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drink different

Libri: Il Riesling "riscoperto" da Haeger

Haeger, J.W. (2016). Riesling rediscovered. Bold, Bright, and Dry. Oakland, CA: University of California Press, 169 pp., $ 39.95.

Haeger RieslingIl Riesling , la varietà d’uva “germanica” per eccellenza, è ormai diventata globale. Se la Germania, con i suoi 22.800 ettari, resta la regione del mondo con la superficie più estesa riservata a questo vitigno, il Riesling è da tempo diffuso in diverse altre regioni d’Europa -in primis l’Alsazia, dove esso é per lo meno altrettanto antico-, ed è ormai presente anche nel Nuovo Mondo, rappresentando la settima varietà di uva da vino più coltivata.

Subito dopo la Germania , e ben più dell’Alsazia (3.500 ettari), sono infatti il Nord-America (8.500 ettari) e l’Australia (4.400 ettari) , a fare la parte del leone. Per inciso, l’Austria, altra terra di grandi Riesling, con 2.000 ettari, e ancora di più l’Italia, nella quale le zone di elezione sono la Val Venosta e la Valle Isarco, con appena 500 ettari, appaiono delle formiche. Non vi è dubbio comunque che il Riesling rappresenti, tra le uve a bacca bianca, quello che il Pinot noir rappresenta per le uve rosse: semplicemente la più venerata, quella dalla quale nascono i vini bianchi più preziosi e longevi del mondo. Come il Pinot nero, anche il Riesling possiede la straordinaria capacità di modularsi differentemente a seconda delle condizioni climatiche e dei diversi terroir. Questo bel libro di Haeger colma davvero una lacuna, sia per l’originalità delle sue prese di posizione, sia per il rigore scientifico col quale, pezzo dopo pezzo , analizza i diversi aspetti di questa importante tematica.   E’ davvero esemplare il suo approccio alla storia del Riesling (“rivisitata e corretta”) , che non si limita a considerare solo gli aspetti più immediatamente connessi alla vitivinicoltura e all’enologia, ma si allarga fino a comprendere quelli culturali, socio-economici, commerciali, quando, a partire dal XVI secolo, anche per effetto della Riforma, la Germania , con le sue città più piccole e i mercati più “locali”, ha cominciato a differenziarsi radicalmente dagli altri paesi occidentali. Il Riesling, è la tesi centrale di questo libro, difesa con ardore ma grande lucidità dall’autore, non è nato per essere sweetisch o decisamente dolce come in molti l’hanno conosciuto. Fino agli anni ’20 del secolo scorso, la maggior parte dei Riesling tedeschi erano secchi, al pari di quelli alsaziani: la comparsa di uno stile di vinificazione più dolce , apparve solo negli anni fino alla seconda guerra mondiale , ma fu negli anni ’70 che divenne assolutamente prevalente, fino alla identificazione di questa varietà con i vini dolci. E’ stato solo negli anni ’80 che , dapprima lentamente, poi in modo sempre più deciso, soprattutto sotto la spinta delle nuove generazioni di vignaioli, che è riemersa la ricerca di uno stile decisamente secco (la cosiddetta Trockenwelle).

Il libro si articola in due grandi parti. Nella prima , a mio giudizio la più interessante, si esaminano le origini del Riesling, la sua storia , le sue componenti aromatiche, i differenti cloni impiegati, gli habitat di questa varietà nel Vecchio Mondo e in Nord America . Qui l’analisi dell’autore è serrata, appassionante e molto incisiva per quanto riguarda la documentazione scientifica discussa. Nella seconda sono descritti i più importanti siti dell’eccellenza del Riesling (Haeger ne individua 89) nel mondo, partendo naturalmente dal bacino del Reno (Alsazia e Germania) fino al Nord America. Non sono invece qui considerati i pur notevoli Riesling soprattutto australiani, della Nuova Zelanda e dell’America del Sud, una limitazione motivata dall’autore dall’eccessiva ampiezza che ne sarebbe derivata.   E’ indubbiamente una lacuna, certamente non sfuggita ai lettori più attenti, ma che a mio giudizio non infirma il notevole valore e l’importanza complessiva dell’opera , che consiglio vivamente a tutti gli amanti del vino e in particolare di questa grande varietà.




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