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drink different

Riviste estere-2-

Wine Spectator

 Il numero appena uscito di Wine Spectator (il n.12 del vol. 35,15 dicembre 2010)è specialmente dedicato ai vini dello stato di Washington (“Discover Washington”). Si tratta di un territorio ancora poco noto ai wine lowers europei, per i quali la vitivinicoltura di qualità nel Nord America è rappresentata solamente dalla California. Quello di Washington rappresenta invece un territorio di straordinario interesse enologico , sia dal punto di vista climatico che , soprattutto geologico, dovuto alle sedimentazioni dei Missoula Flood: i suoi vini sono caratterizzati da acidità e mineralità che assicurano una notevole profondità .Washington   coincide praticamente (ad eccezione per la ristretta zona di Puget Sound) con l’AVA (American Vineyard Area) della Columbia Valley, che comprende anche una parte dell’Oregon. Nel suo territorio, oltre ad eccellenti vini di tipo bordolese, da alcuni anni si producono vini rossi a base di Syrah di grande interesse, che fanno ritenere ad alcuni che esso rappresenti, dopo la Valle del Rodano, l’area più vocata al mondo per questo vitigno. In questo fascicolo vengono poi presentati i profili e le storie di alcuni winemakers e aziende esemplari dell’area di Washington, nonché l’elenco alfabetico completo di tutti i vini della regione, cone le loro valutazioni.

Il secondo argomento principale di questo numero è rappresentato dalla storia dei proprietari americani di Chateau Haut Brion (i Dillon) e dalla presenza americana nella regione di Bordeaux. Si tratta di una storia interessante come un romanzo, che ha inizio negli anni immediatamente successivi agli anni della grande depressione del ’29, allorquando Clarence Dillon, figlio di un immigrato polacco, Samuel Lopowski, che, al momento di andare a studiare ad Harvard aveva preferito prendere il cognome della madre, di origini franco-irlandesi, nel 1935, decise di acquistare Haut Brion, la cui proprietà versava in una grave crisi finanziaria, per vincere la noia, preferendola a Margaux perché era più vicina alla stazione ferroviaria di Bordeaux. Il fascicolo è completato (si veda però anche l’interessante articolo sui vitigni geneticamente modificati) dal report di James Molesworth sui vini argentini, dal quale emerge un deludente 2008, specialmente nella regione più vocata per il Malbec argentino, Mendoza, che ha sofferto di un aprile climaticamente disastroso . Dopo un felice trend iniziato nel 2002, con una successione di annate molto positive, tutte superiori a 90 centesimi, le irregolarità climatiche hanno dato luogo a tre vendemmie consecutive (2007, 2008 e 2009) poco favorevoli.

 

Burghound.com

Burghound.com è un interessante sito interamente dedicato ai vini borgognoni, primariamente a quelli a base di Pinot nero, ma con alcune significative extensions, ovviamente ai bianchi borgognoni, agli Champagne e ai vini da Pinot nero dell’Oregon e della California. E’ il frutto di un appassionato lavoro trentennale di Alan Meadows, che si è tradotto in un impressionante data-base, consultabile on line da coloro che sottoscrivono un abbonamento annuale , nel quale sono valutati e descritti in modo articolato circa 45.000 vini borgognoni e della Champagne, da circa 2.000 produttori, dal 1846 ad oggi. Meadows trascorre circa quattro mesi all’anno in Borgogna, visitando cantine e assaggiando vini, che costituiscono la materia dei suoi dettagliati reports quadrimestrali, ciascuno, in media di 150 pagine (ma spesso questo limite viene abbondantemente superato). Di ogni vino, oltre al giudizio analitico e alla valutazione espressa in centesimi, vengono stimate le possibilità di conservazione , il tutto preceduto da ampie note sull’annata, tra le quali trovano ampio spazio informazioni e valutazioni fornite dal produttore.

TartPeriodicamente Meadows pubblica degli speciali Progress reports riguardanti singoli vini , dei quali vengono confrontate serie , talvolta imponenti, di annate , tra le quali segnalo la recente, impressionante, verticale sul Clos de Tart (56 vendemmie dal 1887 al 2005), e quella, .più ridotta- sullo Chevalier Montrachet La Cabotte di Bouchard Père et fils. Sul suo sito Meadows, che ha recentemente pubblicato un suo libro sui vini della Cote d’Or che è già un testo di riferimento (vedi la recensione su Worldwineweb), presenta settimanalmente un vino, da lui selezionato (The Selection of the Week), considerato come un top value.

Giudizio: si tratta di un sito molto interessante, che non deve sfuggire agli appassionati di vini della Borgogna (Pubblicato il 26.12.2010).

 

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