyferré), ricostruita sul filo di documenti storici e tesi di laurea; un’inchiesta sulla tavola dei vignerons, nella quale vengono presentati i piatti di alcuni grandi produttori di vini (Bruno Borie, di Château Ducru-Beaucaillou a Bordeaux, Colette e Catherine Faller , del Domaine Weinbach, in Alsazia, Michel Tardieu, Maison Tardieu-Laurent, nel Rodano, e Dominique Laurent, del Domaine omonimo, in Borgogna). Completano il fascicolo, una degustazione di Champagne Gonet-Médeville, di vini già sboccati , pronti per la vendita, e di altri champagnes dal 2000 al 2005 appena sboccati per la degustazione, un interessante confronto tra due grandi vin doux della Francia del Sud, il Maury di Mas Amiel e il Rivesaltes di Sarda- Mallet in verticale e un itinerario nelle terre del Cahors. Infine, l’interessante diario di una vigneronne, una giornalista enologica che ha fatto il gran salto e ha deciso di produrre un suo vino nel Béarn.

Bel numero, che piacerà a chi ama i vini francesi (Pubblicato il 12.12.2010).

 

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