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Libri: Il manuale di degustazione della Berry Bros. & Rudd Wine School

Libri: Berry Bros. & Rudd Wine School (2016), Exploring & Tasting Wine. London (Uk): Pavilion, 224 pp., £ 20.00

BerryIl sottotitolo di questo libro, riccamente illustrato dalle foto di Jason Lowe , è: “A wine course with digression”. Si tratta infatti di una introduzione alla degustazione della Wine School della Berry Bros. & Rudd, grande società di Wine & Spirit Merchants di Londra.

Il libro, utilizzato nei corsi, ma, che può essere utilmente consultato danche agli appassionati per la propria auto-istruzione, è organizzato su due principi fondamentali: 1) prima di tutto ci sono le varietà (si comincia col Sauvignon blanc e si finisce col Nebbiolo): 2) Poi ci sono le Key regions, che forniscono le basi per la comparazione. Il corso comprende sei sessioni più le appendici. La prima sessione riguarda le basi della degustazione, ispirata dal principio fondamentale: “Everyone can taste”, ossia tutti possono degustare , un invito ad avere fiducia nelle proprie capacità spontanee, che debbono soltanto essere guidate e affinate. Vi sono esaminate le diverse componenti della degustazione, il ruolo della memoria e del vocabolario, gli aspetti pratici dell’assaggio, e poi gli aspetti fondamentali della vinificazione, dell’affinamento e della conservazione dei vini, senza dimenticare alcune domande per la verifica dell’apprendimento . Dalla seconda sessione comincia l’esame delle varietà fondamentali. Si parte dal Sauvignon blanc, dallo Chardonnay e dal Semillon. Di ogni varietà è tracciato un rapido sketch, poi vengono descritte le regioni chiave e gli indizi per distinguere i vini provenienti da territori diversi. Ad es. il Sauvignon dei climi più freddi, come quello della Loira, è più acido, ha un frutto moderatamente maturo, alcol più contenuto, mentre quello dei climi caldi , come la Nuova Zelanda, ha una maggiore maturità di frutto, meno acidità e un più alto grado di intensità aromatica. Passando allo Chardonnay, ad essere contrastati, con la stessa modalità, sono gli Chardonnay no-oak, come gli Chablis, e quelli che prevedono un impiego importante del legno, come gli Chardonnay californiani. Infine, per il Sémillon, nota varietà del Sauternais, i sémillon bordolesi (dolci) devono vedersela con quelli (secchi) della Hunter Valley australiana. Si prosegue così: nella sessione terza tocca alle grandi varietà bordolesi a bacca rossa (Cabernet franc, Merlot e Cabernet sauvignon). Notazioni sui Cabernet del mondo, sulle proprie esperienze di degustazione, alcune domande veloci di verifica arricchiscono questo capitolo per evitare una eccessiva schematicità. Di nuovo varietà bianche (Riesling, Gewurztraminer e Chenin blanc) nella quarta sessione, poi tocca al Gamay al Pinot Noir e al Syrah/Shiraz (quinta sessione), per concludere con due varietà spagnole e due italiane a bacca rossa (Grenache e Tempranillo, Sangiovese e Nebbiolo). Per queste ultime varietà italiane i confronti sono in parte territoriali (A simple Chianti versus Brunello di Montalcino), in parte di stile enologico (Traditional Barolo versus Modern Barolo). Si conclude con l’appendice (“Scegliere e godere il vino” ). Qui vengono illustrati gli abbinamenti cibo-vino, le modalità di sevizio, come si decanta un vino (con una scheda sul “decanting debate”), i bicchieri, i modi di conservare il vino… Insomma: il libro è scritto con uno stile molto efficace didatticamente, ovviamente rischia di essere talvolta semplicistico (e talvolta lo è davvero), certamente incompleto, sia per quanto riguarda le varietà (16 non sono poi troppe, anche se si considerano solo le più importanti e diffuse), sia per quanto riguarda i territori. E’ comunque utile e potrà fornire degli stimoli anche ai professionisti dell’insegnamento della degustazione.




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