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drink different

Le Riviste del Vino: La Revue du Vin de France, Juin 2016

La Revue du Vin de France, n. 602, Juin 2016, € 7.95 in Francia, € 8.60 in Italia

RVF Juin 2016Il numero di giugno della RVF è tradizionalmente dedicato alle anteprime dell’annata in tutte le regioni di Francia . E di fatto il titolo centrale della copertina è “I vini migliori dell’annata- Speciale millesimo 2016”. Gli altri titoli riguardano: intervista a Michel Chapoutier, test mini-caves a partire da 300 euro, i liquori a base di anice,la rivalità tra Juppé e Hollande per la Cité du Vin, e poi l’inchiesta “Vigne e centrali nucleari”.

Si comincia con l’inquietante editoriale di Denis Saverot (“L’ultimo bicchiere”): l’ultimo bicchiere è davvero l’ultimo, perché il tema è che cosa bere prima di morire (bah!).Poi ecco l’intervista a Michel Chapoutier , che sostiene l’importanza dei vini semplici e a poco costo contro l’elitismo dei grandi cru francesi. A seguire, le rubriche dell’attualità (con in testa la sfida a Bordeaux tra “i Presidenziabili” Juppé e Hollande ), le notizie dalle cantine, un’ intervista breve a Eric Carrière, ex calciatore e ora proprietario nella Côte-Rotie, a Condrieu e Pommard, le pagine degli editorialisti. Il Dossier della Revue si occupa stavolta di un tema molto caldo in Francia: le centrali nucleari che attraversano le vigne francesi. Le installazioni invecchiano e il rischio di perdite pericolose aumenta. La RVF presenta la mappa delle centrali regione viticola per regione. Segue un argomento molto più leggero: il banco di prova delle mini-cantine da mettere in cucina. Come sempre, Olivier Poussier parla di accordi cibo-vino. Stavolta tocca al sémillon: poco amato, ma meraviglioso compagno della tavola. Da questo punto in poi ha inizio la grande rassegna dell’annata 2015. Dopo il servizio introduttivo di Olivier Poels e Philippe Maurange , che spiega la chiave per scegliere ottimi vini ai prezzi migliori, si comincia con l’Alsazia (annata migliore per i rossi che per i bianchi , riesling meglio delle altre varietà classiche a bacca bianca). In ordine alfabetico, segue il Beaujolais : ottimo 2015 e con un ottimo potenziale di “garde”. A Bordeaux, la migliore delle ultime cinque annate: Margaux nel Médoc, Pessac-Léognan nelle Graves e Rive Droite in evidenza. Tutto bene, anzi ottimamente, in Borgogna: meglio per i rossi, ma grande potenziale di invecchiamento per rossi e bianchi. Bella annata anche in Corsica e nel Jura, mentre i risultati sono un po’ meno brillanti nella Languedoc e in Provenza. Discreta l’annata in Loira , con buone prospettive per i liquorosi . Molto bene per i rossi nel Rodano (i bianchi un po’ meno), infine nel Roussillon sono i bianchi e i liquorosi a mettersi in evidenza, in un’annata generalmente buona. 2015 discreto anche nella piccola Savoia (con una lieve superiorità nelle riuscite dei vini rossi). Nel Sud-Ouest l’andamento non è stato omogeneo: abbastanza bene i vini rossi, liquorosi e soprattutto i bianchi (da consumarsi presto), meno brillanti. Si chiude con gli Anis: Pastis, Ouzo e Absinthe , per quelli che li amano.




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