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drink different

Libri: i vini dell'Austria

Brooks, S. (2016), The Wines of Austria.Oxford (Uk): Infinite Ideas Limited, 294 pp., £ 30.00

Austria coverStephen Brooks è un giornalista scrittore di vino inglese ben noto ai wine lovers. E’ infatti autore di diversi libri sul vino, principalmente di Bordeaux (suo “The Complete Bordeaux”, 2007), ma anche di altre regioni, come la California e la Germania. Questa monografia dedicata ai vini austriaci si inserisce in una nuova collana, curata da Richard Mayson, nella quale sono comprese anche monografie sul Porto e sul Madera (dello stesso Mayson), e sullo Sherry (di Julian Jeffs), nonché su temi come i vini biodinamici , i distillati e la storia dello Champagne.

Il volume si articola in cinque parti, la più corposa delle quali è naturalmente dedicata alla Lower Austria, nella quale la vite è più diffusa (circa il 60% dei poco più di 47.000 ettari dell’intero vigneto austriaco) e sono comprese le regioni di Wachau, Kamptal e Kremstal, i cui vini sono quelli maggiormente noti internazionalmente.

Nella sezione introduttiva si delinea una breve storia del vino in Austria, fino allo scandalo che nella metà degli anni ’80 travolse i produttori a causa di numerose falsificazioni di vini esportati, e alla ripresa, iniziata subito dopo e che in breve ha riportato, negli anni ’90, il vino austriaco al posto che gli compete. Successivamente si illustra il sistema delle appellazioni in vigore, delle DAC (Districtus Austriae Controllatus), e la legge austriaca sul vino: molto simile, quest’ultima, fino alla metà degli anni ’80, a quella tedesca, basata sul grado zuccherino dei vini, prima di allinearsi al sistema europeo. Un capitolo è focalizzato sulle varietà di uva più diffuse. La più popolare e rappresentativa del vigneto austriaco è indubbiamente il Grüner Veltliner , che, con i suoi 14.700 ettari rappresenta poco meno di un terzo della superficie vitata dell’Austria e largamente la più diffusa delle varietà a bacca bianca. Diversamente il Riesling, di cui pure l’Austria è un eccellente produttore, copre soltanto 2050 ettari. Tra le varietà a bacca rossa la fa da padrone, con i suoi 6500 ettari, lo Zweigelt o Blauer Zeigelt, derivante dall’incrocio del Blaufränkisch (corrispondente al Lemberger tedesco e al Kékfrankos ungherese), seconda varietà a bacca rossa per estensione con 3000 ettari, e del St Laurent . Lo Zweigelt è presente in molte regioni, ma è fondamentale per i vini rossi del Burgenland. Le parti dalla seconda alla quarta sono dedicate alle diverse aree regionali del vino austriaco. Ad aprire la trattazione è la Lower Austria , o Niederösterreich. Qui sono comprese 9 differenti regioni, la prima delle quali è Wachau, la più pregiata per la produzione dei bianchi austriaci, che si è tenuta fuori dalle DAC perché, già nel 1983, i produttori più prestigiosi, precedendo il legislatore, avevano creato un loro distretto vitivinicolo, denominato Vinea Wachau Nobilis Districtus (più in breve, Vinea Wachau). Questa è anche l’area sulla quale il libro si sofferma maggiormente , con una dettagliata descrizione dei maggiori cru , alla quale seguono le schede dei principali produttori. Seguono Kremstal e Kamptal, anch’esse famose per i loro vini bianchi. Anche di queste regioni vengono (ma più rapidamente) descritti i cru e le varie sottozone e poi i produttori. Più veloce la presentazione delle altre zone: Traisental, Wagram, Weinviertel, soffermandosi maggiormente su Carnuntum (nella quale è ora lo Zweigelt a dominare) e Thermenregion (famosa per i suoi vini dolci da uve Rotgipfler e Zierfandler).

Nella seconda parte è sotto esame il Burgenland, con le sue quattro DAC : Leithaberg, con poco più di 3000 ettari, distribuiti tra Grüner Veltliner, Welschriesling, Weissburgunder (Pinot bianco) e Chardonnay da un lato e Blaufrankish e Zweigelt dall’altro; Neusiedlersee, dove a dominare è lo Zweigelt; il Mittelburgenland (Blaufränkisch nella misura del 55%) ed Eisenberg (anche qui con un predominio del Blaufränkisch). Nella terza parte del libro sono illustrate le tre regioni della Stiria (Steiermark), una zona piuttosto ampia , confinante con l’Eisenberg a est e la Slovenia a sud: Vulkanland Steiermark, Sudsteiermark e Weststeiermark. Le vigne (4500 ettari) sono per lo più concentrate nella parte più meridionale. Qui si producono vini bianchi freschi e molto piacevoli, anche se senza lo spessore di quelli della Lower Austria, e pochi vini rossi, ma l’estensione delle vigne a bacca rossa sembra destinata ad aumentare. Qui si producono anche alcuni Trockenbeerenauslese di grande qualità.

Nella quarta parte tocca alla regione della capitale, Vienna, la più recente delle DAC. Gli ettari vitati sono poco più di 600, di cui quasi il 90% di varietà a bacca bianca, principalmente Grüner Veltliner. Infine, la quinta parte , che chiude il libro, tratta delle annate: solo brevi appunti per le annate dal 1963 (punto di partenza) al 1990, per diventare molto più estese e articolate per le vendemmie degli ultimi dieci-quindici anni, fino alla 2015.

In definitiva si tratta di un libro che risulterà utile agli appassionati che vogliono orientarsi nella conoscenza della produzione vitivinicola di una nazione che ha una antica tradizione e che è ancora relativamente poco conosciuta, a parte alcune realtà che sono presenti da più tempo sul mercato internazionale. Sarà inoltre particolarmente utile per quanti vorranno cogliere l’occasione di una vacanza in Austria per visitare aziende di qualità dalle quali acquistare dei buoni vini.




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